Filippo Ganna e il ct azzurro Marco Villa © FCI
Filippo Ganna e il ct azzurro Marco Villa © FCI

Berlino snodo centrale della pista 2020

A meno di tre mesi dalla rassegna iridata che si terrà dal 26 febbraio al 1° marzo nella capitale tedesca, un piccolo punto della situazione in vista di una stagione che culminerà coi Giochi di Tokyo

Mancano meno di tre mesi a uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati di ciclismo: i Mondiali su pista di Berlino 2020. Il via alla manifestazione iridata è in programma mercoledì 26 febbraio e le gare si disputeranno nell’arco di 5 giorni, fino a domenica 1° marzo.

L’edizione mondiale nell’anno olimpico è sempre molto particolare. C’è chi sostiene che non sia possibile (o che quantomeno sia parecchio arduo) finalizzare due picchi di forma nell’arco della stessa stagione, per cui alcuni pistard punterebbero sul Mondiale, altri sui Giochi. Dipende certo anche dal programma delle gare, che alle Olimpiadi è piuttosto ridotto, mentre nella rassegna iridata c’è la possibilità di gareggiare in specialità assenti nell’appuntamento olimpico. Può essere che ci sia del vero in quanto sopra esposto, ma non è facile trovare atleti che “tirano indietro la gamba” quando in palio c’è una maglia arcobaleno: parliamo di professionisti abituati a gareggiare tutto l’anno in giro per il globo, e alcuni di loro si dividono anche con la strada…

Se andiamo a guardare i risultati dell’ultimo Mondiale “olimpico”, quello del 2016, troviamo tra gli iridati nomi quali Jason Kenny, Laura Trott, Kristina Vogel, Mark Cavendish-Bradley Wiggins (coppia Madison indimenticabile!), per non parlare degli all’epoca giovanissimi Fernando Gaviria o Filippo Ganna. Ecco, l’azzurro incarna perfettamente quanto scrivevamo più su sul programma delle gare: al Mondiale 2016, disputato a Londra, si impose per la prima volta in carriera nell’Inseguimento individuale, un successo che non avrebbe potuto (e non potrà) perseguire ai Giochi, proprio perché quella gara è assente dai velodromi a cinque cerchi.

Di certo c’è che Berlino sarà uno snodo fondamentale per la stagione 2020 dei pistard di tutto il mondo, tra chi punterà dritto a una maglia iridata e chi farà un punto della situazione nel personale percorso di avvicinamento a Tokyo, i più forti specialisti del globo si daranno appuntamento sul parquet del Velodrom, pronti a regalare al pubblico cinque giorni di spettacolo intenso e appassionante.

Chi vorrà assistere dal vivo alla battaglia sportiva animata dal nugolo di campioni presenti a Berlino 2020 potrà acquistare i biglietti sul sito ufficiale, tutti gli altri potranno divertirsi seguendo le telecronache in tv o via web, di sicuro non si correrà il rischio di annoiarsi.

 

Alcune delle carte italiane da giocare a Berlino 2020
Se qualche anno fa i colori azzurri erano destinati a fare da comparsa nel caleidoscopio delle più importanti rassegne del ciclismo su pista, attualmente la nazionale italiana è una delle più solide e attrezzate del seeding, perlomeno nel settore endurance. La velocità resta terreno straniero (chiare le responsabilità della Federciclismo che da una vita non investe come dovrebbe), ormai ce ne siamo fatti una ragione, anche se non manca l’impegno dei pochi atleti impegnati tra Sprint, Keirin e crono brevi (Chilometro tra gli uomini, 500 metri tra le donne); per quel che riguarda invece le prove di durata (o “di situazione”, se preferite), i ragazzi e le ragazze guidati da Marco Villa e Dino Salvoldi sanno essere protagonisti assoluti.

Le punte di diamante sono due: Elia Viviani, reduce dalla medaglia d’oro a Rio 2016 ma ancora a secco di titoli mondiali, con due argenti (Scratch e Madison) e un bronzo (Omnium) nel palmarès; e il già citato Filippo Ganna, campione in carica dell’Inseguimento individuale, specialità nella quale ha conquistato l’iride tre volte negli ultimi quattro anni, e di cui è da poche settimane anche il recordman del mondo. Biglietti da visita di tutto rispetto per la spedizione italiana che a Berlino punterà a migliorare lo score di tre medaglie (un oro, un argento e un bronzo) ottenute nel 2019 a Pruszkow.

C’è da dire che qualche intoppo non manca mai strada facendo, per esempio è di pochi giorni fa la notizia dell’investimento di una delle colonne della nazionale femminile, Letizia Paternoster; la trentina ha riportato la frattura dello scafoide, veramente una disdetta per un’atleta più che mai in rampa di lancio, pedina fondamentale dell’endurance azzurro.

Sarà importantissimo per Letizia percorrere con pazienza e senza forzature la fase di riabilitazione, il tempo per rimettersi in sesto non le manca e di sicuro potrà ovviare in qualche modo, in questo finale di 2019, pedalando sui rulli e cercando per quanto possibile di rispettare le tabelle di marcia della preparazione in vista della nuova stagione. Se per gli appassionati tre mesi da qui ai Mondiali possono sembrare molto lunghi, a una ciclista nelle attuali condizioni della Paternoster parranno addirittura troppo corti. Eppure il talento della ventenne atleta di Cles ci fa stare piuttosto tranquilli al pensiero che possa trovare il colpo di pedale giusto proprio in occasione della rassegna iridata.

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