Elia Viviani e Simone Consonni nella vittoriosa Six Days of London 2019 © Francesco Rachello-Tornanti.cc
Elia Viviani e Simone Consonni nella vittoriosa Six Days of London 2019 © Francesco Rachello-Tornanti.cc

La follia dei seigiornisti antipasto di Berlino 2020

In questi giorni a Brema, tra due settimane nel velodromo berlinese che poi ospiterà i Campionati del Mondo, vanno in scena le ultime Sei Giorni della stagione 2019-2020

Meno di 50 giorni al via dei Campionati del Mondo su pista di Berlino (26 febbraio-1° marzo), e c’è ancora tempo per assicurarsi i biglietti per assistere alla manifestazione, cliccando su questo link.

La rassegna iridata si avvicina ad ampie falcate, ma nel frattempo molto si muove in pista: la Coppa del Mondo è prossima al suo atto finale per la stagione 2019-2020, dal 24 al 26 gennaio a Milton in Canada avrà luogo la sesta e ultima tappa, e la buona notizia è che ci sono diversi azzurri in predicato di aggiudicarsi la coppa di specialità: in particolare l’Italia è al comando della classifica delle Madison, sia maschile che femminile, precedendo rispettivamente Nuova Zelanda e Australia; ed è tuttora in lizza per vincere anche gli inseguimenti a squadre, dato che i nostri quartetti sono secondi, con 200 punti di distacco da Svizzera (tra gli uomini) e Germania (tra le donne): per la cronaca, una vittoria di tappa assegna 1000 punti.

Oltre agli appuntamenti della challenge UCI, gli appassionati di ciclismo su pista possono divertirsi con le Sei Giorni, la cui stagione è decisamente nel vivo. La prima kermesse del 2019-2020 è stata anche la più dolce per i colori azzurri: a Londra (dal 22 al 27 ottobre) si sono imposti infatti Elia Viviani e Simone Consonni, spezzando finalmente il digiuno storico per gli italiani, mai a segno prima nella rassegna della capitale britannica. Viviani-Consonni si sono aggiudicati la sei giorni con un finale da paura, piegando solo nell’ultima gara la resistenza degli osannati padroni di casa Mark Cavendish-Owain Doull e dei collaudatissimi olandesi Wim Stroetinga-Yoeri Havik. 498 punti alla fine per i due azzurri, 486 per i brit e 470 per gli oranje, con un fantastico batti e ribatti di giri conquistati nella madison conclusiva.

In novembre, dal 12 al 17, si è disputata la superclassica Sei Giorni di Gand, e qui è stata lotta serrata tra due coppie di casa, con Kenny De Ketele e Robbe Ghys che alla lunga hanno avuto la meglio su Jasper De Buyst e Tosh Van der Sande, per una sfida che si è conclusa 301-296 in favore dei primi, con la terza coppia classificata lontanissima, a 212 (si è trattato dei tedeschi Roger Kluge e Theo Reinhardt). Qui Cavendish era in gara con Iljo Keisse, ma i due sono rimasti ai piedi del podio, con 268 punti (più dei tedeschi) ma con un giro di ritardo rispetto alle prime tre coppie.

Superate le feste di Natale-Capodanno, ecco che i velodromi hanno ricominciato subito a pulsare di Sei Giorni: dal 2 al 7 gennaio – è cosa fresca – la battaglia si è spostata a Rotterdam, e qui Yoeri Havik e Wim Stroetinga hanno fatto valere il fattore campo (o parquet?) stradominando la kermesse. Per i due olandesi una vittoria mai in discussione, e una classifica che si è chiusa con 384 punti per loro e un abisso sui secondi: 224 punti e un giro di ritardo per Jan-Willem Van Schip e Moreno De Pauw; terzi hanno chiuso De Ketele-Ghys a 240 punti e due giri di ritardo.

Il circus delle Sei Giorni si è ora trasferito in Germania, dove da oggi a martedì 14 avrà luogo la prova di Brema; gran finale stagionale poi dal 23 al 28 gennaio con la Sei Giorni di Berlino, succulento antipasto di quanto – un mese più tardi – gli amanti della pista potranno vivere, coi Mondiali, nel medesimo velodromo della capitale tedesca: vero e proprio centro di gravità permanente della pista internazionale 2019-2020!

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