I big della UAE in modalità moschettieri © PhotoFizza
I big della UAE in modalità moschettieri © PhotoFizza

Jumbo e UAE, le regine sono loro

Il bilancio del ciclomercato World Tour: opera bene anche la CCC, tante le rimandate

Dicembre è già iniziato da qualche giorno mentre manca poco all’avvio dei ritiri delle formazioni World Tour in vista della nuova stagione agonistica. Le rose delle diciannove squadre del primo livello internazionale sono ormai pressoché definite, con una manciata di eccezioni. Valutiamo come si sono mossi i team manager: fra acquisti che paiono azzeccati e altri sorprendenti, fra cessioni, mancati rinnovi e quant’altro, ecco i voti per ciascuno dei team del massimo circuito.

AG2R La Mondiale
ARRIVI
L. Naesen (Lotto)
Vendrame (Androni)
H. Tanfield (Katusha)
Champoussin (Neo – da 1/4)
PARTENZE
S. Dumoulin (Ritirato)
Denz (Sunweb)
H. Dupont (Ritirato)
VOTO

5.5

ROSA
Gediminas Bagdonas, Romain Bardet, François Bidard, Geoffrey Bouchard, Clément Champoussin, Mickaël Cherel, Clément Chevrier, Benoît Cosnefroy, Silvan Dillier, Axel Domont, Julien Duval, Mathias Fränk, Tony Gallopin, Ben Gastauer, Alexandre Geniez, Dorian Godon, Alexis Gougeard, Jaakko Hänninen, Quentin Jauregui, Pierre Latour, Lawrence Naesen, Oliver Naesen, Aurélien Paret Peintre, Nans Peters, Harry Tanfield, Stijn Vandenbergh, Andrea Vendrame, Clément Venturini, Alexis Vuillermoz, Lawrence Warbasse
ANALISI
Cambiano poco i savoiardi che si rinforzano con il pavearo Lawrence Naesen, che va a far compagnia al più noto fratello, e il cronoman Harry Tanfield adatti ai percorsi pianeggianti. Per le tantissime prove ondulate della Coupe de France l’arrivo di Andrea Vendrame supplisce in maniera ottima il ritiro dell’eterno Dumoulin: l’azzurro, già protagonista Oltralpe nel 2019, avrà modo di sbizzarrirsi nelle moltissime prove adatte alle sue caratteristiche. Dalla primavera si aggiunge inoltre il talentuosissimo Clément Champoussin, principale speranza under 23 francese. Probabilmente si poteva osare di più, aggiungendo un elemento di spessore per le corse a tappe o, in alternativa, per le volate, per non essere eccessivamente Bardet-Naesen dipendenti.

 

Astana Pro Team
ARRIVI
V. Pronskiy (Vino)
D. Martinelli (Deceuninck)
Tejada (Medellín)
Vlasov (Gazprom)
Aranburu (Caja Rural)
Felline (Trek)
Ó. Rodríguez (Euskadi)
PARTENZE
D. Cataldo (Movistar)
Villella (Movistar)
Zeits (Mitchelton)
Ballerini (Deceuninck)
Cort Nielsen (EF)
Hirt (CCC)
Bilbao (Bahrain)
VOTO

6

ROSA
Alex Aranburu, Zhandos Bizhigitov, Manuel Boaro, Hernando Bohórquez, Rodrigo Contreras, Laurens De Vreese, Fabio Felline, Daniil Fominykh, Omar Fraile, Jakob Fuglsang, Yevgeniy Gidich, Jonas Gregaard, Dmitriy Gruzdev, Hugo Houle, Gorka Izagirre, Ion Izagirre, Merhawi Kudus, Miguel Ángel López, Alexey Lutsenko, Davide Martinelli, Yuriy Natarov, Vadim Pronskiy, Óscar Rodríguez, Luis León Sánchez, Nikita Stalnov, Harold Tejada, Alexander Vlasov, Artyom Zakharov
ANALISI
Turnover non affatto banale per i kazaki che salutano colonne sette corridori, tutti decisamente utili nelle rotazioni del team. La decisione di puntare tutto sulle corse a tappe ha dato i frutti sperati nel 2019, indi per cui la tendenza è proseguita nel mercato corrente. Alexander Vlasov è pronto a salire di colpi, diventando un valido ultimo uomo per i capitani; gli spagnoli Alex Aranburu e Óscar Rodríguez sono ad un passo dall’affermarsi e questa, anche in base all’esperienza di altri connazionali, pare la destinazione adatta. Per le classiche si punta tutto sulla rinascita di Fabio Felline che, complice la povertà nel settore, sarà il punto di riferimento in buona parte delle classiche del nord, magari affiancato da Davide Martinelli. Completano l’organico i promettenti scalatori Vadim Pronskiy e Harold Tejada. Mercato da sufficienza risicata, però, perché in caso di problemi nei grandi giri le possibilità di prestigiosi successi alternativi è assai ridotta, data la struttura “montagnocentrica” del team.

 

Bahrain – Merida
ARRIVI
Landa (Movistar)
Poels (Ineos)
Bilbao (Astana)
Capecchi (Deceuninck)
Davies (Dimension Data)
M. Haller (Katusha)
Inkelaar (Groupama CT)
Valls (Movistar)
Cavendish (Dimension Data)
Buitrago (Neo)
Wright (Neo)
PARTENZE
A. Nibali (Trek)
V. Nibali (Trek)
Dennis (Rescissione)
Koren (Squalificato)
Agnoli (?)
Garosio (?)
Pozzovivo (?)
Wang (?)
VOTO

6.5

ROSA
Yukiya Arashiro, Phil Bauhaus, Pello Bilbao, Grega Bole, Santiago Buitrago, Eros Capecchi, Damiano Caruso, Mark Cavendish, Sonny Colbrelli, Scott Davies, Chun Kai Feng, Iván García Cortina, Marco Haller, Heinrich Haussler, Kevin Inkelaar, Mikel Landa, Matej Mohoric, Domen Novak, Mark Padun, Hermann Pernsteiner, Luka Pibernik, Wout Poels, Marcel Sieberg, Dylan Teuns, Jan Tratnik, Rafael Valls, Stephan Williams, Fred Wright
ANALISI
Il secondo triennio apre una nuova pagina nella storia del team mediorientale: quasi estirpata la colonia italiana, è quella britannica a prendere possesso. Non tanto nei nomi, quanto nell’impostazione della rosa. Il partente Nibali è stato sostituito con i validi Mikel Landa e Wout Poels: nessuno dei due pare un vincente, tuttavia piazzamenti e podi nei grandi giri possono essere nel mirino. Da non sottovalutare l’ingresso del solido Pello Bilbao così come quello di due interessanti neopro’ da corse a tappe come Santiago Buitrago e Kevin Inkelaar. Allungano l’organico gli esperti Eros Capecchi e Rafael Valls mentre è decisamente una scommessa l’arrivo (con buona dose di importanza commerciale…) di Mark Cavendish, il cui meglio è alle spalle. Marco Haller dà profondità al settore classiche mentre il tentativo di rilancio di Scott Davies si abbina alla crescita del talentino Fred Wright come giuste scommesse da giocare. Si poteva fare di meglio, ma il roster è decisamente migliorato rispetto a quello 2019.

 

Bora – Hansgrohe
ARRIVI
Kämna (Sunweb)
I. Schelling (SEG)
Fabbro (Katusha)
Laas (Illuminate)
P. Gamper (Tirol)
PARTENZE
Formolo (UAE)
Pfingsten (Jumbo)
Archbold (Deceuninck)
Sa. Bennett (Bora)
König (?)
VOTO

5.5

ROSA
Pascal Ackermann, Erik Baska, Cesare Benedetti, Maciej Bodnar, Emanuel Buchmann, Marcus Burghardt, Jempy Drucker, Matteo Fabbro, Patrick Gamper, Oscar Gatto, Felix Grossschartner, Lennard Kämna, Patrick Konrad, Martin Laas, Rafal Majka, Jay McCarthy, Gregor Mühlberger, Daniel Oss, Pawel Poljanski, Lujas Pöstlberger, Juraj Sagan, Peter Sagan, Maximilian Schachmann, Ide Schelling, Andreas Schillinger, Michael Schwarzmann, Rüdiger Selig
ANALISI
Hanno talmente tanti capitani che non serviva a nulla reclutarne alcuno – anzi, due di essi, ossia Bennett e Formolo, hanno cambiato aria. Tuttavia il mercato dei tedeschi non convince appieno dato che qualcosa in più nel reparto dei gregari abili in salita doveva essere fatto. Matteo Fabbro è l’unico che rientra in questa casistica, ma l’azzurro deve innanzitutto rilanciarsi dopo due anni così così. I neopro’ Patrick Gamper e Ide Schelling sono validi rinforzi di profondità, così come Martin Laas può farsi valere come supporto nelle corse secondarie. L’acquisto dell’anno è quello di Lennard Kämna, che negli ultimi mesi ha finalmente trovato il colpo di pedale giusto: attenzione a lui, perché in un ambiente come questo potrebbe esplodere ed essere una delle rivelazioni del 2020.

 

CCC Team
ARRIVI
Trentin (Mitchelton)
Zimmermann (Tirol)
Zakarin (Katusha)
Masnada (Androni)
Hirt (Astana)
Paluta (CCC Devo)
Kochetkov (Katusha)
Malecki (CCC Devo)
Valter (CCC Devo)
PARTENZE
Ten Dam (Ritirato)
Owsian (Arkéa)
A. Antunes (W52)
Bernas (?)
Zoidl (?)
VOTO

7.5

ROSA
Will Barta, Patrick Bevin, Josef Cerny, Víctor De la Parte, Alessandro De Marchi, Simon Geschke, Kamil Gradek, Jan Hirt, Jonas Koch, Pavel Kochetkov, Kamil Malecki, Jakub Mareczko, Fausto Masnada, Michal Paluta, Serge Pauwels, Joey Rosskopf, Szymon Sajnok, Michael Schär, Matteo Trentin, Attila Valter, Greg Van Avermaet, Gijs Van Hoecke, Nathan Van Hooydonck, Guillaume Van Keirsbulck, Francisco Ventoso, Lukasz Wisniowski, Ilnur Zakarin, Georg Zimmermann
ANALISI
Migliorare rispetto alla versione 2019 costruita in fretta e furia era tanto semplice quanto doveroso. E la dirigenza ha compiuto quel salto di qualità necessario per non arrancare come mostrato a più riprese quest’anno. Dei nove ingaggi, il più importante è senza dubbio quello di Matteo Trentin, che assieme a Van Avermaet formerà un duo con pochi eguali nelle classiche: non vincerne almeno una sarebbe un delitto. L’inesistente settore delle corse a tappe trova in Ilnur Zakarin, accompagnato dal fidato Pavel Kochetkov, il nome di maggior rilievo; accanto a lui, però, possono salire di colpi sia Jan Hirt che Fausto Masnada, ambedue capaci di prestazioni interessanti ma a cui sinora è mancata la continuità. Passano pro’ due dei più futuribili under 23 dell’ultima stagione, ossia Attila Valter e Georg Zimmermann, corridori con ancora margini di crescita. Rimpolpano il nucleo polacco, infine, Kamil Malecki e Michal Paluta. Non sarà un top team, ma certamente nella fascia media un roster simile ha piena cittadinanza.

 

Cofidis, Solutions Crédits
ARRIVI
Sabatini (Deceuninck)
E. Viviani (Deceuninck)
G. Martin (Wanty)
Consonni (UAE)
Haas (Katusha)
Finé (Neo)
A. Viviani (Neo)
Barceló (Euskadi)
Allegaert (Sport Vlaanderen)
Vermote (Dimension Data)
PARTENZE
Van Lerberghe (Deceuninck)
Hofstetter (Israel)
J. Simon (Total)
N. Bouhanni (Arkéa)
Waeytens (Ritirato)
Soupe (Total)
Chetout (Ritirato)
Atapuma (?)
R. Bouhanni (?)
Fortin (?)
VOTO

7

ROSA
Piet Allegaert, Fernando Barceló, Natnael Berhane, Dimitri Claeys, Simone Consonni, Nicolas Edet, Eddy Finé, Nathan Haas, Jesper Hansen, Jesús Herrada, José Herrada, Victor Lafay, Christophe Laporte, Mathias Le Turnier, Cyril Lemoine, Guillaume Martin, Luis Ángel Maté, Marco Mathis, Emmanuel Morin, Anthony Pérez, Pierre-Luc Périchon, Stéphane Rossetto, Fabio Sabatini, Damien Touzé, Kenneth Vanbilsen, Julien Vermote, Attilio Viviani, Elia Viviani
ANALISI
Il ritorno dopo oltre un decennio nel massimo circuito vede il rinnovamento per un terzo dell’organico, con Bouhanni, Hofstetter e Simon come principali saluti. Degnamente sostituiti però, a cominciare dall’approdo di Elia Viviani che sarà il principale faro nelle volate e in alcune delle classiche primaverili: nel suo gruppo di lavoro faranno parte il fido Fabio Sabatini, il valido Simone Consonni e il fratello Attilio Viviani, già capace di vincere da stagista. L’altro rinforzo di spessore è Guillaume Martin, che diventa il punto di riferimento nelle corse a tappe; ecco, aver investito su altri due scalatori non sarebbe di certo stato fuori posto. L’esperto Nathan Haas potrà fare la sua figura nelle corse in linea e in qualche prova a tappe di secondo piano mentre Julien Vermote deve rilanciarsi nelle classiche del pavé e non solo. Piace il ritorno – era stato in rosa come stagista – del poliedrico Fernando Barceló; completano la rosa il veloce Piet Allegaert e il neopro’ Eddy Finé. Rosa discreta per un primo anno nel World Tour, ma di certo servirà un passo in avanti nel livello medio per ottenere con continuità risultati di qualità.

 

Deceuninck – Quick Step
ARRIVI
A. Bagioli (Colpack)
Steels (Roompot)
Van Lerberghe (Cofidis)
J. Almeida (Hagens)
Cattaneo (Androni)
Ballerini (Astana)
Steimle (Vorarlberg)
I. Garrison (Hagens)
Archbold (Bora)
Sa. Bennett (Bora)
Vansevenant (Neo – da 1/7)
PARTENZE
Sabatini (Cofidis)
E. Viviani (Cofidis)
D. Martinelli (Astana)
E. Mas (Movistar)
Max. Richeze (UAE)
Gilbert (Lotto)
Capecchi (Bahrain)
Vakoc (?)
VOTO

7

ROSA
Julian Alaphilippe, João Almeida, Shane Archbold, Kasper Asgreen, Andrea Bagioli, Davide Ballerini, Sam Bennett, Mattia Cattaneo, Rémi Cavagna, Tim Declercq, Dries Devenyns, Remco Evenepoel, Ian Garrison, Álvaor Hodeg, Mikkel Honoré, Fabio Jakobsen, Bob Jungels, Iljo Keisse, James Knox, Yves Lampaert, Michael Mørkøv, Florian Sénéchal, Pieter Serry, Stijn Steels, Jannik Steimle, Zdenek Stybar, Bert Van Lerberghe, Mauri Vansevenant
ANALISI
Come di consueto, non cambia il modo di operare dello squadrone belga: tutti i galli non possono stare nel medesimo pollaio per cui è giusto che qualcuno vada altrove. Quest’anno è il turno di Gilbert, Viviani e Mas – nonché di Richeze, che nel suo mestiere è secondo a nessuno. I tantissimi inserimenti danno il giusto ricambio ad una squadra mai sazia e sempre pronta a ripartire. Un po’ come Sam Bennett, che qui finalmente, pur trovando ancora concorrenza di qualità, assume il ruolo di velocista principale, certificato dall’arrivo al suo fianco dell’amico Shane Archbold. Non si contano i giovani di qualità inseriti nel motore: dagli scalatori già vincenti Andrea Bagioli e Mauri Vansevenant – quest’ultimo in estate, ai completi João Almeida e Jannik Steimle e al cronoman Ian Garrison. Avrà un ruolo banale Mattia Cattaneo mentre Stijn Steels e Bert Van Lerberghe sono i classici gregarioni che nel team si esaltano. Il jolly che potrebbe conoscere la stagione della consacrazione è Davide Ballerini, che nella scuola fiamminga può imparare quei trucchetti che fanno la differenza nel diventare o meno un campione. Altro mercato che promette di portare frutti sia nell’immediato che nel medio periodo.

 

EF Education First
ARRIVI
Rutsch (Kern Haus)
Cort Nielsen (Astana)
Powless (Jumbo)
Halvorsen (Ineos)
Keukeleire (Lotto)
Guerreiro (Katusha)
Bissegger (Monti – da 1/8)
PARTENZE
Breschel (Ritirato)
Dombrowski (UAE)
N. Brown (Rally)
McLay (Arkéa)
Phinney (Ritirato)
Modolo (?)
VOTO

7

ROSA
Sean Bennett, Alberto Bettiol, Stefan Bissegger, Jonathan Caicedo, Hugh Carthy, Simon Clarke, Magnus Cort Nielsen, Lawson Craddock, Mitchell Docker, Rubén Guerreiro, Kristoffer Halvorsen, Sergio Higuita, Moreno Hofland, Alex Howes, Tanel Kangert, Jens Keukeleire, Sebastian Langeveld, Daniel Martínez, Lachlan Morton, Logan Owen, Neilson Powless, Jonas Rutsch, Tom Scully, Rigoberto Urán, Julius van den Berg, Tejay van Garderen, Sep Vanmarcke, Luis Villalobos, James Whelan, Michael Woods
ANALISI
Mercato intelligente quello degli statunitensi, ormai assestatisi ad un buon livello medio dopo qualche stagione complessa. Salutano solo corridori di secondo piano o che hanno reso meno del previsto, entrano giovani di prospettiva. Il veterano è Jens Keukeleire, che sulle pietre andrà a formare con Bettiol, Vanmarcke e Langeveld un quartetto come pochi altri, in un settore che vede anche il talentuoso neopro’ Jonas Rutsch assaggiare la categoria. Punta ad affermarsi nelle volate Kristoffer Halvorsen mentre Magnus Cort Nielsen è atleta completo e a cui manca poco per un successo di peso. Nelle corse a tappe Neilson Powless avrà modo di proseguire il percorso di crescita senza eccessive pressioni; è invece chiamato a qualche risultato nelle gare ondulate Rubén Guerreiro, atleta spesso presente negli ordini d’arrivo. Dall’estate si aggiungerà poi il completo e possente Stefan Bissegger, uno corteggiato da tanti ma che ha sposato questo progetto che promette di essere fruttuoso.

 

Groupama – FDJ
ARRIVI
Brunel (Groupama CT)
Guglielmi (Groupama CT)
Lienhard (IAM)
PARTENZE
Vaugrenard (Ritirato)
D. Hoelgaard (Uno-X)
Morabito (Ritirato)
VOTO

5.5

ROSA
Bruno Armirail, William Bonnet, Alexys Brunel, Mickaël Delage, Arnaud Démare, Antonie Duchesne, Killian Frankiny, David Gaudu, Kevin Geniets, Jacopo Guarnieri, Simon Guglielmi, Ignatas Konovalovas, Stefan Küng, Matthieu Ladagnous, Olivier Le Gac, Fabian Lienhard, Tobias Ludvigsson, Valentin Madouas, Rudy Molard, Thibaut Pinot, Sébastien Reichenbach, Anthony Roux, Marc Sarreau, Miles Scotson, Romain Seigle, Ramon Sinkeldam, Benjamin Thomas, Léo Vincent
ANALISI
Ennesimo mercato di conserva per i francesi, che preferiscono puntellare e non rivoluzionare l’organico. Fuori tre gregari, dentro altrettanti elementi che, almeno all’inizio, rivestiranno il medesimo ruolo. Dal vivaio arrivano Alexys Brunel e Simon Guglielmi, con il primo assai interessante. Riceve una meritata opportunità al piano alto Fabian Lienhard, che verrà utilizzato nel treno dei velocisti. Come per i cugini della AG2R, si poteva intervenire diversamente, provando ad assicurarsi un nome già pronto per risultati di un certo spessore; si è preferito non tarpare le ali alla crescita di Gaudu, Madouas e Sarreau, per cui la scelta è sicuramente condivisibile.

 

Lotto Soudal
ARRIVI
Gilbert (Deceuninck)
Degenkolb (Trek)
Goossens (Neo)
Dibben (Madison)
Oldani (Kometa)
Cras (Katusha)
Holmes (Madison)
F. Vermeersch (Neo – da 1/7)
PARTENZE
L. Naesen (AG2R)
Benoot (Sunweb)
Campenaerts (NTT)
Monfort (Ritirato)
Keukeleire (EF)
Wouters (Tarteletto)
Blythe (Ritirato)
Vanendert (?)
VOTO

7

ROSA
Sander Armée, Jasper De Buyst, Steff Cras, Thomas De Gendt, John Degenkolb, Stan Dewulf, Jonathan Dibben, Caleb Ewan, Frederik Frison, Philippe Gilbert, Kobe Goossens, Carl Fredrik Hagen, Adam Hansen, Matthew Holmes, Rasmus Iversen, Roger Kluge, Nikolas Maes, Tomasz Marczynski, Rémy Mertz, Stefano Oldani, Gerben Thijssen, Tosh Van der Sande, Brian van Goethem, Brent Van Moer, Harm Vanhoucke, Florian Vermeersch, Jelle Wallays, Tim Wellens
ANALISI
Una delle squadre che maggiormente si è rinnovata nei ruoli cardini è sicuramente quella belga: la perdita di Lambrecht e l’addio per fine ciclo, tra gli altri, di Benoot e Keukeleire hanno portato a scelte non banali. Il nuovo punto di riferimento nelle classiche del nord (e non solo) è un cavallo di ritorno, ossia quel Philippe Gilbert che proprio con questa maglia si era lanciato: il triennale con cui si è legato testimonia la fiducia che la dirigenza ripone in lui. Altro nome nobile è John Degenkolb, in cerca di riscatto sia sulle pietre che nelle volate, dove comunque sarà l’opzione secondaria del team. L’impatto, anche economico, di questi due big porta ovviamente a completare la rosa con giovani o scommesse: nel primo caso il discorso vale per Kobe Goossens, Stefano Oldani e dall’estate per Florian Vermeersch, nel secondo provano il rilancio Steff Cras e Jonathan Dibben, con lo scalatore Matthew Holmes uscito come coniglio dal cilindro. Nel 2019 l’azzardo Hagen si è rivelato vincente, per cui perché non ritentare? Bel mercato, senza ombra di dubbio.

 

Mitchelton – Scott
ARRIVI
Peák (SEG)
Groves (SEG)
Zeits (Astana)
Konychev (Dimension Data CT)
PARTENZE
Trentin (CCC)
VOTO

5

ROSA
Edoardo Affini, Michael Albasini, Jack Bauer, Sam Bewley, Brent Bookwalter, Esteban Chaves, Luke Durbridge, Alex Edmondson, Tsgabu Grmay, Kaden Groves, Jack Haig, Lucas Hamilton, Michael Hepburn, Damien Howson, Daryl Impey, Chris Juul-Jensen, Alexander Konychev, Cameron Meyer, Luka Mezgec, Mikel Nieve, Barnabás Peák, Nick Schultz, Callum Scotson, Dion Smith, Robert Stannard, Adam Yates, Simon Yates, Andrey Zeits
ANALISI
La formazione più immobile di questa sessione è anche quella che ha meno convinto di tutte. Va bene concentrarsi sui grandi giri, ma quasi saltare a piè pari il resto pare una decisione quantomeno rivedibile. Evidentemente gli australiani sono convinti di avere il sostituto di un pezzo grosso come Trentin già in rosa o nel mercato – anche se così non sembra. Il contingente azzurro vede l’ingresso di Alexander Konychev, salito di colpi nell’ultimo anno e che pare pronto per il professionismo. Medesimo discorso valido per gli altri due neopro’, ossia il veloce Kaden Groves e il completo Barnabás Peák. L’arrivo dell’esperto Andrey Zeits sarà utile nelle corse a tappe come gregario per ogni terreno. Squadra sicuramente buona, ma che non pare complessivamente migliore rispetto a quella 2019.

 

Movistar Team
ARRIVI
Cullaigh (Wiggins)
Elosegui (Neo)
E. Mas (Deceuninck)
D. Cataldo (Astana)
Villella (Astana)
Jacobs (Neo)
Alba (Coldeportes)
E. Rubio (Neo)
Hollmann (Heizomat)
Jorgenson (Élite2)
Samitier (Euskadi)
Norsgaard (Riwal)
PARTENZE
Landa (Bahrain)
Sütterlin (Sunweb)
Anacona (Arkéa)
N. Quintana (Arkéa)
Carapaz (Ineos)
Barbero (NTT)
Castrillo (Kern Pharma)
Valls (Bahrain)
R. Fernández (Euskadi)
Bennati (Ritirato)
A. Amador (?)
VOTO

5

ROSA
Juan Diego Alba, Jorge Arcas, Carlos Betancur, Héctor Carretero, Dario Cataldo, Gabriel Cullaigh, Iñigo Elosegui, Imanol Erviti, Juri Hollmann, Johan Jacobs, Matteo Jorgenson, Enric Mas, Lluís Mas, Mathias Nosgaard, Nélson Oliveira, Antonio Pedrero, Eduard Prades, Jurgen Roelandts, José Joaquín Rojas, Einer Rubio, Sergio Samitier, Eduardo Sepúlveda, Marc Soler, Alejandro Valverde, Carlos Verona, Davide Villella
ANALISI
Dodici acquisti – e potrebbe non essere finita qui – per la formazione che più risulterà diversa nel 2020 rispetto alla tradizione. Il nuovo decennio si apre con una rivoluzione totale da parte dei navarri: partiti tre dei quattro capitani, vale a dire Quintana, Landa e Carapaz, a cui si sommano altri discreti elementi tra cui Amador, prossimo alla firma con la Ineos, gli spagnoli hanno deciso di perseguire un ringiovanimento della rosa, evitando di spendere sul mercato per attrarre campioni affermati. Il pezzo pregiato è senza dubbio Enric Mas, nuova speranza iberica per le corse a tappe: sarà lui a diventare il punto di riferimento nell’immediato con Valverde e Soler. Gli esperti Dario Cataldo e Davide Villella sono le uniche eccezioni alla nidiata di baby: gli scalatori Juan Diego Alba e soprattutto Einer Rubio promettono scintille nei futuri grandi giri, per le classiche si scommette sul poliedrico Johan Jacobs. Il passistone Mathias Norsgaard è già ora un fattore nelle crono, potrà esserlo maggiormente in futuro. Il migliore under spagnolo, Iñigo Elosegui, e il connazionale Sergio Samitier rappresentano l’elemento della “classicità”, così come era prevedibile l’arrivo dell’interessante Juri Hollmann. Completano il quadro il veloce Gabriel Cullaigh e il solido Matteo Jorgensen. Giudicando sul breve periodo, la campagna di rafforzamento non è stata delle più riuscite; se almeno tre-quattro di questi nomi manterranno le aspettative, fra qualche anno ci si ricorderà di questa sessione come quella della ricostruzione.

 

NTT Pro Cycling Team
ARRIVI
Battistella (Dim Data CT)
Sobrero (Dim Data CT)
Campenaerts (Lotto)
Barbero (Movistar)
Gogl (Trek)
Walscheid (Sunweb)
Dyball (Sapura)
Stokbro (Riwal)
Sunderland (BridgeLane)
Iribe (Shimano)
PARTENZE
Renshaw (Ritirato)
Bak (Ritirato)
J. Janse van Rensburg (Ritirato)
Slagter (B&B Hotels)
Davies (Bahrain)
Vermote (Cofidis)
Cavendish (Bahrain)
Cummings (Ritirato)
Venter (Élite2)
Eisel (?)
VOTO

5.5

ROSA
Carlos Barbero, Samuele Battistella, Edvald Boasson Hagen, Victor Campenaerts, Stefan De Bod, Nicholas Dlamini, Benjamin Dyball, Enrico Gasparotto, Amanuel Gebreigzabhier, Ryan Gibbons, Michael Gogl, Shotaro Iribe, Reinardt Janse van Rensburg, Ben King, Roman Kreuziger, Gino Mäder, Louis Meintjes, Giacomo Nizzolo, Ben O’Connor, Matteo Sobrero, Andreas Stokbro, Dylan Sunderland, Jay Robert Thomson, Rasmus Tiller, Michael Valgren, Max Walscheid, Danilo Wyss
ANALISI
La formazione peggiore, risultati alla mano, del World Tour 2019 dà un taglio netto con il passato – in attesa di ulteriori scossoni dirigenziali previsti a breve. Fuori Cavendish, Slagter e corridori non centrali nel progetto, dentro giovani scommesse e un paio di onesti mestieranti, non certo fenomeni in grado di ribaltare le sorti di un team. Il settore volate è stato rinforzato con Max Walscheid e Carlos Barbero, quello delle salite con le scommesse Ben Dyball, Scott Sunderland e Michael Gogl, quello delle corse in linea con il cronoman Victor Campenaerts. Il vivaio regala due talenti come l’iridato under 23 Samuele Battistella e Matteo Sobrero, elementi che ancora non conoscono i propri limiti, discorso che vale anche per l’interessante Andreas Stokbro. Ultimo innesto è l’esperto Shotaro Iribe, chiamato per la provenienza più che per le qualità. Si doveva fare di meglio e in un’ipotetica corsa al trono di compagine meno convincente del circuito sarebbero in prima fila.

 

Team Ineos
ARRIVI
Carapaz (Movistar)
Ca. Rodríguez (Neo)
B. Rivera (GW)
Hayter (Neo)
PARTENZE
D. Rosa (Arkéa)
Elissonde (Trek)
Poels (Bahrain)
Halvorsen (EF)
De la Cruz (UAE)
VOTO

6.5

ROSA
Leonardo Basso, Egan Bernal, Richard Carapaz, Jonathan Castroviejo, Owain Doull, Edward Dunbar, Christopher Froome, Filippo Ganna, Tao Geoghegan Hart, Michal Golas, Ethan Hayter, Sebastián Henao, Vasili Kiryienka, Christian Knees, Michal Kwiatkowski, Christopher Lawless, Gianni Moscon, Jhonatan Narvaez, Salvatore Puccio, Carlos Rodríguez, Brandon Rivera, Luke Rowe, Pavel Sivakov, Iván Ramiro Sosa, Ian Stannard, Ben Swift, Geraint Thomas, Dylan van Baarle
ANALISI
È l’organico meno definito dell’intero World Tour, in quanto almeno altri due nomi dovrebbero arrivare a breve. E sono due elementi non da poco come Andrey Amador e Rohan Dennis che, nel caso, farebbero schizzare in altro il voto già sopra la sufficienza per la corazzata britannica. Finora le mosse sono poche, con le partenze di corridori di supporto – con l’eccezione di Poels – e sono ancora di meno gli innesti. Il grosso calibro è ovviamente Richard Carapaz, che ha preferito monetizzare la sorprendente vittoria del Giro piuttosto che cercare maggiori libertà personale; scelta legittima, per carità, ed ennesima pedina della squadra nei grandi giri. Il florido movimento giovanile locale regala al team il talento di Ethan Hayter, che tra gli under 23 ha fatto faville a ripetizioni. Con Brandon Rivera chiamato in “quota” Bernal di cui è amico sin da bambino, l’ultimo ingaggio è quello di Carlos Rodríguez, promosso direttamente dal panorama juniores: lo spagnolo ha dimostrato di essere una furia nella corse in patria, meno in quelle internazionali, ma lo staff è convinto di aver pescato un sicuro campione per il futuro.

 

Team Jumbo – Visma
ARRIVI
Foss (Uno-X)
T. Dumoulin (Sunweb)
Harper (BridgeLane)
Pfingsten (Bora)
PARTENZE
D. van Poppel (Wanty)
Powless (EF)
De Tier (?)
VOTO

8

ROSA
George Bennett, Koen Bouwman, Laurens De Plus, Tom Dumoulin, Pascal Eenkhoorn, Tobias Foss, Robert Gesink, Dylan Groenewegen, Amund Grøndahl Jansen, Chris Harper, Lennard Hofstede, Steven Kruijswijk, Sepp Kuss, Tom Leezer, Bertjan Lindeman, Paul Martens, Tony Martin, Christoph Pfingsten, Primoz Roglic, Timo Roosen, Mike Teunissen, Antwan Tolhoek, Wout van Aert, Taco van der Hoorn, Jos van Emden, Jonas Vingegaard, Maarten Wynants
ANALISI
Pochi ma buoni, molto buoni. Già sarebbe stata la prima alternativa alla Ineos nelle corse a tappe; con questo mercato, però, la sfida alla leadership britannica nel settore è stata definitivamente lanciata. A Roglic e Kruijswijk viene affiancato un terzo tenore che incute ancora più timore alla concorrenza e che, se sistemerà definitivamente i problemi al ginocchio che lo hanno tormentato nel 2019, si candida alle corone più importanti: Tom Dumoulin voleva una nuova avventura e la vivrà con i gialloneri, per andare alla ricerca della vittoria a Giro o Tour. Come se non bastasse, per le salite sono stati aggiunti due elementi interessanti che potrebbero regalare soddisfazioni come il vincitore dell’Avenir Tobias Foss ed il miglior scalatore del panorama Continental Chris Harper. Completa il quadro l’esperto gregario Christoph Pfingsten, che saprà sicuramente rendersi utile. Se non è il miglior mercato, poco ci manca.

 

Team Katusha Israel Cycling Academy
ARRIVI
Hofstetter (Cofidis)
D. Martin (UAE)
Piccoli (Elevate)
P. Schelling (Vorarlberg)
Renard (Neo)
Vahtra (Neo)
Sutherland (UAE)
Greipel (Arkéa)
Würtz (Katusha)
Zabel (Katusha)
Biermans (Katusha)
Navarro (Katusha)
Dowsett (Katusha)
Hollenstein (Katusha)
Politt (Katusha)
McCabe (Floyd’s)
PARTENZE
Holst Enger (Riwal)
Plaza (Ritirato)
Dempster (Ritirato)
A. Jensen (Riwal)
Carisey (Élite2)
R. Goldstein (Ritirato)
Ávila (?)
Earle (?)
Gebremedhin (?)
Minali (?)
O. Goldstein (?)
Perry (?)
Sbaragli (?)
Schreurs (?)
Turek (?)
van Winden (?)
VOTO

5.5

ROSA
Matteo Badilatti, Rudy Barbier, Jenthe Biermans, Guillaume Boivin, Matthias Brändle, Alexander Cataford, Davide Cimolai, Alex Dowsett, Connor Dunne, Itamar Einhorn, André Greipel, Ben Hermans, Hugo Hofstetter, Reto Hollenstein, Daniel Martin, Travis McCabe, Daniel Navarro, Krists Neilands, Guy Niv, James Piccoli, Nils Politt, Mihkel Räim, Alexis Renard, Guy Sagiv, Patrick Schelling, Rory Sutherland, Norman Vahtra, Tom Van Asbroeck, Mads Würtz Schmidt, Rick Zabel
ANALISI
Rivoluzione profonda per gli israeliani, che salgono nel World Tour ereditando la licenza della Katusha, al pari di alcuni dei contratti di tale team; tra i sette trasbordati a spiccare è senza dubbio Nils Politt, che diventa il punto di riferimento non solo nelle classiche. Dai russi arrivano anche lo scalatore Daniel Navarro, il veloce Rick Zabel, i passisti Jenthe Biermans, Alex Dowsett, Reto Hollenstein e Mads Würtz Schmidt. Per far spazio a questi ed altri ingaggi sono andati via in diversi, con Ávila e Sbaragli come nomi che avrebbero potuto raccogliere qualcosa di buono. Anche perché al loro posto sono stati chiamate tante scommesse come il veloce Norman Vahtra, gli esperti scalatori James Piccoli e Patrick Schelling, il puncheur Alexis Renard, il poliedrico Travis McCabe, per non citare il veterano Rory Sutherland. In buona sostanza, sono tre gli ingaggi di un certo blasone tolti quelli sopra menzionati: ma in due casi, quelli di Daniel Martin e soprattutto di André Greipel, il meglio della carriera pare alle spalle. Per le classiche del pavé risulta quindi più interessante la chiamata di Hugo Hofstetter, veloce anche in contesti di secondo piano. Pur concedendo l’alibi della ristrettezza nei tempi e dei tanti contratti già siglati, non si può comunque assegnare la sufficienza ad una formazione che si candida a frequentare spesso le retrovie, con poche certezze e troppe ipotesi.

 

Team Sunweb
ARRIVI
Dainese (SEG)
Donovan (Wiggins)
Denz (AG2R)
Sütterlin (Movistar)
Benoot (Lotto)
Eekhoff (Sunweb Devo)
Gall (Sunweb Devo)
Salmon (Sunweb Devo)
Van Wilder (Neo)
Arensman (SEG – da 1/7)
PARTENZE
T. Dumoulin (Jumbo)
Kämna (Bora)
Walscheid (NTT)
Curvers (Ritirato)
Fröhlinger (Ritirato)
Bakelants (?)
Vervaeke (?)
VOTO

6

ROSA
Thymen Arensman, Nikias Arndt, Tiesj Benoot, Cees Bol, Alberto Dainese, Nico Denz, Mark Donovan, Nils Eekhoff, Felix Gall, Chad Haga, Chris Hamilton, Jai Hindley, Marc Hirschi, Max Kanter, Wilco Kelderman, Asbjørn Kragh Andersen, Søren Kragh Andersen, Michael Matthews, Joris Nieuwenhuis, Sam Oomen, Casper Pedersen, Rob Power, Nicolas Roche, Martin Salmon, Michael Storer, Florian Stork, Jasha Sütterlin, Martijn Tusveld, Ilan Van Wilder
ANALISI
Per vari motivi, il ciclo di Dumoulin alla corte del team che lo ha cresciuto era finito; trovare un rimpiazzo alla sua altezza era impossibile e per gli abituali standard che la formazione tedesca adotta sul mercato pareva fuori logica. Così è stato, per cui la preferenza è stata quella consueta, ossia di prendere giovani talenti e plasmarli: sono addirittura sette i neopro’, con diverse caratteristiche, chiamati al grande salto. Per la prima volta c’è anche un azzurro, quell’Alberto Dainese che occupa il ruolo di velocista di scorta lasciato vacante dal partente Walscheid; per il campione europeo pare la squadra giusta per esplodere. In salita si punta tantissimo su Ilan Van Wilder, pepita pura con margini ancora non conosciuti, e su Mark Donovan, che deve riprendersi dopo un 2019 difficile causa problemi fisici. Dal proprio vivaio arrivano il veloce Nils Eekhoff. il puncheur Felix Gall e il passista Martin Salmon, quest’ultimo forse ancora acerbo. Dall’estate, inoltre, il polivalente Thymen Arensman pianterà le tende nel team, aumentando ancor più la qualità media. Che è già alta considerando i tre pro’ messi sotto contratto: Tiesj Benoot conosce un ambiente diverso per la prima volta nella carriera e potrebbe risultare aspetto decisivo per fargli compiere l’atteso salto verso l’eccellenza. Sulle pietre, poi, Jasha Sütterlin vuole farsi notare sempre più, discorso che vale per Nico Denz nelle corse ondulate. Mercato sufficiente, ma senza più un faro come il partente di Maastricht di più non si può assegnare.

 

Trek – Segafredo
ARRIVI
A. Nibali (Bahrain)
V. Nibali (Bahrain)
Kamp (Riwal)
Liepins (Wallonie)
J. P. López (Kometa)
Ries (Kometa)
Quarterman (Neo)
Elissonde (Ineos)
Simmons (Neo)
PARTENZE
Irizar (Ritirato)
Degenkolb (Lotto)
Gogl (NTT)
Felline (Astana)
Stetina (Élite2)
Beppu (Delko)
Frame (?)
VOTO

7

ROSA
Julien Bernard, Gianluca Brambilla, Giulio Ciccone, William Clarke, Nicola Conci, Koen De Kort, Niklas Eg, Kenny Elissonde, Alexander Kamp, Alex Kirsch, Emils Liepins, Juan Pedro López, Bauke Mollema, Jacopo Mosca, Matteo Moschetti, Ryan Mullen, Antonio Nibali, Vincenzo Nibali, Mads Pedersen, Richie Porte, Charlie Quarterman, Kiel Reijnen, Michel Ries, Quinn Simmons, Toms Skujins, Jasper Stuyven, Edward Theuns
ANALISI
Serviva una scossa ed è arrivata per gli italo-statunitensi, ripresisi nella seconda parte di 2019 e che vogliono proseguire l’andazzo anche nella prossima annata. Salutati in sette fra cui Degenkolb, per un matrimonio che non è stato fruttuoso, il grande investimento risponde al nome di Vincenzo Nibali: è lui l’uomo scelto, anche dagli sponsor, per andare finalmente a caccia di un podio o una vittoria nei grandi giri. Affiancato dal fratello Antonio, il siciliano diventa il punto di riferimento di tutto il team che ha ringiovanito la rosa, con il solo Kenny Elissonde, che può risultare assai valido in salita, come altra eccezione al trend. I veloci e resistenti Alexander Kamp ed Emils Liepins giungono da esperienze positive tra le Professional mentre il vivaio porta in dote i promettenti scalatori Juan Pedro López e Michel Ries. L’aggiunta del giovane cronoman Charlie Quarterman va vista sul lungo periodo come quella di Quinn Simmons, portentoso campione del mondo tra gli juniores e subito promosso, anche in virtù di una struttura fisica già definita, nel mondo dei grandi.

 

UAE Team Emirates
ARRIVI
Covi (Colpack)
Ardila (Neo)
McNulty (Rally)
Bjerg (Hagens)
Max. Richeze (Deceuninck)
Formolo (Bora)
Dombrowski (EF)
De la Cruz (Ineos)
PARTENZE
Consonni (Cofidis)
Petilli (Wanty)
D. Martin (Israel)
R. Ferrari (Ritirato)
Mori (Ritirato)
Sutherland (Israel)
Durasek (Squalificato)
VOTO

8

ROSA
Camilo Ardila, Fabio Aru, Mikkel Bjerg, Tom Bohli, Sven Erik Bystrøm, Valerio Conti, Rui Costa, Alessandro Covi, David De la Cruz, Joe Dombrowski, Davide Formolo, Fernando Gaviria, Sergio Luis Henao, Alexander Kristoff, Marco Marcato, Brandon McNulty, Youssef Mirza, Sebastián Molano, Camilo Muñoz, Ivo Oliveira, Rui Oliveira, Jasper Philipsen, Tadej Pogacar, Jan Polanc, Edward Ravasi, Alexander Riabushenko, Maximiliano Richeze, Vegard Stake Laengen, Oliviero Troia, Diego Ulissi
ANALISI
Per il terzo anno di fila gli emiratini sono un riferimento sul mercato, che si tramuta con risultati in costante crescita durante la stagione. Quest’anno l’indirizzo è stato diverso: partiti in sette, con Consonni e il deludente Martin come principali nomi, arrivano in otto, quasi tutti ancora in fase di crescita. Il più titolato tra gli innesti è Davide Formolo, che va ad aggiungersi al settore delle classiche vallonate divenendo, quantomeno, il co-capitano con Ulissi; qui si cimenterà anche l’altro italiano, quell’Alessandro Covi bloccato già un anno fa e nel frattempo cresciuto soprattutto nelle corse a tappe. Dove sia David De la Cruz che Joe Dombrowski possono diventare preziosissimi supporti nei grandi giri e fare la propria corsa in altri appuntamenti. Per il futuro, sulla scia della riuscita scommessa Pogacar, Camilo Ardila e Brandon McNulty rappresentano quanto di meglio si potesse reclutare. Per le crono Mikkel Bjerg è già una garanzia e può solo migliorare. E per le volate? Torna all’ovile il miglior apripista su piazza, quel Maxi Richeze che farà la fortuna di Gaviria e Kristoff.

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