Ceylin Del Carmen Alvarado intervistata dopo la sua vittoria a Rucphen © Twitter
Ceylin Del Carmen Alvarado intervistata dopo la sua vittoria a Rucphen © Twitter

La fantastica Ceylin e le altre: carrellata di nuove campionesse nazionali

Ceylin Del Carmen Alvarado è l’esplosione più fragorosa del ciclocross femminile in questa stagione 2019-2020, e le sono bastati pochi mesi per diventare di fatto la punta di diamante di un movimento già di per sé clamoroso come quello olandese: movimento che già era abbastanza dominante da diversi anni (con l’eccezione, nell’ultimo triennio, del Mondiale, riserva di caccia della belga Sanne Cant), e che nella stagione in corso ha consacrato un terzetto di ragazze che rappresentano non solo il futuro, ma già il presente della disciplina. Annemarie Worst, Yara Kastelijn (entrambe già ben in vista l’anno scorso) e, per l’appunto, la 21enne di origini caraibiche.

Parliamo di lei perché, dopo 11 vittorie già messe a referto da ottobre a gennaio, e dall’alto della contemporanea vetta della classifica in Coppa del Mondo, Superprestige e DVV Trofee, oggi ha colto il dodicesimo successo stagionale laureandosi campionessa nazionale olandese. Un ruolino di marcia spaventoso culminato con questa spietata prestazione al termine della quale, non essendo riuscita a liberarsene in precedenza, Ceylin Del Carmen Alvarado ha piegato la tenacissima Annemarie Worst con una volata lunga che le ha permesso di mettere 2″ di cronometro tra lei e l’avversaria.

Terzo posto, a 13″, per Lucinda Brand, seguita a 14″ da Yara Kastelijn; per dire il livello della gara disputata a Rucphen, basti pensare che la divina Marianne Vos (già sei volte campionessa nazionale) si è dovuta accontentare del quinto posto a 33″ dalla vincitrice. Hanno completato la top ten Geerte Hoeke, Maud Kapthejins, Lindy Van Anrooj, Mascha Mulder e Pauliena Rooijakkers.

Detto della fantastica Ceylin (che tra l’altro milita nella stessa Alpecin-Fenix di Sua Maestà Mathieu), un’occhiata ai risultati di altri importanti campionati nazionali in giro per l’Europa. In Gran Bretagna, a Gravesend, la giovanissima Harriet Harnden (18 anni) ha distanziato a sorpresa le più esperte Bethany Crumpton e Anna Kay, in una gara in cui si sentiva il vuoto particolare lasciato dalle superveterane Helen Wyman e Nikki Brammeier (già Harris), ritiratesi lo scorso anno: in due si erano divise appena… gli ultimi 14 titoli nazionali (10-4 per la Wyman).

Aria di cambiamento anche in Francia, dove la 21enne Marion Norbert Riberolle ha sconfitto la campionessa uscente Caroline Mani nella prova di Flamanville: 10″ tra la nuova tricolore e la vecchia, e terzo gradino del podio occupato da Perrine Clauzel, arrivata a 37″. Titolo svizzero per la 23enne Zina Barhoumi, che a Baden ha battuto Chrystelle Baumann e Tanja Blickenstorfer.

Altrove vince invece l’esperienza: in Repubblica Ceca si è imposta – al settimo titolo in carriera – Pavla Havlikova, che dall’alto dei suoi 36 anni ha preceduto nettamente Tereza Svihalkova e Nikola Bajgerova nella gara disputata a Jicin (e mancava l’ancor più esperta – e protagonista in CDM quest’anno – Katarina Nash). 35 le primavere della confermata campionessa tedesca, Elisabeth Brandau (quarto titolo), mentre in Spagna Lucía González Blanco torna a imporsi a 7 anni di distanza dal suo precedente successo nazionale.

Ieri infine un’altra veterana, Christine Majerus, aveva anticipato di un giorno l’impresa completata oggi in Belgio da Sanne Cant, ovvero aveva conquistato l’undicesimo titolo di fila (quello lussemburghese, nel suo caso): va detto però che per lei la concorrenza in questi anni è stata piuttosto risicata.

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