Eli Iserbyt batte Toon Aerts a Nommay © UCI
Eli Iserbyt batte Toon Aerts a Nommay © UCI

Iserbyt, questa è proprio bella!

Lotta senza quartiere in Coppa del Mondo a Nommay: Eli vince dopo un infinito batti e ribatti con Toon Aerts, che resta leader in classifica

Mancava Mathieu van der Poel, mancava Wout Van Aert, mancava anche Tim Merlier che su un percorso filante e asciutto come quello di Nommay, sede francese dell’ottava tappa di Coppa del Mondo, avrebbe potuto dire la sua; ne è venuta ugualmente una gara appassionante, grazie alla sfida a due tra Toon Aerts e Eli Iserbyt, conclusasi con uno scoppiettante successo del piccoletto della Pauwels Sauzen-Bingoal, dopo una serie di avvicendamenti al comando.

Non sono mancati i colpi di scena: in avvio è stato Thijs Aerts a piazzare un interessante allungo, ma già al secondo giro la scena è stata presa da Eli Iserbyt e Toon Aerts, soprattutto grazie a un paio di forzature di quest’ultimo. La coppia si è isolata al comando e ha così proceduto fino al settimo giro, mentre il margine su un folto drappello di inseguitori è cresciuto progressivamente.

Al sesto giro Aerts ha attaccato a fondo, distanziando il connazionale, mentre dietro era Tom Pidcock a spazzare il gruppetto, chiamando la risposta e il successivo contropiede del fresco campione belga Laurens Sweeck. Davanti Aerts pareva aver chiuso la contesa, ha impiegato il settimo giro ad allungare, transitando con 11″ sull’avversario, ma il merito di Iserbyt è stato di non considerare chiusa troppo presto la partita. Sicché nell’ottava delle dieci tornate ha dimezzato il proprio gap, e all’inizio del giro successivo è ripiombato sul leader di CDM.

Aerts ha cambiato bici e nell’occasione Iserbyt ha piazzato un proprio allungo, molto convinto e basato su successivi rilanci; ma Toon si è rifatto sotto e a fine tornata si è nuovamente accodato. Ci attendeva un giro finale all’altezza di un blockbuster fracassone: sentendosi battuto in volata, Aerts ha attaccato subito forte, ha messo metri tra sé ed Eli, il quale però ha di nuovo dato fondo alla propria quota tigna per rimettersi in scia. Il 23enne di Kortrijk ne aveva ancora e l’ha segnalato con un timido contropiede a cui Toon ha reagito a dovere. Talmente a dovere da tentare la soluzione definitiva sugli ostacoli, punto del circuito a lui favorevole.

Sembrava fatta per Aerts, che subito dopo ha rinforzato ulteriormente dando l’impressione di involarsi per la vittoria. Ma sull’ultima rampa gibbosa si è impiantato sulle gobbe a centro sentiero, mentre l’altro trovava una traiettoria molto più favorevole sull’erba ai bordi, sicché poteva riconsiderare l’ipotesi di chiudere per l’ennesima volta il gap. Detto fatto, Eli si è riportato su Aerts, e non contento di potersi giocare il successo in volata ha fatto un allunghetto finale che gli ha permesso di entrare sul rettilineo con 5 metri di margine. Niente da fare per Toon, che ha dovuto fare la bocca al secondo posto, risultato comunque importante in chiave classifica generale, mentre Iserbyt andava a raccogliere il giusto tributo del pubblico di Nommay.

8″ di cronometro tra primo e secondo alla fine, terzo posto per Sweeck a 1’15”, quarto per Lars van der Haar a 1’28”, quinto per Pidcock a 1’46”; e poi ancora Corné van Kessel a 1’55”, Quinten Hermans a 1’58”, Gianni Vermeersch a 2’02”, Jens Adams a 2’04”, Tom Meeusen a 2’07”. 39esimo posto per l’unico italiano in gara, Nicolas Samparisi.

La classifica avrebbe preso una forma praticamente definitiva se Toon Aerts avesse vinto, anche perché Michael Vanthourenhout, secondo alla partenza, ha chiuso appena 11esimo, rallentato da un problema meccanico al settimo giro. E invece Eli Iserbyt riapre una porticina, riaccorciando le distanze rispetto al leader: 507 punti per Aerts, 466 per Iserbyt, che restano tantissimi, ma se non altro Eli una piccola chance per Hoogerheide, finale di Coppa tra sette giorni, se la tiene. Vanthourenhout è ora terzo a 432, seguito da Sweeck a 429, Van der Haar a 417 e Hermans a 406: la lotta per il gradino più basso del podio sarà comunque intrigante.

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