Un'immagine di Yorkshire 2019 © SWpix
Un'immagine di Yorkshire 2019 © SWpix

Saranno Mondiali davvero “mondiali”

Il riepilogo delle prossime edizioni della rassegna iridata su strada: Europa, il ritorno in Australia e nel 2025 l’Africa

I Campionati del Mondo di Yorkshire 2019, con la loro settimana di pioggia quasi incessante, di gare emozionanti e qualche problema organizzativo di troppo, sono ormai andati in archivio: per i prossimi 12 mesi la maglia iridata sarà indossata da Mads Pedersen e Rohan Dennis per quanto riguarda gli uomini, e da Annemiek van Vleuten e Chloe Dygert per quanto riguarda le donne. Ma mentre ai corridori è rimasto adesso da concentrarsi esclusivamente sulle ultime gare stagionali prima di poter pensare finalmente alle meritate vacanze, gli appassionati più incalliti staranno sicuramente già guardando avanti per pianificare quella che potrebbe essere la loro trasferta per tifare dal vivo i propri beniamini in una delle prossime rassegne iridate: facciamo qui un punto della situazione di questi che saranno i prossimo Campionati del Mondo di ciclismo su strada.

Aigle-Martigny 2020, una corsa per veri scalatori
Il 2020 sarà un anno molto importante per gli scalatori che avranno l’imbarazzo della scelta tra gli obiettivi a cui puntare: oltre ai soliti Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta al España, ci saranno un’edizione dei Giochi Olimpici ed una dei Campionati del Mondo entrambe dal percorso assai impegnativo. Quello del 2020 avrebbe dovuto essere il Mondiale di Vicenza, ma le difficoltà degli organizzatori nel reperire le adeguate garanzie economiche hanno portato l’UCI a cercare un’alternativa ed a trovarla esattamente a casa propria: undici anni dopo Mendrisio, sarà quindi la Svizzera ad ospitare la rassegna iridata tra le cittadine di Aigle (partenze) e Martigny (arrivi).

Le gare si svolgeranno dal 20 al 27 settembre prossimi ed i percorsi sono stati svelati ufficialmente la scorsa settimana. Le prove a cronometro saranno quasi completamente pianeggianti e adatte agli specialisti pure, per le gare in linea ci sarà invece un primo tratto in pianura prima di arrivare al decisivo circuito di Martigny: qui l’attrazione principale sarà il Col de la Petite Forclaz, salita di 4 km al 10.2% di pendenza media con una discesa vertiginosa in cui si potranno tocca i 100 km/h. Questo circuito con il Col de la Petite Forclaz dovrà essere affrontato sette volte nella gara regina della categoria uomini élite, cinque volte nella gara uomini Under23, tre volte nelle gare élite femminile e juniores maschile, una sola volta nella gara juniores femminile. Sarà verosimilmente più duro del Mondiale austriaco di Innsbruck e lo spettacolo non dovrebbe mancare.

Nel 2021 in Belgio tra muri e pavé
L’ultimo Campionato del Mondo su strada disputato in Belgio provoca bellissimi ricordi ai tifosi italiani per la vittoria di Mario Cipollini, lanciato quel giorno da una squadra azzurra assolutamente perfetta: ma il Mondiale di Zolder 2002 è ricordato anche per essere uno dei più facili di sempre, probabilmente non troppo adatto a decretare un campione del mondo e sicuramente poco degno di un paese di grande tradizione, cultura e passione ciclistica come il Belgio. Finalmente a quasi 20 anni di distanza si potrà cancellare almeno la brutta pagina del percorso, cercando di proporre qualcosa di migliore. E sulla carta, non sembra difficile.

Dal 18 al 26 settembre 2021, ad ospitare i Mondiali saranno le città di Knokke-Heist e Bruges per le prove a cronometro, Anversa e Lovanio (o Leuven in fiammingo) per le gare in linea. In questo caso non abbiamo ancora conferme ufficiali su quello che sarà in percorso, ma le indiscrezioni del momento sembrano tutte abbastanza concordi su un percorso lungo, non particolarmente difficile ma ricco delle tipiche insidie fiamminghe: ci saranno muri, ma non quelli più famosi, ed alcuni brevi tratti in pavé, con la particolarità che dopo il tratto iniziale in linea ci saranno più circuiti ad intrecciarsi tra loro. In totale di dovrebbero contare una quarantina di strappi, alcuni molto brevi però: non sarà una sorta di Giro delle Fiandre, ma non sarà neanche un gara banale. E poi la passione della gente ci metterà il resto.

Si torna in Australia: dopo Geelong ecco Wollongong 2022
Il primo Mondiale di sempre in Australia era stato quello di Melbourg e Geelong del 2010 e nei piani dell’Unione Ciclistica Internazionale c’è un ritorno nella terra dei canguri tra tre anni: l’edizione del 2022, in programma è infatti stata assegnata a Wollongong, città di quasi 300 mila abitanti una sessantina di chilometri più a sud di Sydney. La città di Wollongong è situata sulla costa ed è circondata da alcune colline che potrebbero scatenare la fantasia degli organizzatori: al momento non si sa molto di più, le date saranno dal 18 al 25 settembre che potrebbero significare giornate con temperature miti (la massima media per il periodo è sui 20 gradi), ma magare con il vento a disturbare l’azione dei corridori.

Nel 2023 in Scozia spazio al nuovo super Mondiale
Il 2023 sarà un anno importante per il ciclismo perché vedrà la luce un progetto fortemente voluto dal presidente David Lappartient: il nome è Cycling World Championships e si tratta di un grande evento che nel giro di due settimane vedrà disputarsi in un’unica località ben tredici Mondiali di tutte le discipline ciclistiche. Questo maxi evento, che proporrà Mondiali su strada, su pista, MTB cross country, MTB Downhill, MTB Marathon, MTB Eliminator, Trials, BMX, BMX Freestyle Park, Indoor, Gran Fondo, paraciclismo su strada e paraciclismo su pista, ovviamente maschili e femminili, si ripeterà poi ogni quattro anni sembra alla vigilia dell’anno olimpico.

Per quanto riguarda la prima edizione di questo “super Mondiale”, l’Unione Ciclistica Internazionale ha deciso di assegnare la prima edizione alla città di Glasgow in Scozia che negli ultimi anni ha dato mostra di sapere organizzare grandi eventi come questo: molte strutture, a partire dal Velodromo Chris Hoy, sono già pronte dai Giochi del Commonwealth 2014 e dai Campionati Europei 2018. Il percorso della gara su strada potrebbe quindi essere quello cittadino già colladutato in queste edizioni: un circuito nervoso e adatto ai corridori da classiche.

Ancora Svizzera nel 2024, stavolta si va a Zurigo
Quella del 2024 è l’ultima edizione già assegnata ufficialmente dall’UCI e per la seconda volta nel giro di appena cinque edizioni si tornerà ad assegnare le maglie iridate in Svizzera: l’annuncio è arrivato lo scorso mese di marzo e per questo motivo non si conoscono ancora i dettagli, a parte il fatto che la rassegna comprenderà anche le prove del paraciclismo. Nel 2024 saranno 18 anni dall’ultima edizione della Züri-Metzgete, il Gran Premio di Zurigo, che per anni ha fatto parte del circuito della Coppa del Mondo e che è morta nel 2006 dopo la bellezza di 91 edizioni: si trattava di una classica selettiva e aperta a scenari differenti, quindi anche un Campionato del Mondo organizzato su quelle strade (per Zurigo sarà la quarta volta), si annuncia senza dubbio interessante.

Nel 2025 la prima volta dell’Africa: Ruanda o Marocco?
Un altro degli obiettivi e dei progetti di David Lappartient come presidente dell’UCI è quello di portare per la prima volta nella storia i Campionati del Mondo di ciclismo su strada in Africa e l’anno designato è il 2025. L’assegnazione avverrà il prossimo anno nel mese di settembre, ma in ballo abbiamo due candidature: la prima, che ha avuto più visibilità, è quella del Ruanda che però nonostante l’assenza di annunci pubblici sarà sfidato dal Marocco.

Sulla carta, pur conoscendo poco o nulla deidue dossier in mano all’UCI, si tratta di due candidature molto diverse tra loro: il Ruanda può garantire ottimi percorsi, un miglior gestione della comunicazione ed un’organizzazione locale più abituata ad allestire una corsa di livello (vedi il Tour du Rwanda), ma un Mondiale in Marocco sarebbe senza più facile da gestire sotto molti aspetti a livello logistico. Quale che sia la scelta, sarà un’edizione storica dei Campionati del Mondo ed per tanti potrebbe essere un grande obiettivo per potere poi dire “io c’ero!”.

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