Il gruppo impegnato sul Mur a Geraardsbergen durante il Tour de France 2019 © ASO - Pauline Ballet
Il gruppo impegnato sul Mur a Geraardsbergen durante il Tour de France 2019 © ASO - Pauline Ballet

Professional, le wildcard sono sempre più rare

La Cofidis guida la lista dei team con i maggiori inviti per la stagione 2019. Ma dall’anno prossimo la musica cambia, in peggio

Ottenere gli inviti per le corse del World Tour è il principale obiettivo della gran maggioranza delle formazioni Professional: sia per un grande giro o per una classica, le squadre del secondo scalone internazionale iniziano ogni stagione senza avere la certezza a quali degli appuntamenti principali del calendario prenderanno parte. Servono convincimento, risultati e non solo per ottenere dagli organizzatori il lasciapassare per schierarsi al via di Giro, Tour, Vuelta piuttosto che delle classiche monumento. Passiamo dunque in rassegna come la stagione 2019 è andata da questo punto di vista.

La Cofidis davanti a tutte, bene anche Wanty e Total
La palma di formazione pluripresente va, e non è una sorpresa, alla Cofidis, Solutions Crédits. Vuoi perché si tratta della Professional più organizzata e ricca, vuoi per la presenza del main sponsor a sostegno di tutte le corse spagnole (e non solo), i nordisti hanno toccato quota 23 corse e 106 giorni di gara, risultando gli unici a partecipare a due grandi giri (Tour e Vuelta) e alle cinque classiche monumento, con il mancato invito all’Amstel Gold Race come unico dispiacere, per quanto di impatto minore.

A trovare spazio in questo virtuale podio sono le altre due squadre qualitativamente di maggior livello medio, ossia i belgi della Wanty-Gobert con 18 corse e 67 giorni e i francesi della Total Direct Énergie con 17 corse e 63 giorni. In particolar modo è da guardare con invidia quanto fatto dalla compagine di Pasqualon e Martin che, pur con un budget minore delle dirette concorrenti, riesce sempre a ben figurare, conquistando la fiducia degli organizzatori – tranne RCS Sport, che continua con un incomprensibile veto nei loro confronti.

È cresciuta tanto la Israel Cycling Academy, la più ambiziosa fra tutte le Professional che, per altro, è anche la squadra che ha disputato il maggior numero di giorni di gara (306) conteggiando tutte le competizioni UCI; sono 16 le corse e 53 i giorni per Cimolai e soci. Raggiungono la doppia cifra di inviti anche altre tre formazioni, accomunate dal non aver presto parte ad alcun grande giro: sono la Sport Vlaanderen-Baloise con 12, la Vital Concept-B&B Hotels con 11 e la Roompot-Charles, che chiude a fine anno, con 10.

In Italia primeggia la Neri, il curioso caso di Riwal e Manzana
Per quanto riguarda le squadre italiane, la critica da muovere è quella di sempre, ossia una scarsa volontà di andare a competere nelle corse del massimo circuito fuori dai confini nazionali: primeggia con 6 corse disputate la Neri Sottoli-Selle Italia-KTM ma che, complice l’assenza dal Giro, è anche quella con meno giorni di gara, solo 17. Sono 5 le prove e 31 i giorni per la Bardiani-CSF, confermatasi anche quest’anno al via della Amstel Gold Race, unica prova di un giorno affrontata dalle nostre compagini al di là delle Alpi. Sono 3 le corse a cui hanno partecipato sia la Androni Giocattoli-Sidermec che la Nippo-Vini Fantini-Faizanè, con i piemontesi che hanno optato per non chiedere inviti all’estero, limitandosi solamente a Sanremo, Giro e Lombardia.

Tra le curiosità da segnalare, quella che salta maggiormente all’occhio è senza ombra di dubbio quella riguardante la Riwal Readynez: tra le venticinque Professional, la squadra danese è stata l’unica a non essere invitata ad alcun evento World Tour. Meno, addirittura, della Manzana Postobón, smantellata a metà stagione a causa della positività di due suoi atleti: i colombiani hanno fatto tempo a prendere parte sia alla Vuelta al País Vasco che al Tour of Turkey prima di abbassare la serranda, facendo meglio per altro anche degli statunitensi della Hagens Berman Axeon presenti solo al Tour of California.

A questo link è possibile consultare la classifica completa degli inviti ottenuti dalle formazioni Professional per le prove World Tour 2019.

La riforma UCI e gli effetti: a pagarne le conseguenze saranno le Professional
L’immediato futuro riserva un importante cambiamento al mondo delle Professional; non tanto per il maquillage a livello di nome – diventano ProTeam – quanto per il sistema degli inviti che, nella discussa e discutibile riforma promossa dal presidente UCI David Lappartient, penalizzerà oltremodo queste squadre. Già dal 2020, infatti, la miglior Professional del triennio precedente (in questo caso 2017-2019) avrà la possibilità ma non l’obbligo di partecipare a tutte le corse World Tour; la seconda miglior Professional, invece, avrà il medesimo diritto ma limitato alle prove di un giorno.

Con la Cofidis, Solutions Crédits promossa nel World Tour e la Israel Cycling Academy entrata nel massimo circuito grazie alla fusione con la Katusha, erano due le squadre in lotta per questi traguardi – e la loro presenza al Tour of Guangxi era strumentale all’ottenimento dei punti per tale obiettivo, vale a dire Total Direct Énergie e Wanty-Gobert.

A spuntarla è la Total Direct Énergie, che così è, di fatto, la ventesima formazione World Tour ma con numerosi benefici rispetto alla concorrenza; in primo luogo a livello economico, perché è minore il numero di corridori e staff da dover tenere a libro paga, avendo così un risparmio non indifferente. Per quanto riguarda il calendario, i vandeani di Jean René Bernaudeau potranno scegliere a loro piacimento che tipo di gare affrontare, senza doversi sobbarcare i costi di trasvolate extraeuropee, ad esempio.

E la possibilità per loro di essere al via dei tre grandi giri costringerà a salti mortali gli organizzatori, in particolar modo RCS Sport: Mauro Vegni ha lasciato intendere che in caso di assenza della Total dal Giro d’Italia non si strapperebbe le vesti, anzi. Anche perché, a fronte di un World Tour aumentato a 19, il numero di squadre al via di Giro, Tour e Vuelta rimarrà sempre a 22, scontentando squadre che vivono in funzione di quest’obiettivo.

Ipotizziamo che la Total Direct Énergie voglia essere al via sia del Giro che della Vuelta a España: rimarrebbero 2 inviti a fronte di 3 team sia per Italia (Androni, Bardiani, Neri) che per Spagna (Burgos, Caja Rural, Euskadi), costringendo gli organizzatori a lasciare almeno una squadra a casa. E questo senza contare altri ProTeam stranieri qualificati a livello di roster ma che si vedrebbero ancora più chiusi gli spazi – giusto per citare un caso, la Gazprom, con un roster fortemente italiano, e la Corsa Rosa. Un senso logico a questa decisione non c’è; ma l’ha presa l’attuale gestione UCI, per cui il pastrocchio non stupisce affatto.

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