Il podio della corsa a punti femminile a Minsk © Federciclismo
Il podio della corsa a punti femminile a Minsk © Federciclismo

In Bielorussia l’Italia si sente a casa

Coppa del Mondo su pista, Confalonieri, Fidanza e i quartetti brillano nella prima giornata della tappa inaugurale di Minsk

La prima giornata della tappa inaugurale della Coppa del Mondo su pista è stata foriera di buone notizie per l’Italia, capace di chiudere con tre medaglie il venerdì nel velodromo di Minsk, in un appuntamento importante anche in chiave qualificazione ai Giochi Olimpici di Tokyo.

Confalonieri e Fidanza, nell’endurance hanno l’argento vivo addosso
La corsa a punti femminile ha visto l’ennesima gran prestazione nella specialità di Maria Giulia Confalonieri. La lombarda, nelle ultime due annate campionessa europea, ha chiuso al secondo posto; partita in sordina, la ventiseienne ha accelerato nella seconda parte, guadagnando un giro e vincendo l’ottavo e soprattutto il decimo sprint, quello che garantisce punteggio dopo. Sono 38 i punti dell’azzurra, che proprio all’ultimo ha superato la bielorussa Tatsiana Sharakova, ferma a quota 35. Mai in discussione la vittoria: troppo forte, oggi, Jennifer Valente, che ha conquistato il primo, il quarto, il quinto e il nono sprint, coronando il tutto con due giri guadagnati per chiudere con 66 punti in carniere.

L’ultima gara in ordine temporale, lo scratch femminile, è stato parimenti felice per la spedizione azzurra. Se conquistare l’oro era missione impossibile, data la presenza della leggenda (non si può definire altrimenti) della specialità, la neerlandese Kirsten Wild, la sfida per l’argento si è risolta a favore di Martina Fidanza. La forte bergamasca è riuscita a sopravanzare la già citata statunitense Jennifer Valente, una che non ha bisogno di prestazione e che è giunta in Bielorussia in condizioni invidiabili.

I quartetti non tradiscono e salgono sul podio
L’inseguimento a squadre maschile aveva visto la disputa del primo turno al mattino: l’Italia, schierata con Simone Consonni, Filippo Ganna, Francesco Lamon e Davide Plebani, si era inchinata alla sorprendente Francia, soccombendo per un secondo e mezzo ma centrando comunque la finale per il bronzo, dove ha trovato la Germania. Con Elia Viviani a sostituire Plebani, il quartetto azzurro ha disputato una prova eccellente, conducendo sin dall’inizio e chiudendo con un tempo di 3’51″689 che rappresenta la seconda miglior prestazione italiana di sempre, dietro per soli 85 millesimi rispetto al record fatto segnare due settimane fa all’Europeo di Apeldoorn. La sfida per l’oro ha premiato la favorita Danimarca, espressasi in 3’50″207, ai danni della sorprendente Francia in 3’51″777, capace comunque di ritoccare per ben tre volte il primato nazionale fra ieri e oggi e rimasta davanti in finale sino agli ultimi due giri.

Medesimo piazzamento per le azzurre dell’inseguimento a squadre femminile: Martina Alzini, Elisa Balsamo, Vittoria Guazzini e Letizia Paternoster non sono stati capaci di tenere il passo della Germania nel primo turno, dovendosi accontentare della finale per il bronzo con la Francia. Il quartetto, con Marta Cavalli entrata al posto di Guazzini, ha centrato l’obiettivo, fermando il cronometro in 4’16″430, con oltre 2′ sulle transalpine. Molto intensa la finale per l’oro, con gli Stati Uniti, trascinati da Chloé Dygert, vincitori in 4’13″762 a scapito della Germania, autrice di un ottimo 4’14″836.

Le altre gare: supersfida Stewart e Mora nella corsa a punti, la team sprint è questione russa
Nella corsa a punti maschile prova incolore per Liam Bertazzo; mai in ballo per le zone alte, il padovano ha chiuso al diciassettesimo posto con soli 6 punti. Particolarmente avvincente la gara, con ben quattordici atleti capaci di guadagnare almeno un giro; a sfidarsi per la vittoria sono stati gli unici che ne hanno guadagnati tre, ossia Mark Stewart e Sebastián Mora. A vincere con 95 punti è stato il britannico, con lo spagnolo secondo con 87 e arresosi solo all’ultimo sprint. Completa il podio con 55 punti l’austriaco Andreas Graf.

Il torneo della velocità a squadre femminile, senza alcuna coppia italiana al via, si è risolto con una sfida tutta russa. A vincere in finale con il tempo di 32″945 è stato il duo formato da Ekaterina Rogolyeva e Daria Shmeleva, qui in gara con la maglia della Gazprom-RusVelo, mentre Natalia Antonova ed Ekaterina Gnidenko si sono espresse con la divisa della nazionale in 33’262. Nella finale per il bronzo le tedesche del Team Erdgas 2012 Lea Sophie Friedrich e Pauline Grabosch con 33″016 hanno avuto la meglio sulle neerlandesi Shanne Braspennickx e Kyra Lamberink.

La prima giornata della velocità a squadre maschile, con l’Italia come di consueto assente, ha visto raggiungere la finale per l’oro il trio dei Paesi Bassi con 42″256 dove affronterà il terzetto della Gran Bretagna, entrato con 42″516. La finale per il bronzo vedrà invece domani battagliare la Francia e i neerlandesi del BEAT Cycling Club.

Tra le altre gare previste vi sono la velocità individuale femminile (c’è Miriam Vece), lo scratch maschile (è della partita Michele Scartezzini), il keirin maschile (Francesco Ceci è impegnato nella prima batteria), l’omnium maschile (Elia Viviani torna nella sua disciplina) e la madison femminile (Elisa Balsamo e Letizia Paternoster vogliono tornare sul podio).

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