Dries De Bondt conquista la terza tappa all'Étoile de Bessèges © LNC - Garnier
Dries De Bondt conquista la terza tappa all'Étoile de Bessèges © LNC - Garnier

Étoile de Bessèges, la fuga giunge in porto con la vittoria di De Bondt

La terza frazione dell’Étoile de Bessèges si è disputata attorno alla località che dà il nome alla corsa, con una tappa lunga 158.2 km; nella giornata dedicata alla memoria di Raymond Poulidor la fuga è nata sin dopo il via e ha visto la presenza dei belgi Dries De Bondt (Alpecin-Fenix) e Robbe Ghys (Sport Vlaanderen-Baloise), del tedesco Georg Zimmermann (CCC Team) e dello spagnolo Marti Márquez (Equipo Kern Pharma), quest’ultimo alla terza fuga centrata in quattro giorni vissuti tra gli élite.

Il gruppo ha lasciato un margine superiore ai 9′ attorno al km 60 prima di iniziare a ricucire: EF Pro Cycling, Groupama-FDJ e Trek-Segafredo si sono incaricate di lavorare, ma hanno trovato pane per il loro denti. A 50 km dal termine il quartetto di testa possedeva ancora 5′ e ai meno 25 km il gap era sì sceso ma non in maniera robusta, tanto che i quattro potevano contare su 3’45”. L’arrivo in testa del NTT Pro Cycling porta ad un netto aumento del passo tanto che al cartello dei meno 20 km il distacco è crollato a 2’50”.

Sull’ultima côte di giornata, ai meno 15 km, lo scatto di Zimmermann provoca la risposta del solo De Bondt, con gli altri due che vanno avanti del loro passo; nel gruppo le maglie dei sudafricani si fanno da parte e il ritmo cala, tanto che il russo Roman Maikin (Cambodia Cycling Academy) tenta persino di avvantaggiarsi, senza esito. La discesa vede poi il movimento di Mauro Finetto (Nippo Delko Provence), di Simon Clarke (EF Pro Cycling) e di Benjamin Thomas (Groupama-FDJ), ma sono mosse tutte disorganizzate, tanto che davanti il margine ai meno 10 km è di circa 1’30”.

Ghys e Márquez riescono ai meno 8.5 km a completare il ricongiungimento con i due al comando ma la collaborazione scarseggia; nonostante tutto, complice un gruppo in cui solo la EF Pro Cycling crede nel rientro, i quattro passano sotto il traguardo a 6300 metri dalla fine con ben 1’10” da amministrare.

Nel dentello ai meno 3 km De Bondt aumenta il passo, che provoca la perdita definitiva di contatto di Márquez; dietro torna a lavorare la NTT ma il trio di testa entra comunque con 15″ nell’ultimo km. Trio che inizia a controllarsi, ma che comunque riesce a resistere e a giocarsi la vittoria. La volata è senza storia: troppo forte Dries De Bondt, che regala la prima affermazione stagionale su strada alla Alpecin-Fenix.

Alle spalle del belga è il tedesco Georg Zimmermann (CCC Team) a prendere la piazza d’onore. Niente da fare per Robbe Ghys, ripreso dal gruppo e infine nono; terza piazza a 2″ per Magnus Cort Nielsen (EF Pro Cycling), che regola Roy Jans (Alpecin-Fenix), Clément Venturini (AG2R La Mondiale), Emiel Vermeulen (Natura4Ever-Roubaix Lille Métropole), Tom Devriendt (Circus-Wanty Gobert) e Lionel Taminiaux (Wallonie Bruxelles). Ottima decima posizione per il giovane Nicolò Parisini (Beltrami TSA Marchiol), con il compagno di squadra Filippo Baroncini quattordicesimo.

In classifica Alexys Brunel (Groupama-FDJ) continua ad indossare la maglia rossa. Domani la corsa prosegue con la Pont du Gard-Le Mont Bouquet di 139.7 km, in un’inedita salita finale di 4.6 km al 9.1% che cambierà sicuramente la situazione.

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile