Fernando Gaviria supera Pascal Ackermann al Tour of Guangxi © Bettiniphoto - Dario Belingheri
Fernando Gaviria supera Pascal Ackermann al Tour of Guangxi © Bettiniphoto - Dario Belingheri

Tour of Guangxi, acuto di Gaviria nella prima tappa. 6 italiani tra i primi 10

La terza edizione del Tour of Guangxi è partita con una frazione pianeggiante di 135.6 km partita e terminata a Beihai, città all’estremo sud della Cina – tanto che il confine con il Vietnam dista meno di 200 km. La fuga di giornata parte immediatamente dopo il via e vede la presenza di tre elementi, ossia il ceco Josef Cerny (CCC Team), il danese Mikkel Frølich Honoré (Deceuninck-Quick Step) e l’irlandese Ryan Mullen (Trek-Segafredo).

Il gruppo lascia fare, concedendo al massimo al trio un margine nell’ordine dei 2’30”, toccato attorno al km 40; a lavorare dietro sono Bahrain Merida, Bora Hansgrohe e UAE Team Emirates, formazione che vedono come leader rispettivamente Bauhaus, Ackermann e Gaviria. Il trio di testa si spezza a circa 46 km dalla conclusione, quando Mullen accelera e tenta la mossa solitaria, con Cerny e Frlich Honoré che decidono di rialzarsi.

Anche l’avventura dell’irlandese, però, non ha lunga gittata tanto che ai meno 29 km viene riassorbito dal plotone; come prevedibile, questo prematuro ricongiungimento dà il là ad una serie di scatti, a cominciare da quelli tentati da Rémi Cavagna (Deceuninck-Quick Step) e Michael Schwarzmann (Bora Hansgrohe): qualche metro in più lo guadagna Benjamin Perry (Israel Cycling Academy), ma il canadese viene comunque riagguantato prima del transito sul terzo e ultimo gpm di giornata, uno strappetto semplicissimo a 18 km dalla fine.

I tentativi proseguono nei km seguenti, fra cui un drappello di dieci unità comprendente fra gli altri Maximilian Schachmann (Bora Hansgrohe), Daniel Martínez (EF Education First) e Victor Campenaerts (Lotto Soudal) ma la scarsa collaborazione fa naufragare tutto. Il recordman dell’ora si muove in un secondo momento appena entrati negli ultimi 10 km in compagnia di Lars van den Berg (EF Education First); stavolta la coppia trova l’accordo e collabora, entrando nei conclusivi 7 km con una quindicina di secondi sul gruppo.

Il duo ci prova, ma la Wanty-Gobert si prende l’incarico di lavorare, con l’obiettivo di ottenere il miglior risultato possibile per accumulare più punti per ottenere l’invito automatico nel 2020 alle principali corse World Tour; Van den Berg alza bandiera bianca ai meno 3.3 km, Campenaerts gli resiste per soli 700 metri.

I treni più attivi nell’approccio all’ultimo km sono quelli di Deceuninck-Quick Step, Michelton-Scott e Team Ineos; gli australiani entrano in testa nella semicurva conclusiva, ma a sbucare fuori per lanciare la volata è la Bora Hansgrohe con il solito Rüdiger Selig a pilotare al meglio Pascal Ackermann. Il tedesco si lancia a centrostrada e pare poter avere la meglio, se non fosse che alla destra, lungo le transenne, rimonta metro dopo metro Fernando Gaviria.

Serve quasi il fotofinish per determinare il vincitore, ma a prevalere è proprio Fernando Gaviria, autore di quella che è probabilmente la sua miglior volata di un 2019 ricco di problemi; per il colombiano della UAE Team Emirates è la quinta affermazione stagionale. Seconda piazza, come detto, per Pascal Ackermann (Bora Hansgrohe), vistosi superato solo negli ultimi 5 metri.

La top ten è a forti tinte azzurre, dato che ben sei dei componenti sono italiani: nello specifico, terzo giunge Matteo Trentin (Mitchelton-Scott), quinto Matteo Moschetti (Trek-Segafredo), settimo Davide Martinelli (Deceuninck-Quick Step), ottavo Jakub Mareczko (CCC Team), nono Riccardo Minali (Israel Cycling Academy) e decimo Davide Ballerini (Astana Pro Team). I due “intrusi” sono i tedeschi Phil Bauhaus (Team Sunweb) al quarto posto e Max Kanter (Team Sunweb) al sesto.

Domani la corsa prosegue con una tappa simile nello sviluppo, la Beihai-Qinzhou di 152.3 km, nuova occasione in cui le ruote veloci possono darsi battaglia.

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