Rohan Dennis durante la crono di Yorkshire 2019 © UCI
Rohan Dennis durante la crono di Yorkshire 2019 © UCI

Il re conserva la corona: Dennis conferma l’iride a crono, sul podio Evenepoel e un super Ganna

L’attesa giornata con la cronometro élite maschile ai Campionati del Mondo su strada 2019 è giunto. Diversamente da ieri, nello Yorkshire non piove a dirotto (è caduta qualche goccia a metà tracciato) e le strade sono sostanzialmente asciutte, con una temperatura più che accettabile date le zone attraversate; le migliori condizioni, dunque, per assistere ad una sfida uniforme fra tutti i 57 partenti nella estenuante prova di 54 km, la più lunga come chilometraggio nell’intera stagione.

Chi, di questa stagione, è stato il grande assente è indubbiamente Rohan Dennis. I problemi nella convivenza con la Bahrain Merida, cresciuti mese dopo mese, sono poi esplosi al Tour de France con il clamoroso abbandono nella dodicesima tappa, proprio alla vigilia dell’unica crono individuale. E proprio da allora l’australiano non aveva più corso, decidendo di concentrarsi solamente nella difesa del titolo ottenuto a Innsbruck.

E così è stato: in sella sulla BMC utilizzata sino all’anno scorso e con un casco fornitogli dalla federazione australiana, Dennis ha subito fatto la voce grossa dando quasi 20″ a tutti nel primo intermedio, portando poi sopra al minuto il vantaggio nel secondo parziale. Va così a vincere in maniera strepitosa, il ventinovenne di Adelaide, che con 1h05’10” conquista il suo secondo oro della carriera, il quinto per il suo paese.

Seconda posizione a 1’08” per un sensazionale Remco Evenepoel: alla prima prova della carriera oltre i 30 km, il fenomenale diciannovenne belga è il più vicino a Dennis ma deve comunque pagare parecchio, mantenendosi di fatto in equilibrio con il rivale nel tratto finale. In ogni caso, mai nessuno alla sua età ha conquistato una medaglia e per il futuro, ovviamente, il teenager diventerà l’uomo da battere.

Eccellente prova da parte di Filippo Ganna: dato in gran condizione, il piemontese ha confermato a pieno le attese dimostrando di essere entrato anche tra gli élite nel gotha delle prove individuali. Quarto dopo il tratto iniziale, l’alfiere del Team Ineos mantiene il medesimo piazzamento virtuale nel secondo tratto per poi crescere ulteriormente con il passare dei km andando a conquistare un magnifico bronzo a 1’55”. Il possente ventitreenne diventa così il terzo italiano di sempre a conquistare una medaglia dopo gli argenti di Andrea Chiurato nel 1994 e di Adriano Malori nel 2015.

Seguono nell’ordine d’arrivo il neozelandese Patrick Bevin a 1’57”, di fatto sempre in lizza con Ganna per il podio, il britannico Alex Dowsett a 2’01”, lo statunitense Lawson Craddock a 2’07”, l’estone Tanel Kangert a 2’07”, il portoghese Nélson Oliveira a 2’09, il tedesco Tony Martin a 2’27” e lo svizzero Stefan Küng a 2’46”. Buon sedicesimo posto a 3’37” per l’altro azzurro al via, il mantovano Edoardo Affini, risultato più che incoraggiante dato che il portacolori della Mitchelton-Scott è al primo anno tra gli élite e non aveva mai affrontato una distanza simile.

L’oscar della sfortuna va indubbiamente a Victor Campenaerts: dopo aver fatto siglare il terzo parziale nel settore iniziale, il belga è caduto nel tratto seguente ferendosi alla coscia e al gomito destro. Nonostante tutto, il recordman dell’ora è andato forte con un ottavo posto al secondo intermedio che lo lasciava ancora in lizza per il podio. Tutto svanito, però, ad una dozzina di km dalla conclusione in un tratto di contropendenza dove subisce un salto di catena che lo costringe a fermarsi e montare sulla bici di scorta. Il fiammingo si piazza così undicesimo a 2’49”.

L’enorme delusione di giornata risponde al nome di Primoz Roglic: in pesantissimo ritardo sin dal primo intermedio, lo sloveno, probabilmente ancora scarico a livello motivazionale dopo la vittoriosa Vuelta a España, è una meteora finendo nelle retrovie più profonde, concludendo solamente e subendo l’onta del sorpasso di Dennis e terminando dodicesimo a 3′ tondi.

Da segnalare anche una caduta nel tratto finale di Yves Lampaert: il belga, che in ogni caso lottava al massimo per un posto attorno alla top 10, è finito a terra sbattendo schiena e gamba destra. L’alfiere della Deceuninck-Quick Step è poi arrivato pressoché al passo a oltre 13′ da Dennis.

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