Anna van der Breggen vince in maglia iridata sul Montasio © Giro Rosa/Ossola
Anna van der Breggen vince in maglia iridata sul Montasio © Giro Rosa/Ossola

Van der Breggen, la giornata del riscatto

L’iridata vince la 9a tappa del Giro Rosa al termine di un bel duello con Van Vleuten che resta saldamente leader. Domani ultima tappa a Udine

Per quanto visto nelle tappe precedenti, dall’ultima tappa di montagna di questo Giro Rosa tutti si aspettavano un altro grande show solitario di Annemiek van Vleuten, e invece sull’Altopiano del Montasio non è andata così: a tagliare per prima il traguardo è stata la campionessa olimpica e mondiale Anna van der Breggen che ha portato alla sua Boels-Dolmans la prima vittoria in questa edizione della gara a tappe più importante del calendario internazionale dell’UCI. Guai a parlare di sorpresa visto che stiamo comunque parlando di atleta straordinaria che era venuta in Italia puntando al terzo successo assoluto in carriera dopo quelli del 2015 e del 2017: con la vittoria della stessa della Boels torniamo anche a vedere la maglia iridata primeggiare in una tappa in linea del Giro Rosa a distanza di quattro anni dal successo ad Aprica della francese Pauline Ferrand-Prévot in un’edizione che venne poi vinta proprio da Van der Breggen.

Sette atlete in fuga
Questa nona e penultima tappa del Giro Rosa 2019 partiva da Gemona ed i 125.5 chilometri del percorso erano caratterizzata solo da tanta pianura prima della salitona finale del Montasio: visto che gli ultimi chilometri sarebbero sicuramente stati un affare per le più forti del gruppo, il tratto iniziale di gara era una buona occasione per quelle atlete che volevano provare a mettersi in evidenza con una fuga e magari approcciare l’ascesa del traguardo con un po’ di vantaggio. E infatti dopo una ventina di chilometri di relativa tranquillità, in testa della corsa si è formata la fuga principale della giornata: ad uscire dal gruppo sono state sette atlete che non davano preoccupazioni per le posizioni di vertice della classifica generale.

Le protagoniste di questa azione nata a circa 105 chilometri dall’arrivo sono state Hannah Barnes (Canyon-SRAM), Maaike Boogaard (BTC City Ljubljana), Kseniia Dobrynina (Servetto-Piumate), Malgorzata Jasinska (Movistar), Rachel Neylan (Team Virtu), Nicole Steigenga (BePink) e Kelly van den Steen (Lotto Soudal): nella generale la più vicina alla maglia rosa di Annemiek van Vleuten era la britannica Barnes che partiva dalla trentottesima posizione con 26’52” di ritardo. Le sette battistrada hanno impiegato qualche chilometro per aprire un buon margine alle loro spalle, ma poi sono arrivate ad avere fino ad un massimo di 2’15” di vantaggio con la belga Van den Steen prima a transitare al traguardo volante al chilometro 75.

Van Vleuten lavora per Spratt
La salita verso Malga Montasio iniziava a circa 22 chilometri dal traguardo, dapprima molto dolcemente ma sempre più aspra nella seconda parte arrivando ad una pendenza media del 8% negli ultimi 11 chilometri, ma toccando addirittura un massimo del 20% a 3 chilometri dall’arrivo. Per le fuggitive la missione era pressoché in salita visto un vantaggio massimo troppo esiguo per quelle che erano le caratteristiche del finale e soprattutto perché in ballo c’era la vittoria di tappa su quella che, dopo l’annullamento del Gavia, era diventata la montagna più impegnativa di questa edizione del Giro Rosa: le sette battistrada sono riuscite a resistere proprio fino all’abitato di Chiusaforte e sono state riprese dal gruppo quando mancavano circa 19 chilometri.

Con la pendenza attorno al 3%, si è iniziata la vedere la prima selezione nel plotone, ma è stato più avanti a 11 chilometri dall’arrivo che si è iniziato veramente a fare sul serio. Ancora una volta a rompere gli indugi è stata Annemiek van Vleuten che all’inizio delle rampe più impegnative si è portata in prima posizione accelerando il ritmo e facendo esplodere le gambe di molte delle rivali: stavolta la 36enne neerlandese della Mitchelton-Scott non ha affondato il colpo come al Lago di Cancano, ma ha cercato di impostare il ritmo per favorire la propria compagna di squadra Amanda Spratt che andava alla ricerca, come l’anno scorso, del podio in classifica generale. Ed il lavoro di Van Vleuten ha dato i suoi frutti perché a 9 chilometri dall’arrivo è saltata Katarzyna Niewiadoma, terza stamattina in classifica.

Van Vleuten attacca ma non fa il vuoto
Sulla prima accelerazione di Van Vleuten, anche Anna van der Breggen si era fatta leggermente sorprendere un po’ troppo indietro, ma la campionessa olimpica è riuscita a rientrare rapidamente sfruttando il lavoro della compagna di squadra Katie Hall: a quel punto davanti erano rimaste Van Vleuten, Spratt, Van der Breggen, Moolman e Brand, ma la strada verso il traguardo era ancora lunghissima. Tra i meno 8 ed i meno 7 chilometri hanno ceduto una dopo l’altra Brand, Moolman e poi anche Spratt, lasciando così in testa alla corsa le due atlete attualmente più forti e complete sui percorsi impegnativi: alla vigilia del Giro Rosa tutti pronosticavano un duello tra Van Vleuten e Van der Breggen, nella realtà è stata poi una partita a senso unico ma almeno per un giorno abbiamo potuto ammirare queste due grandi campionesse lottare alla pari in salita.

A poco più di quattro chilometri dall’arrivo, proprio all’inizio del tratto più duro di salita, è arrivato lo scatto deciso di Annemiek van Vleuten per andare a prendersi la terza vittoria di tappa in questo Giro Rosa 2019: Anna van der Breggen non ha risposto immediatamente, ma ha scelto di salire del proprio passo cercando di tenere sempre a vista la rivale. La maglia rosa della Mitchelton-Scott, con innestato un rapporto molto impegnativo, ha guadagnato fino a 15″ ma la sua connazionale della Boels-Dolmans non ha mai perso il contatto visivo ed è riuscita a salvare un po’ la gamba grazie ad un rapporto più agile e addirittura ha iniziato a recuperare terreno quando la strada si è fatta meno impegnativa: ai due chilometri il gap era di 13″, ma all’ultimo chilometro si era ridotto ancora ad appena 6″.

Van der Breggen effettua il sorpasso ai 400 metri finali
Il finale di tappa è sembrato in un certo senso una piccola rivincita de La Course by Le Tour dello scorso anno quando Van der Breggen attaccò, e Van Vleuten la riprese lentamente per superarla proprio agli ultimi 50 metri di corsa: oggi l’epilogo non è stato drammatico come quel giorno, e anche la posta in palio era inferiore, ma i ruoli si sono comunque ribaltati con Van Vleuten che ha visto sfumare una vittoria proprio a poche centinaia di metri dall’arrivo. Il sorpasso di decisivo di Van der Breggen è avvenuto a 400 metri dalla conclusione con l’iridata a tirare subito dritto senza rifiatare: la portacolori della Boels-Dolmans s’è quindi involata verso la vittoria di tappa, mentre le gambe di Van Vleuten si sono completamente bloccate creando anche un certo distacco tra le due atlete al traguardo.

Alla fine la giuria ha cronometro 17″ di distanza tra Anna van der Breggen e Annemiek van Vleuten al traguardo: nessun pericolo per la maglia rosa che aveva un vantaggio abissale in classifica e che forse ha voluto chiedere un po’ troppo a se stessa per aiutare. La vittoria di Van der Breggen non cambia comunque il giudizio complessivo sul Giro Rosa con Van Vleuten meritatamente prima in classifica: la campionessa del mondo l’ha riconosciuto dopo il traguardo e non possono esserci rimpianti per come era stata gestita la tappa del Lago di Cancano quando forse si iniziò a pensare alla lotta per il secondo posto già dall’inizio dell’ultima salita.

Spratt agguanta il podio, cedono le italiane
La tattica della Mitchelton-Scott ha comunque dato i suoi frutti e Amanda Spratt è riuscita a mettersi sul podio virtuale del Giro Rosa: l’australiana ha tagliato il traguardo in quarta posizione a 1’38” con lo stesso tempo della sudafricana Ashleigh Moolman, terza, mentre più indietro i distacchi sono stati notevoli. In quinta posizione a 1’57” ha chiuso la statunitense Katie Hall, poi a 2’51” sono arrivate Demi Vollering e Ane Santesteban, quindo ottavo posto a 2’53” per Erica Magnaldi e nono a 2’55” per Elisa Longo Borghini; ritardo di 3’10” per Lucinda Brand che ha pagato il tentativo iniziare di stare dietro ad Annemiek van Vleuten, mentre è finita a 3’31” la veneta Soraya Paladin.

Ad una tappa dalla conclusione la classifica generale vede quindi Annemiek van Vleteun in maglia rosa con 3’50” di vantaggio su Anna van der Breggen e 7’00” su Amanda Spratt: il podio sembra ormai definito anche perché domani nei 120 chilometri da San Vito al Tagliamento a Udine non ci sono salite tali da creare distacchi importanti. Dal quarto posto in più invece le posizioni sono più in bilico visto che abbiamo cinque atlete in appena 25″: Ashleigh Moolman è attualmente a 8’05”, poi a 8’09” c’è Katie Hall, a 8’10” Katarzyna Niewiadoma, a 8’25” Lucinda Brand ed a 8’30” Elisa Longo Borghini, sempre migliore delle italiane. Un po’ più staccate sono invece Soraya Paladin ed Erica Magnaldi, rispettivamente nona a 9’26” e decima a 9’31”.

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