Elizabeth Banks sul gradino più alto del podio © Giro Rosa/Ossola
Elizabeth Banks sul gradino più alto del podio © Giro Rosa/Ossola

Allora, abbiamo una Banks!

Attacco da lontano di Van Vleuten nell’ottava tappa del Giro Rosa, poi spazio alla fuga: vince l’inglese della Bigla, Paladin terza ed entra in top10

Una giornata assolutamente memorabile per la formazione svizzera Bigla, sia per i risultati ottenuti sulla strada che per le ottime notizie in arrivo dal settore dirigenziale. In mattina, infatti, la squadra diretta da Thomas Campana aveva confermato il supporto dello sponsor principale anche per la stagione 2020 con la prospettiva di fare domanda per una licenza del Women’s World Tour per il 2021: un accordo che meritava di essere festeggiato a dovere, ed ecco che nel pomeriggio è arrivata addirittura una doppietta nell’ottava tappa del Giro Rosa con l’inglese Elizabeth Banks a trionfare sul traguardo di Maniago e con la sua compagna di squadra Leah Thomas in seconda posizione dopo aver protetto la fuga solitaria di Banks nei chilometri conclusivi.

Il Giro Rosa della Bigla era iniziato con l’ottimo secondo posto nella cronometro a squadre, a cui aveva fatto seguito il terzo posto di Cecilie Uttrup Ludwig nella tappa di Piedicavallo: la stessa atleta danese classe 1995, però, non era stata all’altezza delle migliori sulle grandi salite e per lei la classifica era ormai compromessa dopo il sesto posto finale dell’anno scorso. Per portare a casa un grande risultato serviva quindi inventarsi qualcosa e l’occasione si è presentata proprio in questa ottava tappa da Vittorio Veneto a Maniago. Banks è un’atleta che si è avvicinata relativamente tardi al ciclismo e che quest’anno sta facendo un notevole salto di qualità: la prima gara poco più di quattro anni fa, poi ha deciso di lasciare gli studi di medicina e quest’anno è approdata alla Bigla trovando ottimi risultati tra maggio e giugno che si sono tradotti oggi nella prima vittoria in carriera in una corsa UCI.

Van Vleuten si difende attaccando
La tappa di oggi non era solo una semplice frazione di trasferimento adatta ad una fuga da lontano: con 133.3 chilometri da percorre era la più lunga di questa edizione, ma soprattutto c’era da affrontare la salita della Forcella di Pala Barzana dopo una sessantina di chilometri. Questa ascesa si era già vista al Giro Rosa 2017 quando venne affrontata in direzione opposta e scatenò l’attacco di Van der Breggen, Van Vleuten e Longo Borghini: il versante odierno era ugualmente molto impegnativo con i suoi 5 chilometri ad una pendenza media di poco inferiore al 9%, seguiti da una discesa abbastanza tecnica. Comprensibilmente, nei primi chilometri della tappa molte atlete hanno provato ad attaccare proprio per prendere del margine in vista di questo durissimo ostacolo che poteva fare da spartiacque della corsa: ancora una volta tra le più attive in testa al gruppo c’è stata la canadese Leah Kirchmann (Sunweb), ma a rotazione sono state almeno una ventina le atlete che hanno tentato di portare via una fuga, senza mai riuscire a guadagnare più di 10″.

Il gruppo si è presentato compatto ai piedi della salita di Forcella di Pala Barzana ed a questo punto la maglia rosa Annemiek van Vleuten deve aver pensato che in questo frangente la miglior difesa sarebbe stata l’attacco: la portacolori della Mitchelton-Scott, pur con più di quattro minuti di vantaggio nella generale, ha staccato tutte e ha scollinato con circa 15″ di vantaggio su un gruppetto di nove atlete comprendente tutte le altre meglio posizionate in classifica, mentre più indietro c’erano piccoli gruppetto sparsi un po’ dappertutto. Dal gran premio della montagna di seconda categoria mancavano poco più di 70 chilometri all’arrivo ed è facile immagine che l’attacco di Van Vleuten sia avvenuto anche per poter affrontare con maggiore tranquillità una discesa non facile e dalla carreggiata abbastanza stretta: una scelta senza dubbio saggia visti i pochissimi rischi che poteva comportare.

Ai piedi della seconda salita parte la fuga decisiva
Al termine della discesa Annemiek van Vleuten ha aspettato le più immediate inseguitrici (prendendosi nel frattempo 3″ di abbuono ad un traguardo volante) e poi a sua volta questo nuovo gruppetto di testa ha aspettato che rientrassero un’altra trentina di atlete che erano a pochi secondi di distanza. A poco più di metà gara ci siamo ritrovati quindi con 43 atlete al comando della tappa, ma la calma è durata poco perché quasi subito sono iniziati nuovamente gli scatti per anticipare la salita di terza categoria di Clauzetto che terminava a circa 37 chilometri dalla conclusione. Proprio poco prima della seconda ascesa di giornata è andato all’attacco un gruppo di 11 atlete, che poi sono presto diventate 10 per le difficoltà in salita di Elena Pirrone (Valcar): al comando della tappa c’erano le italiane Soraya Paladin (Alé Cipollini) e Alice Maria Arzuffi (Valcar), la coppia della Bigla formata da Elizabeth Banks e Leah Thomas e poi ancora la polacca Malgorzata Jasinska (Movistar), la statunitense Ruth Winder (Trek-Segafredo), la belga Sofie De Vuyst (Parkhotel), la tedesca Kathrin Hammes (WNT), la neerlandese Pauliena Rooijakkers (CCC) e l’australiana Shara Gillow (FDJ).

Nel tratto di salita le fuggitive hanno guadagnato 50″ di vantaggio sul gruppo della maglia rosa dove però c’erano poche forze e poco interesse ad organizzarsi per andare a riprendere le dieci atlete di testa: la Mitchelton-Scott, dal canto suo, era tranquillissima perché la meglio posizionata in classifica tra le battistrada era proprio la veneta Soraya Paladin che questa mattina era tredicesima a 8’33” e non rappresentava assolutamente una minaccia per la maglia rosa. Il primo posto di Van Vleuten non era in pericolo, ma diverse posizioni all’interno della top10 sì nel caso in cui Paladin avesse guadagnato troppo: la CCC Liv ha provato a lavorare sia in ottica vittoria di tappa per Marianne Vos sia per proteggere Ashleigh Moolman in classifica, poi lo stesso ha fatto il Team Sunweb con Juliette Labous e Lucinda Brand.

La Bigla sfrutta bene la superiorità numerica
A 30 chilometri dall’arrivo il gruppo della maglia rosa s’era riportato molto vicino alle battistrada, che poi nel tratto finale in pianura hanno ritrovato un buon accordo e sono tornate a guadagnare sensibilmente: a 15 chilometri dalla conclusione il gap era attorno al minuto e mezzo con tentanza a salire ed era quindi chiaro che sarebbero state le fuggitive a lottare per la vittoria di giornata. A quel punto la Bigla ha giocato bene le proprie carte contando sul fatto di essere l’unica squadra con due atlete nel gruppo di testa: lo scatto vincente è stato quello di Elizabeth Banks a 12 chilometri che ha preso pochi secondi di vantaggio e non è più stata ripresa dalle compagne d’avventura.

Mentre Banks pedalava verso la vittoria, alle sue spalle il grosso del lavoro era sulle spalle di Soraya Paladin che, vedendo aumentare il vantaggio sul gruppo, era virtualmente tra le prime 10 della classifica generale: la statunitense Leah Thomas faceva invece un’ottimo copertura per la compagna di squadra rompendo i pochi cambi che chiedeva la trevigiana e marcando eventuali tentativi di contrattacco. Insomma, dietro a Banks l’accordo non era ottimale e questo le ha consentito di resistere fino al traguardo.

Paladin terza di tappa e settima in classifica
Elizabeth Banks ha tagliato il traguardo con 30″ di vantaggio sul resto della fuga con Leah Thomas che ha vinto la volata per la seconda posizione davanti a Soraya Paladin, terza, Malgorzata Jasinska e Sofie De Vuyst. Da segnalare che nel finale ha anche iniziato a piovere e che proprio nell’ultimo chilometro c’era stata una caduta senza conseguenze serie di Ruth Winder e Alice Maria Arzuffi che hanno tagliato il traguardo in nona e decima posizione. Nel finale, una volta capito che per la tappa non c’era niente da fare, il gruppo principale ha tirato un po’ i remi in barca (2’56” il ritardo al traguardo) e ha iniziato a risparmiare energie in vista del tappone di domani con arrivo in salita sull’Altopiano del Montasio dove ancora una volta la grande favorita sarà Annemiek van Vleuten, ma dove le altre si giocheranno il podio.

Grazie all’abbuono conquistato al traguardo volante, Annemiek van Vleuten adesso comanda con 4’11” di vantaggio su Anna van der Breggen e 4’26” su Katarzuna Niewiadoma; la fuga di oggi ha permesso a Soraya Paladin di risalire fino alla settima posizione a 6’06” da Van Vleuten ed a soli 20″ da Elisa Longo Borghini che conquista a vestire la maglia blu di miglior italiana in classifica.

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