Álvaro Hodeg vince a Trieste alla Adriatica Ionica Race © Getty Images
Álvaro Hodeg vince a Trieste alla Adriatica Ionica Race © Getty Images

Su Trieste soffia il vento Deceuninck-Quick Step

Adriatica Ionica Race, l’ultima tappa va ad Álvaro Hodeg su Theuns e Modolo. Non cambia nulla in classifica, vince Padun

Già l’anno scorso la Deceuninck-Quick Step aveva onorato al meglio la prima edizione della Adriatica Ionica Race, con quattro vittorie in cinque tappe schierando corridori come Viviani, Terpstra e Hodeg. Proprio il colombiano è stato riproposto quest’anno, in compagnia di Gilbert e Evenepoel. Il risultato? Tre vittorie su quattro e un dominio assoluto per lo squadrone indiscusso del ciclismo contemporaneo.

Quattro in fuga sotto la pioggia di Cormons
Pioggia battente oggi alla partenza di Cormons, per la quarta e ultima tappa della Adriatica Ionica Race. Frazione tutta giuliana quella conclusiva, con il traguardo posto a Trieste 103.5 km dopo il via. Percorso nervoso, con la lunga e semplice salita di Prosecco che anticipa l’ingresso nel capoluogo regionale; diversamente da quanto annunciato nella guida tecnica non viene affrontato il circuito non banale di 6 km da ripetere in cinque occasioni.

Via ufficiale alle 12.15, senza Manuele Mori (UAE Team Emirates), unico non partente. Non mancano i tentativi di attacco, ma quello buono si forma sulle rampe dello strappetto verso l’Abbazia di Rosazzo, quindi dopo oltre 15 km dall’apertura. Presenti il colombiano Winner Anacona (Movistar Team), lo svizzero Matteo Badilatti (Israel Cycling Academy), lo spagnolo Joel Nicolau (Caja Rural-Seguros RGA) e il belga Thimo Willems (Sport Vlaanderen-Baloise).

Il gruppo controlla e rientra senza fatica
Il gruppo non lascia spazio per merito principalmente della EF Education First, interessata a dare a Sacha Modolo una possibilità di sprintare: il margine massimo loro concesso è infatti nell’ordine dei 2′. Buono il passo dei quattro, che percorrono 45.9 km nei primi 60′, poco prima dunque la barriera di metà gara. A partire del quale anche Deceuninck-Quick Step e Bahrain Merida iniziano a lavorare per portare i velocisti, rispettivamente Álvaro Hodeg e Phil Bauhaus, allo sprint.

Vanno forte, dietro, tanto che gli attaccanti vengono ripresi nel corso della salita di Prosecco, a circa 22 km dalla conclusione; così al gpm (km 88.5) si transita in situazione di gruppo con Pedersen davanti al compagno di squadra Theuns e il gruppo tutto alle spalle. Discesa letteralmente a capofitto per giungere nel quartiere Barcola, appendice degli ultimi 10 km dove si iniziano a formare i treni per la volata.

Evenepoel si stacca, una caduta riduce il gruppo. Niente storia in volata, vince ancora Hodeg
È soprattutto la Trek a lavorare, seguita dalla Astana. E nel transito per il lungomare, come conseguenza della discesa, il gruppo si frattura: tra chi rimane pesantemente dietro vi è Remco Evenepoel, che pagherà alla fine ben 3’41” giungendo del drappello conclusivo. Tra le strette ma veloci strade di Trieste una caduta coinvolge elementi di Bahrain Merida e Nippo-Vini Fantini-Faizanè.

Si giunge così alla volata con un drappello veramente ristretto dove, facendo come sempre la voce grossa, la Deceuninck-Quick Step si posiziona la meglio per Álvaro Hodeg. Pilotato al meglio da Sénéchal, il colombiano si lancia e vince alla sua maniera, centrato il secondo successo in altrettanti sprint disputati. Sul podio assieme a lui, dopo un controllo al fotofinish per stabilire le posizioni, salgono Edward Theuns (Trek-Segafredo) e Sacha Modolo (EF Education First).

Completano la top ten Florian Sénéchal (Deceuninck-Quick Step), Jordi Warlop (Sport Vlaanderen-Baloise), Yevgeniy Gidich (Astana Pro Team), Alberto Dainese (Italia), Simone Velasco (Neri Sottoli-Selle Italia-KTM), Matteo Malucelli (Caja Rural-Seguros RGA) e Ryan Gibbons (Team Dimension Data).

Padun si prende la generale davanti a Hermans e Knox
C’è qualche cambiamento in classifica generale, ma non per il podio: a succedere nell’albo d’oro a Iván Ramiro Sosa è un altro giovane di prospettiva come Mark Padun. Per l’ucraino della Bahrain Merida è una bella soddisfazione dopo un periodo complesso; togliersi di dosso la ruggine con due vittorie è il miglior modo per ritornare a galla.

Sul podio assieme a lui salgono Ben Hermans (Israel Cycling Academy) a 15″ e James Knox (Deceuninck-Quick Step) a 24″, entrambi oggi classificati a 16″ dal gruppetto di testa a causa del buco. Seguono Jonathan Caicedo (EF Education First) a 29″, Nicola Conci (Trek-Segafredo) a 1’26”, Dayer Quintana (Neri Sottoli-Selle Italia-KTM) a 1’42”, Jan Polanc (UAE Team Emirates) a 2’58”, Remco Evenepoel (Deceuninck-Quick Step) a 4’20”, che perde tre piazze, Daniel Muñoz (Androni Giocattoli-Sidermec) a 4’34” e Mikkel Honoré (Deceuninck-Quick Step) a 5’59”.

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