Aerts e Sweeck nella lotta finale © Belga
Aerts e Sweeck nella lotta finale © Belga

Toon il principe delle dune

Senza Van der Poel a Zonhoven va in scena il duello tra Aerts e Sweeck: quest’ultimo cade, ma la lotta per il Superprestige è apertissima. Worst batte Del Carmen Alvarado tra le donne, Alice Arzuffi quarta

Non poter ammirare le evoluzioni di Mathieu van der Poel su un percorso unico e bellissimo come quello di Zonhoven è decisamente un peccato, ma anche il semidio olandese ha bisogno di riposare: questa settimana è rimasto a Benicassim ad allenarsi, per il consueto ritiro di inizio dicembre valido anche per i crossisti. Così la prova di Zonhoven del Superprestige, challenge quest’anno apertissima con 7 corridori che possono ancora vincere, è diventata una bella sfida, ristretta a due dei migliori interpreti attuali delle corse su sabbia: da una parte il campione belga Toon Aerts, dall’altra l’uomo della Pauwels Sauzen Laurens Sweeck, che già a Koksijde si era imposto come primo degli umani sulla sabbia.

Una sfida purtroppo finita senza un climax competitivo, con Sweeck che ha perso lucidità già al primo attacco di Aerts nell’ultimo giro, sbagliando traiettoria e cadendo a inizio discesa: ma va bene così, la competizione è anche questo, e la vittoria è servita ad Aerts per dimostrare che la scorsa stagione non è stata un episodio interlocutorio e può vincere anche il Superprestige. Che resta una sfida apertissima, nei prossimi 3 appuntamenti: 6 atleti sono ancora nello spazio di 7 punti, anche grazie al “suicidio” di Iserbyt, che ha preferito rinunciare alla seconda prova di Boom per non affaticarsi in vista della successiva prova di Coppa del Mondo.

Fidea Lions aggressivi sin dal principio
Oltre a Van Der Poel, la prova vede un’altra assenza di peso, quella di Michael Vanthourenhout: a causa di una ferita alla mano in allenamento l’uomo della Pauwels-Sauzen non riesce a correre. La Telenet Fidea-Lions cerca allora di far valere la superiorità numerica, con Quinten Hermans che tiene alto il ritmo nei primi due giri preparando al secondo già il primo attacco di Toon Aerts: è Laurens Sweeck già che s’incarica di andare a ricucire su di lui, con la pronta risposta di tutti gli altri uomini di alta classifica: Eli Iserbyt, Hermans, Corné Van Kessel.

Un po’ in ritardo, come spesso gli capita in partenza, Tom Pidcock, che però si riprende abbastanza nei giri successivi, e Lars Van Der Haar, il quale ritorna anch’egli abbastanza sornione sulla testa, andando a formare il gruppo dei 7 favoriti al quarto giro. In testa ad alternarsi, però, ci sono sempre Aerts e Sweeck, i più brillanti sulle discese spericolate e sui saliscendi in sabbia.

Dormita generale sull’attacco di Aerts
Sono dunque in 7 al comando, al quinto giro. Pidcock cerca saggiamente di mettersi davanti per evitare di prendere troppo divario in discesa in questa corsa a fisarmonica. Anche Eli Iserbyt, notoriamente non un drago sulla sabbia, si nota più per le continue difficoltà. Accade così che nel corso del quinto giro Toon Aerts prenda il largo in maniera abbastanza decisa nel finale di giro: gli altri 6 si guardano, nessuno risponde, il campione belga a fine giro ha già 15″: un vantaggio che potrebbe risultare decisivo per vincere.

L’unico che può rispondere è sempre Sweeck, che nel corso del sesto giro allunga sugli ormai stanchi rivali. Un Laurens Sweeck davvero forte: guadagna poco alla volta, ma guadagna. Gli ci vogliono 3 giri, ma alla fine riesce a chiudere su Aerts e a cominciare la penultima tornata assieme a lui: sarà una sfida a due per il successo a Zonhoven.

Aerts fa sbagliare Sweeck e consuma il secondo successo stagionale
Dopo una penultima tornata interlocutoria, il duello si consuma presto nel corso dell’ultimo giro: Aerts accelera all’inizio, Sweeck perde qualcosa, entra male sulla curva che accede alla discesa in sabbia e finisce per terra. Game Over: impossibile ormai riprendere Aerts. Arriverà al traguardo con 28″ di ritardo, con Eli Iserbyt che riuscirà comunque a prendere un prezioso terzo posto a 34″, mettendo in fila gli altri Telenet Fidea Lions: Quinten Hermans è quarto a 42″, Lars van der Haar quinto a 45″, Corné van Kessel sesto a 46″. Finisce settimo ad 1’07” un Tom Pidcock che non sta convincendo appieno, sebbene gli vada concessa l’attenuante di essere di gran lunga il più giovane del lotto: dà l’idea di dover migliorare ancora molto sul piano tecnico.

Lontano da questi atleti, ottavo posto per Jens Adams ad 1’31”, poi David Van Der Poel a 2’02”, e Marcel Meisen a 2’11”. 19esimo posto per uno Zdenek Stybar oggi abbastanza in difficoltà, finito a 4’35”; senza infamia e senza lode la prova di Jakob Dorigoni: partito bene, ha poi chiuso in 23esima posizione, doppiato: va però considerando che non è ancora al top della condizione (ha ritardato l’inizio della stagione causa frattura dello scafoide) e che questa è una delle prove belghe tecnicamente più impegnative.
La classifica del Superprestige, come dicevamo, è ancora cortissima: Aerts comanda con 60 punti, Sweeck ne ha 59. Sono loro i favoriti per giocarsi il successo, ma se dovessero avere dei passaggi a vuoto, sono tanti gli avvoltoio che fluttuano alle loro spalle: Quinten Hermans è a 55, Eli Iserbyt a 54, Corné van Kessel e Lars van der Haar a 53. Fuori dai giochi ormai Tom Pidcock a 47.

Donne: Del Carmen Alvarado perde il duello ma è sempre più al comando
Anche al femminile si è assistito a una prova frizzante, dove l’effetto “fisarmonica” è stato ancor più esaltato dalla presenza di due atlete tecnicamente di molto superiori alle rivali, che difatti sono andate a giocarsi il successo. Stiamo parlando delle olandesi Annemarie Worst e Ceylin del Carmen Alvarado, capaci di tracciare le traiettorie migliori sulle discese in sabbia, andando a guadagnare ogni giro dai 10 ai 20 metri sulle rivali: un vantaggio che ha permesso loro di arrivare al finale molto più fresche rispetto ad atlete come Yara Kastelijn, al momento fisicamente la più forte di tutte, ma tecnicamente meno dotata, oggi finita anche per terra, o come Alice Arzuffi autrice di un’ottima rimonta dopo la solita partenza horror.

In partenza sembrava ritrovata anche Sanne Cant, che ha cercato di impostare il ritmo con Worst e Del Carmen Alvarado; la campionessa del mondo si è progressivamente spenta nei giri successivi, mettendo sempre più il dubbio sulla sua capacità di stare al passo con l’ondata di giovani rivali. Riusciva al stare al passo Inge van der Hejiden, mentre Alice Arzuffi rientrava a metà gara, con la Kastelijn non lontana: il gioco dell’elastico si rompe al quinto giro, quando Alice non ne può più e non riesce a recuperare per l’ennesima volta. Nell’ultimo giro Del Carmen Alvarado e Worst si fronteggiano in un pericoloso duello tra le doppiate (con una pessima gestione da parte della giuria, ancora non abituata alla durata attuale delle gare femminili), dove si agganciano rischiando anche di favorire il ritorno del duo Kastelijn-Arzuffi.

Ma non è così e finisce in volata, con la Worst che ha le energie per sprintare andando a ottenere il sesto successo stagionale, primo in questa edizione della Superprestige; la Kastelijn arriva terza a 9″ e “salva” il Superprestige in una gara che poteva finire molto più indietro mantenendo 4 lunghezze di distanza dalla Del Carmen Alvarado, mentre la Arzuffi si accontenta del quarto posto a 20″. Van der Heijden quinta a 32″, Sanne Cant sesta a 55″, al settimo posto una notevole sorpresa: Shirin van Anrooij, giunta ad 1’17”, è classe 2002, ovvero è ancora juniores. Un’atleta molto particolare, non solo una ciclista: si diletta, con risultati anche importanti a livello mondiale, nel duathlon e nel triathlon. Ottava Mannon Bakker a 1’22”, Dodicesima Eva Lechner a 2’14”: l’altoatesina non è mai riuscita ad entrare nel vivo della gara.

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