Luka Mezgec vince la quinta tappa al Tour de Pologne © Bettiniphoto
Luka Mezgec vince la quinta tappa al Tour de Pologne © Bettiniphoto

Mezgec fa deragliare il treno Ineos

Tour de Pologne, lo sloveno della Mitchelton-Scott conquista la quinta frazione. Top ten per Battaglin, domani arrivano le salite

La Lotto parte in direzione Bielsko Biala e Wallays centra la fuga
Ripartire non è mai facile, ma bisogna farlo. Dopo quanto è accaduto nel corso della giornata di lunedì e dopo il giusto omaggio di ieri, il Tour de Pologne prosegue, con il pensiero ancora rivolto a Bjorg Lambrecht, con la quinta tappa, in quella che è la prima frazione significativa per la classifica. La Kopalnia Soli-Bielsko Biala di 153.8 km è ondulata ma non impossibile, con un circuito finale di 7200 metri da ripetere per 3 volte e arrivo su un lungo, pendente ed infido rettilineo.

La partenza viene data attorno alle 12.45 e tra i partenti, tutti quelli presenti ieri tranne Gino Mäder (Team Dimension Data), vi sono anche i sei ragazzi della Lotto FixAll, che di comune accordo hanno deciso di proseguire la loro avventura pur con un peso non indifferente nelle loro anime. La fuga di giornata non parte immediatamente – c’è da registrare un tentativo subito annullato da parte dell’esperto Marek Rutkiewicz – ma basta comunque attendere 10 km per la formazione dell’azione buona: la promuovono i polacchi Kamil Gradek (CCC Team) e Szymon Rekita (Polonia) a cui si aggiungono dopo una manciata di km l’inesauribile francese Charles Planet (Team Novo Nordisk) e il belga Jelle Wallays (Lotto FixAll), la cui fuga ha un significato particolare.

Gradek si prende i gpm, dietro lavora solo la Bora
Il gruppo lascia loro spazio, ma non troppo, tanto che il margine massimo di 4′ viene toccato già poco dopo il km 20 di gara. La Bora Hansgrohe non si limita a controllare ma lavora, anche troppo, tanto che al km 40 il gap si aggira solamente nei pressi di 1’30”; i tedeschi tornano a più miti consigli e così il divario si stabilizza nell’ordine dei 3′ quando la corsa è al km 60. Non c’è null’altro da segnalare nelle prime due ore di gara, se non il ritiro del francese Léo Vincent (Groupama-FDJ) e il transito sul gpm di Hucisko (km 78.2) conquistato in volata da Gradek su Rekita, con il plotone che passa dopo 2’55”.

Medesima sfida e medesimo risultato anche sul seconda categoria di Rychwald (km 94.6) con Gradek che, a questo punto, strappa virtualmente la maglia viola di miglior scalatore a Planet. Il gruppo in vetta viaggia ancora compatto con un distacco che si attesta sui 2’15”: nessuno dà una mano alla Bora, che con Maciej Bodnar impone un passo sostenuto e costante per un lungo tratto, riportando al cartello dei meno 40 km il distacco attorno a quota 1’20”.

La Mitchelton lavora e riassorbe la fuga, in discesa si muove Mohoric
Con l’approssimarsi alla fase calda iniziano le manovre nell’avanguardia del gruppo, con la Mitchelton-Scott particolarmente interessata a rendere dura la corsa per tagliar fuori i velocisti meno abili di Mezgec a superare le asperità: sono Tsgabu Grmay e Nick Schultz a prendere le redini dai meno 38 km in poi, dando una sterzata violenta al ritmo tanto che in un battibaleno vanno a riassorbire i fuggitivi, la cui azione viene annullata a 34.4 km dalla fine sulle rampe della salita di Przegibek, dove i velocisti come Consonni e Walscheid sono sì in coda ma non staccati dal gruppo.

Quando allo scollinamento manca poco più di mezzo km evade Carl Fredrik Hagen (Lotto FixAll), subito francobollato da Rodrigo Contreras (Astana Pro Team); è proprio il colombiano a superare il norvegese al gpm (km 118.8), garantendosi così la leadership nella speciale classifica, ma il plotone è subito lì, a non più di 5″. Già dopo i primi metri di discesa il gruppo, a cominciare da Davide Formolo (Bora Hansgrohe) bardato dalla sua fiammante maglia di campione italiano, riassorbe i due coraggiosi. Chi di grinta è ben fornito è Matej Mohoric: nella sua amata discesa lo sloveno, a 30.5 km dalla conclusione, si lancia alla caccia di un’azione decisamente ambiziosa.

Geschke e Grmay raggiungono lo sloveno, i tre collaborano e guadagnano
Guadagna al massimo una quindicina di secondi, lo sloveno della Bahrain Merida, che ai meno 23.5 km pare rialzarsi o quantomeno attendere rinforzi. Desiderio esaudito, il secondo, dato che pochi metri più tardi dal gruppo accelerano Simon Geschke (CCC Team) e il già citato Tsgabu Grmay, che subito rientrano su di lui dando manforte al tentativo. Il terzetto passa per la prima volta sotto il traguardo, quando rimangono da affrontare ancora 21.6 km, con 18″ sul gruppo compatto e tirato da Selig per la Bora e Serry per la Deceuninck.

Il passo dei tre è veramente sostenuto tanto che al loro inseguimento, nonostante si aggiunga il lavoro di Pawel Poljanski, il ritardo invece di diminuire aumenta, fino quasi a raddoppiare: è infatti di mezzo minuto il gap rilevato al secondo passaggio sul traguardo, quando devono essere affrontati ancora 14.4 km. Il più attivo dei battistrada è, come spesso capita, Mohoric, che non si fa scrupolo nel passare fra pertugi e rialzi delle rotatorie, come sempre con piena naturalezza e controllo del mezzo.

Il Team Ineos davanti di prepotenza, scatto bello e ardito di López
Consci del pericolo che gli attaccanti rappresentano, dietro i Bora si impegnano vigorosamente facendo scendere nuovamente il divario a 15″ ai meno 10 km e a soli 6″ all’inizio dell’ultima tornata da 7.2 km. Il ricongiungimento avviene subito dopo, quando si entra nei 7 km terminali. Dai meno 3.5 km prende di forza in mano le operazioni il Team Ineos con Vasil Kiryienka e Michal Golas a portarsi in testa aumentando ancor più il ritmo, in un gruppo forte di una settantina di unità.

Sul lato sinistro della carreggiata, a 1400 metri dalla fine, quando meno te lo aspetti parte in maniera secca Miguel Ángel López; lo scatto del colombiano dell’Astana Pro Team è esteticamente molto bello, peccato per lui che come un falco si attacchi alla ruota Davide Formolo. Il veronese non ha la minima intenzione di dargli un cambio e così Superman, poco dopo aver oltrepassato l’arco dell’ultimo km, si rialza rimettendosi in gruppo.

Nuova vittoria per Mezgec, top ten per Battaglin
La lunga impostazione della volata viene condotta sempre dal Team Ineos: Owain Doull lascia il testimone a Tao Geoghegan Hart, nell’inedito ruolo di pesce pilota di Ben Swift. L’ex Axeon fa bene un lavoro per lui inedito, chi invece risulta deficitario è il campione britannico in carica che attende troppo a partire. Chi sceglie il momento giusto è Luka Mezgec: lo sloveno sbuca dalla ruota di Swift con il rapporto giusto (diversamente dal rivale) prendendosi il centro della strada e andando a vincere con netto margine, bissando così quanto era riuscito a fare nella frazione domenicale.

Alle spalle dell’alfiere della Mitchelton-Scott si piazza Eduard Prades: grande rimonta per lo spagnolo del Movistar Team, graziato anche per un repentino cambio di traiettoria che danneggia Gogl. Terza piazza per un poco convincente Ben Swift (Team Ineos) quindi completano la top ten Petr Vakoc (Deceuninck-Quick Step), Pierre Latour (AG2R La Mondiale), Rafal Majka (Bora Hansgrohe), Enrico Battaglin (Team Katusha Alpecin), Marc Sarreau (Groupama-FDJ), Chris Hamilton (Team Sunweb) e Michael Gogl (Trek-Segafredo).

In maglia gialla c’è ancora Ackermann, domani si sale verso Koscielisko
In testa alla classifica generale rimane ancora per un giorno Pascal Ackermann: il tedesco della Bora Hansgrohe, oggi ventesimo, possiede 4″ di margine su Luka Mezgec, 16″ su Ben Swift, 18″ su Eduard Prades e 20″ su Matej Mohoric.

Domani si sale sul serio con la Zakopane-Koscielisko di 160 km, che si compone di 5 giri iniziali di ben 28.9 km caratterizzati dal passaggio sul gpm di Pitoniówka a cui fa seguito un tratto di in linea di 15 km pressoché equamente diviso fra la salita di Gubalówka e la seguente discesa sin sul traguardo, per una giornata che presenta la bellezza di oltre 3500 metri di dislivello.

Visita lo store di Cicloweb!

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile