Mathieu Van der Poel vince un incredibile Azencross davanti a Eli Iserbyt
Mathieu Van der Poel vince un incredibile Azencross davanti a Eli Iserbyt

Tutta la meraviglia del cross!

DVV Trofee, a Loenhout vince Mathieu Van der Poel, ma come? Cade subito, perde quasi un minuto e poi lo recupera, alla fine stacca il leader Eli Iserbyt. Gagliardissimo Wout Van Aert al rientro, senza paura e quinto al traguardo

Vedi Wout Van Aert allineato alla partenza e subito provi una stretta al cuore, ripensi ai suoi ultimi cinque mesi, da quella maledetta ferita nella crono di Pau al Tour de France alla prolungata inattività, e questo ritorno – anche anticipato rispetto a quanto si temeva – ti regala già da solo un sorriso solare come la giornata di Loenhout, sede dell’Azencross, tappa numero 5 del DVV Trofee 2019-2020. Naturalmente sai che Wout non potrà fare molto al cospetto di avversari già più che rodati, gli basterà incominciare a recuperare il ritmo di gara.

Però le traiettorie dei campioni non sono mai scontate, c’è sempre una storia che prende forma nelle pieghe di queste sfide infuocate: e allora Van Aert parte forte, vuol provare il brivido, l’ebbrezza di quando questi cross li dominava, prima dell’irruzione letale del Fenomeno. Il Fenomeno, già: vede il rivale di una vita darci dentro, forse è sorpreso, chi lo sa, forse si perde un attimo nei propri pensieri, fatto sta che sulla rampa artificiale in avvio di circuito si pianta con la ruota anteriore, viene sbalzato in avanti, la bici se ne va per fatti suoi, sopraggiunge la massa degli avversari e Mathieu non riesce, a lungo, a recuperare il suo mezzo. Interminabili secondi in cui è lì, in piedi su quella rampa azzurra (ma diventata grigia per la mota), gli altri lo dribblano in qualche modo, dribblano la sua bici, qualcuno è costretto a mettere piede a terra, poi alla fine Van der Poel riesce a riprendere, ma è passato quasi un minuto dacché i primi sono andati via, e una quarantina di posizioni: tutto si apparecchia per la Grande Rimonta, i popcorn già sfrigolano e saltellano sui nostri fornelli.

Tim Merlier tenta il forcing iniziale, gli rispondono Eli Iserbyt e Corné Van Kessel, poi a fine giro pure Merlier va per le terre, anche lui come una catapulta, sul fango, e allora Eli e Corné allungano convinti. Wout li segue a poca distanza nel secondo gruppo, tanto reattivo che allo sprint del secondo giro passerà per terzo, dietro a Iserbyt e Van Kessel nell’ordine. E il Fenomeno? Al primo passaggio transita a 38″ dai primi, al secondo ha già limato più di un terzo del distacco e passa a 24″. È una furia incontenibile, recupera un gruppetto dopo l’altro, si mette in scia al drappello di Van Aert, lo stacca sulle classiche gobbe di Loenhout, mette un altro plotoncino nel mirino: è quello di Merlier, e di Laurens Sweeck e di un tonico Jim Aernhouts, a cui si accoda a fine giro, passano a 22″ da Iserbyt-Van Kessel.

 

La Grande Rimonta di Mathieu
Al quarto giro Eli si disfa della compagnia di Corné, e Mathieu fa lo stesso coi tre sui quali si è appena riportato. Corsa a tre, ma possiamo dire a due in prospettiva, dato che Van Kessel il meglio l’ha già dato. Al quarto passaggio sono 15 i secondi tra MVDP e il battistrada, da cui Van Kessel ha perso 5″; per Van der Poel è la cosa più naturale del mondo raggiungere e subito staccare il connazionale, mettendosi sulle tracce della lepre in maglia rossonera: chiude quella quinta tornata con appena 3″ di ritardo da Iserbyt, in pratica l’aggancio è cosa fatta. A 12″ passa Corné, a 50″ un gruppone aperto da un Van Aert spinto più dall’orgoglio che dalle gambe: una meraviglia.

Al sesto e terz’ultimo giro si apre la sarabanda di assalti di Mathieu alla diligenza Eli: un forcing sulla prima fangaia, un altro sulla seconda rampa artificiale, e sempre il piccoletto lo marca, seppur con fatica. L’inerzia della sfida è tutta dalla parte del Campione del Mondo, e il destino di tutti si potrebbe compiere sulla seconda fangaia, subito prima delle gobbe: Mathieu è un vortice, un fuoristrada, uno schiacciasassi, fate voi, Eli ci prova, ma mentre l’altro resta in sella, lui è costretto a scendere, a fare un tratto a piedi. Perde terreno, eppure ancora non molla, il fiammingo, gli costa quei 7-8 anni di vita, ma transita ancora in scia all’avversario.

Questione di pochi minuti ancora: il peso piuma può essere un grande incassatore finché si voglia, ma tutti sappiamo che alla lunga nulla potrà contro l’ennesimo montante del peso massimo. Mathieu continua a lavorare Eli al corpo, lo colpisce più e più volte, sulla rampa maledetta, poi sulla fangaia successiva, lo stacca, ma appena il percorso si fa più filante Eli si riavvicina, proprio non ci sta al ruolo di sparring partner e basta. Si rimette quasi in scia quando Mathieu cambia bici al box, ma poi la stessa palude del giro precedente, quella subito prima delle gobbe, è lì ad aspettarlo a un altro faticosissimo passaggio a piedi, mentre l’altro è sempre in sella. Riperde terreno, eppure non si perde d’animo, ancora, e di nuovo a fine tornata piomba su Van der Poel:  non hai ancora vinto, Mostro!

 

Iserbyt molla solo all’ultimo giro. Quinto un grande Van Aert
E allora la contesa va al quindicesimo round, o all’ottavo e ultimo giro dell’Azencross, se preferite. Van der Poel non vuole più correre rischi, indossa la maschera supereroica di WonderPoel e assesta un uno-due da ko all’avversario, un fendente sulla solita rampa, il colpo di grazia sul fango successivo. Ciao Eli, è stato bello battagliare con te, ma davvero speravi di potermi piegare?

Eppure un ultimo intoppo aspetta l’iridato, un errore sull’ultima fangaia, stavolta è lui a perdere il controllo del mezzo, a finire quasi sulle transenne, ma è questione di un attimo, l’altro ormai è troppo lontano, l’esito della contesa non è minimamente in dubbio.

Una vittoria straordinaria, ottenuta nonostante l’handicap di quasi un minuto, eppure mai realmente in discussione, nemmeno nei lunghi momenti in cui Mathieu era appiedato. Tutti sapevamo come sarebbe finita, eppure tutti eravamo davanti ai monitor a rosicchiarci le unghie fino alla seconda falange. Questo 2019 di cross si sta chiudendo con gare magnifiche, che ci riempiono gli occhi a sazietà, davvero non potremmo chiedere di più a questi campioni.

All’arrivo Mathieu Van der Poel chiude con 8″ su Eli Iserbyt, Corné Van Kessel arriva a 52″, lo sprint per il quarto posto a 1’13” se lo aggiudica Tim Merlier su un enorme Wout Van Aert, quinto alla prima uscita a dieci mesi e mezzo dal suo ultimo cross. Che fuoriclasse, ragazzi! La top ten prosegue con Tom Meeusen, Michael Vanthourenhout, Wietse Bosmans, Jim Aernouts, Lars Van der Haar. Addirittura fuori dai 10 Laurens Sweeck (11esimo), ritirato Zdenek Stybar, 21esimo Jakob Dorigoni. Eli Iserbyt blinda la classifica del DVV Trofee, il margine sul secondo passa da 1’45” (il ritardo di Toon Aerts – assente oggi – alla partenza) ai 4’30” che ora vanta sul rimontante Mathieu. Oddio, la blinda, la classifica, al netto di… fenomenate del Fenomeno nelle restanti tre tappe, la prima delle quali in programma mercoledì 1° gennaio al GP Sven Nys di Baal. Sì, ripensandoci, ancora tutto potrebbe succedere, con questa gente qui!

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