Un'immagine dell'ultimo Tour du Rwanda © Tour du Rwanda
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Il direttivo della Federazione Ciclistica del Ruanda si dimette dopo gravi accuse

Tutti i vertici della Federazione Ciclistica del Ruanda, incluso il presidente Aimable Bayingana in carica da quasi 10 anni, si sono dimessi in questo fine settimana in seguito ad una serie di scandali e di gravi accuse, mossa tra gli altri anche dall’ex professionista americano Jock Boyer che proprio in Ruanda ha fondato il Team Africa Rising aiutando molto lo sviluppo del ciclismo nel paese e non solo.

Le accuse verso Bayingana ed i suoi uomini, che hanno comunque negato eventuali illeciti, svariano tra diversi campi: le più gravi sono senza dubbio quelle sulla mancanza di supporto alle giovani cicliste che hanno denunciato casi di abusi sessuali da parte degli allenatori dei rispettivi club locali; ma all’interno della Federazione sarebbero emersi anche casi di corruzione che sono finiti subito sotto la lente d’ingrandimento delle autorità investigative di un paese che sul tema è tra i più virtuosi d’Africa, con indici addirittura leggermente migliori di quelli italiani.

Questa rivoluzione in seno alla Federazione Ciclistica del Ruanda arriva anche a pochi mesi dal lancio ufficiale della candidatura per ospitare i Campionati del Mondo su strada del 2025: a settembre del 2020 il comitato direttivo dell’UCI si riunirà per l’assegnazione (è in ballo anche il Marocco) e bisognerà vedere se questi scandali avranno ripercussioni anche su questo fronte.

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