L'Astana Pro Team nella cronosquadre della Vuelta © Photo Gómez Sport
L'Astana Pro Team nella cronosquadre della Vuelta © Photo Gómez Sport

Vuelta sale e acqua, López ci mette il pepe

Vuelta a España, la cronosquadre di Torrevieja va all’Astana. Cadute per Jumbo-Visma e UAE per una perdita d’acqua, sbucciature e tempo perso per Aru e Roglic

Diciamolo chiaramente, la cronometro a squadre è l’esercizio generalmente considerato meno interessante dagli appassionati delle due ruote, soprattutto per lo spettacolo non certo paragonabile alle montagne o alle volate. Oggi alla Vuelta a España si è assistito ad una prova che rischia di indirizzare tutto il prosieguo della corsa, con alcune formazioni palesemente danneggiate rispetto alle concorrenti.

Il misfatto avviene poco dopo le 20, quando sei squadre devono ancora finire la prova. In una casa adiacente al tracciato di gara in Avenida del Agua (un nome che è tutto una garanzia), ai 6 km dal termine, si rompe la tubatura dell’acqua; complice la discesa dal punto del problema sino a dove passa la corsa, i liquidi hanno modo di correre giù, fino a formare una chiazza proprio all’altezza di una curva. Fantozzianamente, spettatori e abitanti cercano in tutti i modi di asciugare con mezzi di fortuna, ma vanamente, con gli uomini della Guardia Civil che come spesso capita quando sono al seguito di una corsa ciclistica reagiscono in differita. Ed è così che, per alcuni, la Vuelta inizia in salita.

Cronosquadre piattissima a Torrevieja, inizia la Dimension Data
L’espressione “tappa piatta come un biliardo” è abusata nel mondo del giornalismo ciclistico odierno; utilizzarla a proposito della frazione inaugurale della Vuelta a España 2019, però, è quanto di più efficace possa esserci. Il libro de ruta propone un’altimetria inutile, dato che non c’è manco un cavalcavia nel tracciato della cronometro a squadre con epicentro a Torrevieja, amena località nella provincia di Alicante. Si parte dalla scenografica location delle saline, rendendo un panorama quasi lunare fra il bianco del composto ionico e il rosa dell’acqua della laguna. Qualche curva complessa nei 13.4 km dell’esercizio a squadre, ma tutto fa propendere per un festival dedicato alle formazioni abituate a ben figurare in queste prove.

La prima delle ventidue compagini a prendere il via alle 18.56 è il Team Dimension Data, reduce da un’edizione super con due vittorie: Edvald Boasson Hagen e soci puntano anche quest’anno alle tappe e oggi si esprimono in 15’25”. 4′ più tardi, medesimo ritardo che separa i vari team, tocca alla AG2R La Mondiale di Pierre Latour: i francesi optano una tattica non comune, con solo quattro elementi (oltre a Latour, Dillier, Godon e Venturini) a rimanere assieme nel finale. La scelta si rivela perdente, dato che terminano in 15’28”. Fanno peggio, ma era nelle attese, gli Euskadi-Murias dell’interessante Óscar Rodríguez: i baschi si esprimono in 15’37”, tempo tutto sommato accettabile per le loro caratteristiche.

Bene CCC, EF e Groupama, i Burgos fanno da comparsa
Pur avendo cambiato corridori e sponsor, i CCC Team hanno, come nessun’altra formazione, la tradizione nelle prove a squadre, dato che comunque lo staff della fu BMC è bene o male rimasto al completo. E Víctor De la Parte e i suoi pedalano forte sin da subito, facendo segnare il miglior intermedio e il miglior tempo finale in 15’06”. Dopo di loro è il turno della Professional che, numeri alla mano, è la penultima del panorama internazionale; i Burgos-BH possono beneficiare del loro passaporto per essere qui presenti e il via è subito difficilissimo per Ángel Madrazo e gli altri sette, che concludono con un mesto 16’13”.

Si torna a respirare altra qualità con una delle formazioni più intriganti tra le ventidue, ossia la EF Education First di Rigoberto Urán, ma non solo: in testa all’intermedio, gli statunitensi proseguono poi alla grande diventando i primi a scendere sotto i 15′ con un più che benaugurante 14’58”. È un momento propizio per le squadre, come testimonia la Groupama-FDJ: solitamente discreti in questo tipo di prove, i francesi, che hanno il velocista Marc Sarreau come principale speranza, fanno registrare il miglior intertempo per poi calare alla distanza, impegnandosi con un buonissimo 15’07”.

Delude la Ineos, balza in testa la Sunweb
Discreto l’avvio di Vuelta della Caja Rural-Seguros RGA di Alex Aranburu con 15’28” che grossomodo va come il Team Katusha Alpecin di Enrico Battaglin, espressosi in 15’24”. Vanno più forte, ma considerato il potenziale, sono deludenti i portacolori del Team Ineos: Wout Poels e i suoi, per altro con specialisti come Doull, Kiryienka, Puccio e Stannard, sono sin da subito fuori dal podio provvisorio con 15’16”.

Mediocri i Cofidis, Solutions Crédits di Jesús Herrada in 15’34”, buoni invece i Mitchelton-Scott di Esteban Chaves: arrivano in sette (manca solo Bewley) e il 15’09” li proietta nella parte alta. Considerando i componenti del roster è più che valido il 15’17” della Bahrain Merida di Mark Padun mentre piacciono oltremodo i giovani del Team Sunweb: vero, sono abilissimi nell’esercizio a squadre, ma il 14’56” che fa balzare in testa Wilco Kelderman e i suoi è una sorpresa positiva. Sotto gli standard, invece, la Trek-Segafredo di Gianluca Brambilla in 15’26”, ma erano tra i favoriti.

Astana prima, vanno giù UAE e Jumbo-Visma
Puntavano a far molto bene e riescono nell’intento gli azzurrini dell’Astana Pro Team: Miguel Ángel López taglia per primo il traguardo seguito da tutti i suoi con l’eccezione di Boaro e Fraile andando a stampare un 14’51” che consente loro, grazie ad una prova ottima soprattutto nella fase iniziale, di balzare in vetta. Bella anche la gara dei Lotto Soudal di Tomasz Marczynski in 15’10”, poi è la volta della UAE Team Emirates. Da qui, però, è tutta un’altra gara: ottimi nel primo tratto, tanto che all’intermedio pagano solo 9″ agli Astana, gli emiratini cadono tutti, con l’eccezione di Valerio Conti, nel famigerato tratto bagnato. Sbucciature varie anche per Fabio Aru (al lato sinistro, sia spalla che coscia e ginocchio per il sardo), Tadej Pogacar e Fernando Gaviria, con i due scalatori che, con Conti e Marcato, proseguono la prova, terminando però penultimi con 15’58”. L’auspicio è solo che non ci siano problemi di sorta.

Transita indenne la Bora Hansgrohe di Rafal Majka e fa un gran bel tempo, un 15’04” che permette al polacco e a Davide Formolo di approcciare la corsa con il piede giusto. Un calvario sin dall’inizio, invece, la gara dei grandi favoriti, i gialloneri del Team Jumbo-Visma: privati già nel primo km di Sepp Kuss a causa di problema meccanico, i neerlandesi finiscono a loro volta al suolo con Primoz Roglic, Steven Kruijswijk, Lennard Hofstede e Neilson Powless: restano dunque su Bennett, Martin e (stranamente) Gesink, che attendono i capitani e cercano di far perdere loro, pur sanguinanti, meno possibile. Così però non è e il 15’31” li pone nelle estreme retrovie.

Rischia il patatrac la Deceuninck, ma i belgi vanno forte. Vittoria per l’Astana
Rimangono due squadre: prima è la volta della Deceuninck-Quick Step, anch’essa danneggiata ma in maniera diversa, dato che ai meno 2 km, all’uscita di una curva, si trovano all’esterno in posizione infelice la seconda ammiraglia Jumbo-Visma che cambia la bici nuovamente a Kuss. Fortunatamente non accade nulla ai belgi, che per all’ultima curva vedono Fabio Jakobsen andare lungo senza conseguenze; l’intoppo, in una gara così tirata, potrebbe essere quello fatale dato che Philippe Gilbert e compagni chiudono secondi a 14’53”, per la precisione a 2″6 centesimi dagli Astana.

La ventiduesima e ultima formazione è quella preferita dai tantissimi spettatori a bordostrada (inciso: più tifosi oggi che nei prossimi cinque giorni, stando allo storico), ossia il Movistar Team. Privi all’ultimo di Richard Carapaz, gli spagnoli guidati da Alejandro Valverde – che termina per primo – si difendono più che bene in 15’07”.

Vince così l’Astana Pro Team in 14’51” con 2″ sulla Deceuninck-Quick Step, 5″ sul Team Sunweb, 7″ sulla EF Education First, 13″ sulla Bora Hansgrohe, 15″ sul CCC Team, 16″ sul Movistar Team e sulla Groupama-FDJ, 18″ sulla Mitchelton-Scott e 19″ sulla Lotto Soudal. Seguono il Team Ineos a 25″, la Bahrain Merida a 26″, il Team Katusha Alpecin a 33″, il Team Dimension Data a 34″, la Trek-Segafredo a 35″, la Caja Rural-Seguros RGA e la AG2R La Mondiale a 37″, il Team Jumbo-Visma a 40″, la Cofidis, Solutions Credits a 43″, la Euskadi-Murias a 46″, la UAE Team Emirates a 1’07” e la Burgos-BH a 1’22”.

López al comando, domani a Calpe frazione intrigante
La prima maglia roja risponde al nome di Miguel Ángel López. Superman diventa il quarto colombiano a guidare la graduatoria negli ultimi sei anni dopo Quintana, Chaves e Atapuma.

Domani la corsa prosegue con una tappa tutta nella Comunidad Valenciana, in due località abituali per le due ruote. Si parte da Benidorm, e la memoria non può che correre a Gianni Bugno, e si arriva 199.6 km più tardi a Calpe, “casa” invernale per diverse formazioni. Il percorso è tutt’altro che morbido: la partenza è in salita, con i 20 km del Port de Confrides, primo dei tre gpm di giornata. Il clou è l’ascesa al Puig Llorença, muro di 3 km al 9.5% con scollinamento a a 25 km dal traguardo; non si scende subito, dato che che falsopiano di una decina di km. Si potrebbe assistere, dunque, ad uno sprint senza la presenza dei velocisti più puri.

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