Uno-due-tre per la Deceuninck-Quick Step alla Adriatica Ionica Race © Getty Images
Uno-due-tre per la Deceuninck-Quick Step alla Adriatica Ionica Race © Getty Images

Adriatica Deceuninck Race

Lo squadrone belga monopolizza il podio nella tappa di Grado: vince Hodeg davanti a Sénéchal e Gilbert, quarto Modolo. Domani si sale verso il Lago di Misurina

Sul pavé siamo abituati a vederli dominare, sugli sterrati, vuoi anche per la minor frequenza nel calendario per questo tipo di terreni, no. Eppure la Deceuninck-Quick Step, in una giornata di caldo e tanta, tantissima polvere, riesce a fare quello che vuole, prendendosi le prime tre piazze nella prima tappa della Adriatica Ionica Race. Vincere aiuta a vincere, ma per i ragazzi di Patrick Lefevere questo è chiaramente il mantra di cui si nutrono in ogni benedetta gara.

Tappa con sterrati a Grado, non parte Daniele Bennati
Il criterium di ieri, che ha premiato in volata Phil Bauhaus, è stato ininfluente ai fini della classifica, venendo utilizzato solamente per attribuire le prime maglie. Indi per cui la frazione inaugurale della Adriatica Ionica Race è quella odierna, la Favaro Veneto-Grado di 182.2 km e caratterizzata da sei settori sterrati per ben 23.1 km da affrontare tra la polvere dei campi solitamente adibiti all’agricoltura.

C’è, purtroppo, da registrare una non partenza, quella di Daniele Bennati. L’aretino del Movistar Team è ancora alle prese con i postumi derivanti dalla brutta caduta che lo ha coinvolto a fine aprile alla Vuelta a Castilla y León e che gli ha compromesso la stagione, lui che, per l’ultima volta prima di ritirarsi a fine stagione, avrebbe dovuto prender parte al Giro d’Italia. Dall’incidente il trentottenne toscano non è più tornato in corsa.

Cinque in fuga, c’è anche Poli. Il primo sterrato seleziona già la corsa
Subito dopo il via dato alle 12.15 si forma l’attacco che caratterizza la giornata: lo compongono l’uruguaiano Mauricio Moreira (Caja Rural-Seguros RGA), l’israeliano Guy Niv (Israel Cycling Academy), l’italiano Umberto Poli (Team Novo Nordisk), il neerlandese Etienne van Empel (Neri Sottoli-Selle Italia-KTM) e il belga Thimo Willems (Sport Vlaanderen-Baloise). Il plotone dà immediatamente luce verde, consentendo loro di possedere 4′ dopo 10 km, toccando il margine massimo in 5’30” in prossimità del km 30.

Il gruppo controlla la situazione e inizia ad accelerare progressivamente con l’obiettivo di giungere al km 106, quando viene affrontato il primo tratto di sterrato di Boschi di Muzzana (lungo ben 7.2 km), con un ritardo contenuto, che effettivamente è di poco inferiore ai 2′. Proprio qui il quintetto al comando perde i pezzi: prima è Niv, protagonista di una caduta senza conseguenze, poi Moreira e Poli che non riescono a tenere le ruote di Van Empel e Willems, sicuramente più adatti a questo terreno. Va veloce il plotone che, sull’opera del Team Dimension Data, si riduce già ad una cinquantina di elementi.

Attaccanti riassorbiti, una caduta toglie dai giochi Pedersen
L’azione di Van Empel e Willems viene annullata appena usciti dal secondo settore, quello di Torviscosa (lungo 4.1 km), quando per giungere all’arrivo rimangono ancora 63 km da affrontare. Non ha la minima intenzione di demordere, il neerlandese della Gheldria, che ci riprova a 57 km dalla fine; il vantaggio che il portacolori del team di Citracca è però minimo, tanto che alla fine del terzo settore, quello di Terzo d’Aquileia (lungo 2.6 km), a 50 km dalla linea bianca.

Da segnalare anche qualche caduta, fortunatamente priva di conseguenze ma che coinvolge anche nomi da classiche come James Whelan (EF Education First), vincitore un anno fa della Ronde under 23, e soprattutto Mads Pedersen (Trek-Segafredo), che su un tracciato come questo poteva essere un outsider. Poco da segnalare anche nel settore di Aquileia (lungo 3.7 km) dove tenta l’allungo Ryan Gibbons (Team Dimension Data), ripreso prima ancora di essere usciti dalla polvere, a circa 40 km dal termine.

Fiorelli e Gruzdev ci provano, Canola cerca di portare via un quartetto di qualità
In contropiede cercano gloria anche Filippo Fiorelli, élite del Gragnano qui in gara con la maglia dell’Italia, e Dmitry Gruzdev (Astana Pro Team); la loro mossa è più proficua dato che prima, al km 150.4, transitano, con il kazako in prima posizione, con una ventina di secondi di vantaggio al traguardo volante di Aquileia e poi riescono a proseguire anche nel settore di Viola (lungo 2.1), uscendo al km 33 dalla fine con 25″ da poter amministrare, nonostante alcuni errori di impostazioni in alcune curve.

Nel settore tenta di dare una svolta Marco Canola: il vicentino della Nippo accelera e assieme a lui rimangono solo tre nomi di livello assoluto per le classiche come il duo della Deceuninck-Quick Step Philippe Gilbert e Florian Sénéchal e il capofila della EF Education First Sep Vanmarcke. Il quartetto, però, si vede rimontare da altri poco dopo l’uscita del settore e, assieme a costoro, vanno a riassorbire ai meno 27 km i due attaccanti.

Cattaneo, Hermans e Conci nel gruppo di testa, l’ultimo settore è ininfluente
Si forma, così, un drappello di ben ventitré unità al comando: la parte del leone, come sempre, la fa la Deceuninck con Álvaro Hodeg, Mikkel Honoré e James Knox oltre ai già citati Gilbert e Sénéchal. Ben messa la EF Education First con Jonathan Caicedo e Sacha Modolo in compagnia di Vanmarcke. Due uomini per la Bahrain Merida con Heinrich Haussler e Mark Padun così come per la UAE Team Emirates con Rui Oliveira e Rory Sutherland. Gli altri, tutti isolati; con i sopra menzionati Canola, Fiorelli e Gruzdev ci sono Nicola Conci (Trek-Segafredo), Eduard Prades (Movistar Team), Danilo Wyss (Team Dimension Data), Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli-Sidermec), Ben Hermans (Israel Cycling Academy), Joel Nicolau (Caja Rural-Seguros RGA), Sjoerd van Ginneken (Roompot-Charles) e Jordi Warlop (Sport Vlaanderen-Baloise).

Cambi regolari in testa fra tutti gli elementi, mentre il gruppo alle loro spalle, dove Astana e Neri Sottoli cercano di organizzarsi, sono costantemente ad inseguire. E il loro ritardo sui ventidue (manca infatti Wyss, staccatosi a causa di una foratura) aumenta costantemente, toccando quota 1’25” a 15 km dalla fine per poi scendere a 1’10” all’imbocco del sesto e ultimo settore di sterrato, quello di Caneo (lungo 3.5 km), dove non accade nulla.

Tanti tentativi nel finale, tutti infruttuosi. La Deceuninck prende la situazione in mano
I cambi continui proseguono anche negli ultimi 10 km: tra i più attivi sicuramente Ben Hermans, uno dei pochi uomini che puntano al successo finale ad essere presenti lì davanti. E dopo il centro al Tour of Austria, il belga è sicuramente in un ottimo stato di forma. Per evitare di far lavorare i compagni, James Knox si sacrifica ai meno 5 km, cercando un tentativo che viene chiuso, 1000 metri più tardi, da Sep Vanmarcke.

Lo squadrone fiammingo tenta la medesima mossa con Mikkel Honoré, stavolta portato a più miti consigli da Marco Canola. Al cartello dei meno 3 km ci prova l’esperto Rory Sutherland, lui annullato dalla Deceuninck. I quali prendono in mano la situazione, con Honoré e Knox a fare il passo, entrando davanti nell’ultimo km. Cercano di scombinare la situazione Hermans e anche Canola, con il vicentino ad entrare in testa all’ultima curva.

Non c’è storia allo sprint, la Deceuninck fa uno-due-tre
Si giunge così alla volata, in un rettilineo di soli 175 metri. E qui, proprio, non c’è storia: in un dominio come poche volte visto in tempi recenti, una squadra si prende il primo, il secondo e anche il terzo posto. L’identità di questo team? Facile, la Deceuninck-Quick Step, che per festeggiare il successo numero 50 della stagione non poteva trovare migliore maniera. Canola viene superato da tutte le parti da tre “mostri” in maglia blu, oggi semplicemente ingiocabili.

A transitare per primo sopra alla linea bianca è Álvaro Hodeg, che infila la quarta gioia del 2019. Il colombiano si volta immediatamente indietro per far festa, assieme all’apripista Florian Sénéchal e al regista di extralusso Philippe Gilbert, che in quest’ordine lo accompagnano in un podio tutto blu-bianco.

Quarto Modolo, domani si riparte verso il Lago di Misurina
La quarta posizione è appannaggio di Sacha Modolo (EF Education First), che prova ad aprire in questa maniera la seconda parte di stagione che, giocoforza, deve vederlo tornare ai livelli che gli competono. Quinto Heinrich Haussler (Bahrain Merida), quindi completano la top ten Sjoerd van Ginneken (Roompot-Charles), Marco Canola (Nippo-Vini Fantini-Faizanè), Rui Oliveira (UAE Team Emirates), Jordi Warlop (Sport Vlaanderen-Baloise) e Dmitriy Gruzdev (Astana Pro Team).

Ritardo di 1’28” per il gruppo, regolato da Andrea Peron (Team Novo Nordisk). Presenti tutti gli uomini che possono ambire ad un buon piazzamento finale ad eccezione di Joe Dombrowski, Kevin Rivera, Pieter Weening e Giovanni Aleotti, giunti a 9’13” in un drappello comprendente anche Mark Cavendish.

La classifica generale rispecchia, ovviamente, quella di tappa. Domani cambierà in maniera completa, però; le ruote veloci lasceranno spazio agli scalatori, nell’unica frazione loro riservata. Il via da Palmanova e l’arrivo, dopo 204.6 km, al noto traguardo del Lago di Misurina, all’ombra delle Tre Cime di Lavaredo; a mo’ di tappone alpino, nel mezzo sono da scalare il Passo Rest, il Passo Pura e la Sella Ciampigotto, con il lungo falsopiano sino agli ultimi 6.3 km dove verrà approcciata l’ascesa terminale, con pendenza media del 7.9%.

Visita lo store di Cicloweb!

Archivio

Versione stampabile