Thomas esulta per il titolo di campione europeo dellOmnium © FFC
Thomas esulta per il titolo di campione europeo dellOmnium © FFC

Omnium amara per Elia e Letizia

Terza giornata a secco negli europei di Apeldoorn: Viviani e Paternoster cedono nella lotta per le medaglie. Domina Benjamin Thomas al maschile, ancora la Wild al femminile

Siamo abituati a festeggiare medaglie nel giorno dell’Omnium, e invece per una volta la nazionale azzurra stecca una giornata intera agli Europei su Pista: non eravamo più abituati a controrisultati dei nostri, specie quando in lizza ci sono tra i più importanti portabandiera della nostra formazione, che corrispondono ad Elia Viviani al maschile e Letizia Paternoster al femminile. Per un motivo o per l’altro, Elia e Letizia non sono sembrati in giornata di grazia ed hanno pagato gli sforzi nella corsa a punti. Poco male: non è l’Europeo di Apeldoorn il banco di prova più importante, quando tra meno di un anno ci saranno le olimpiadi a Tokyo sulle quali veicolare le più importanti ambizioni azzurre. Preoccupano di più le difficoltà che Elia riscontra nella Tempo Race, prova che stona in un formato altrimenti azzeccato e che sa più di portatrice di entropia che di risolutrice. Per quanto riguarda Letizia, un po’ una caduta e un po’ qualche sintomo di fatica: occorre centellinare gli sforzi di questa ragazzi di 20 anni che adesso ha bisogno di prendere un po’ di fiato.

Benjamin Thomas sovrano incontrastato dell’Omnium
In questa edizione dell’Europeo ritroviamo un enorme Benjamin Thomas, che da quando è diventato professionista della strada ha fatto un po’ di fatica a trovare l’equilibrio per tenere i suoi due piedi in uno scarpino: se la sua esperienza alla Groupama-FDJ finora è stata abbastanza deludente, nella pista se non altro sta ritrovando un buon feeling e dopo l’argento mondiale a questo Europeo ha dimostrato di essere uno dei favoriti per Tokyo 2020. Cannibale, primo o secondo in tutte le prove: ha vinto la Tempo Race, si è piegato solo a van Schip e Viviani in scratch ed eliminazione, ha preso punti in quasi tutti gli sprint e due giri nella prova finale, tenendo a debita distanza tutti gli avversari con un totale finale di 173 punti.

Il rivale più difficile con cui ha dovuto scontrarsi è stato proprio Jan Willem van Schip: secondo dopo le prime tre prove, ha reso spumeggiante l’eliminazione andando all’attacco e mettendo parecchi alle corde. Era il più pericoloso del lotto e così nella corsa a punti è stato mezzo in mezzo dai vari Thomas, Oliver Wood, Lasse Norman Hansen, che andando su un attacco di Albert Torres ed Elia Viviani hanno preso il giro costringendolo a spremersi per recuperare. Al secondo attacco al giro avvenuto nel finale, né l’olandese né Elia sono stati capaci di rispondere, rinunciando alla lotta al podio; alla fine Hansen, vincendo anche gli ultimi due sprint, si è assicurato il secondo posto a 162 punti, mentre Wood piazzandosi nell’ultimo ha superato Torres raggiungendo quota 149, contro i 145 dello spagnolo ed i 144 dell’olandese. Elia Viviani chiude sesto, a 123 punti.

Wild contro Kenny, l’eterna olandese la spunta per 2 punti
In una serratissima Omnium femminile ha lottato fino in fondo Letizia Paternoster, cedendo nel finale di una corsa a punti “controllata” da Kirsten Wild, la quale si conferma campionessa europea con 116 punti finali ma deve sudare e tanto, contro Laura Kenny, arrivata fino a 114. Una Kenny che ha chiarito subito le intenzioni imponendosi nella scratch proprio su Letizia, sulla francese Clara Copponi e sulla Wild. La tempo race ha scompigliato un po’ le carte, con tutte le favorite finite nelle retrovie e vittoria della tedesca Gudrun Stock sulla bielorussa Tatsiana Sharakova; nell’eliminazione si ristabilisce lo status quo con la Wild che dopo due prove incerte s’impone e si porta in testa alla classifica, ancora davanti alla Paternoster e alla Kenny.

La corsa a punti parte così con 6 atlete in 10 punti; se la Kenny parte aggressiva, vincendo la prima volata, la Wild viene fuori poco alla volta cumulando 8 punti tra la quarta e la quinta e si mette in posizione di controllo. La Paternoster ne prende 5 nelle prime tre volate e si mette in posizione di controllo per la lotta al bronzo, sulla quale piomba dalle retrovie la bielorussa Sharakova, prendendo con facilità il giro; ci prova la Dideriksen nel finale, ma riesce solo ad affaticare tante altre favorendo un altro colpetto della Sharakova che con i 10 punti della volata finale riesce a portarsi a 112 e tornare sul podio, lei che è una delle pioniere della specialità ed è stata già due volte argento europeo, prima di incappare in una squalifica per doping proprio agli europei nel 2012. Letizia Paternoster nel finale si è staccata, chiudendo in quinta posizione a 104 punti dietro la polacca Daria Pikaliuk.

Brausse a sorpresa nell’inseguimento, Valsecchi vicina al record italiano
L’inseguimento femminile regala nuovi record ed un verdetto finale un po’ a sorpresa: a vincere, davanti a due titane della disciplina, è la giovane tedesca Franziska Brausse, 21 anni non ancora compiuti, capace di registrare in finale un notevole 3’25″002. Battuta e di netto la connazionale Lisa Brennauer, campionessa in carica, che però in mattinata aveva sorpreso col tempo di 3’23″401, che si rivela essere record europeo. Insieme estromettono dalla finale, dopo 6 anni di ori e argenti, la capofila britannica Katie Archibald, che ha dovuto impegnarsi per il bronzo contro la sorprendente irlandese Kelly Murphy.

Anche l’Italia è andata vicina ad un risultato storico con la nostra migliore specialista, Simona Valsecchi, che in qualifica ha fatto segnare il tempo di 3’31″990: quinto posto finale e prima delle escluse dalle finali, sebbene con tale tempo sia andata vicinissima ad uno dei record più datati della pista italiana, quello di Antonella Bellutti nel 1996, appena 76 millesimi più veloce. Nona Martina Alzini, con un 3’34″562.

Velocità: conferme per Hoogland e Voinova
Nelle prove di  Velocità i duelli portano alla conferma di grandi campioni: tutta all’olandese la sfida maschile, col giovane campione del mondo Harrie Lavryesen che deve cedere alla maggiore esperienza di Jeffrey Hoogland, oro per la terza volta dal 2015; due volate distinte nello stile, ma in entrambe Hoogland è riuscito a beffare il rampante connazionale. Bronzo al polacco Mateusz Rudyk, il quale eguaglia il risultato ottenuto al mondiale battendo alla bella l’eterno russo Denis Dmitriev. Per l’Italia in gara Francesco Ceci, che dopo un 10″2 da 20esimo posto nelle qualificazioni è stato battuto dall’ungherese Szalontay.

Tra le donne è Anastasia Voinova a vincere, andando a conquistare il suo decimo oro europeo in carriera: aveva vinto la velocità individuale però solo nel 2014: la battuta è la combattiva ucraina Olena Starikova, collezionista di soli argenti (il quarto tra mondiali ed europei nelle specialità della velocità). Tutta tra tedesche la lotta per il bronzo, con Lea Sophie Frederich che batte Emma Hinze. La gara ha visto un simpatico duello tra le azzurre nelle prove di qualificazione, con Miram Vece undicesima ed Elena Bissolati 22esima che si sono incrociate nei sedicesimi; prevedibile vittoria della Vece, che negli ottavi si è arresa a Katy Marchant.

Cosa è successo ieri
Un cenno anche alle gare svoltesi giovedì: dell’inseguimento a squadre a noi caro abbiamo abbondantemente parlato, con le formazioni azzurre che tornano a casa con l’argento maschile ed il bronzo femminile ed i record nazionali migliorati di molto. Straripante la Danimarca, che coi tempi ottenuti da Lasse Norman Hansen, Frederik Madsen, Julius Johansen e Rasmus Pedersen getta un guanto di sfida all’Australia e alle altre nazionali favorite per le olimpiadi di Rio; terzo posto per la Gran Bretagna Clancy, Tanfield, Hayter e Wood, battuti dai nostri ma capaci di un 3’51″428 nella finalina che dà l’idea del livello sempre alto. Tra le donne invece le britanniche continuano a essere le migliori in Europa oltre che al mondo: Archibald, Dickinson, Evans e Kenny staccano un 4’13″828 battendo di quasi tre secondi le tedesche Brausse, Brennauer, Klein e Stock, più incisive nell’indivudale odierna.

È andata vicinissima ad una medaglia anche Maria Giulia Confalonieri, che nell’Eliminazione femminile si è trovata a lottare con le migliori: è stata (manco a dirlo) Kirsten Wild, chiudendola all’interno, a decretare il suo quarto posto finale: l’olandese ha poi conquistato il terzo oro europeo in 5 edizioni, precedendo Emily Nelson (Gran Bretagna) e la polacca Nikol Plosaj. Scratch Maschile a grandi firme, dove ha prevalso l’esperienza di Sebastián Mora, già oro nel 2015 e autore di un’autentica fagianata negli ultimi 10 giri; la volata per l’argento è andata al greco Kristos Volikakis davanti all’olandese Wim Stroetinga, entrambi plurititolati nella disciplina; per l’Italia si è visto un inedito Simone Consonni, combattivo ma non abbastanza brillante nel finale per andare oltre il settimo posto, davanti al “rientrante” Bryan Coquard, distante dalla pista ormai da diversi anni.

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