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Saudi Tour, volata vincente e maglia per Nacer Bouhanni. Secondo Bonifazio

07.02.2020 13:57

La quarta tappa del Saudi Tour, la Wadi Namar Park-Al Mazuhimiya King Saugìd University di 137 km, ha visto una fuga a sette animare la giornata: a comporla gli spagnoli Ángel Fuentes (Burgos-BH) e Joel Nicolau (Caja Rural-Seguros RGA) e il keniano Samuel Kangangi (Bike Aid), sui quali si sono riportati al km 40 il neerlandese Mathijs Paasschens (Wallonie Bruxelles), il russo Igor Boev (Gazprom-RusVelo), il britannico Jacob Tipper (Ribble Weldite) e il canadese Nicholas Zukowsky (Rally Cycling).

Il loro margine massimo ha sfiorato i 6' attorno al km 60, ma da lì a poco la UAE Team Emirates decide di rendere corsa dura, spezzando in più tronconi il plotone; fra chi rimane dietro vi è anche il leader Phil Bauhaus (Bahrain McLaren) il quale, a fatica, riesce a rientrare con l'aiuto dei compagni di squadra. Il tedesco è però sfortunato in quanto fora la ruota posteriore a 27 km dall'arrivo, poco prima dell'inizio dell'ultima salita di giornata, quella di Qiddiya (3.5 km al 6.6%).

La UAE sfodera un Valerio Conti extralusso che seleziona il gruppo: alla sua ruota rimangono solamente il capitano Alberto Rui Costa, il francese Fabien Doubey (Circus-Wanty Gobert), il colombiano Jhoján García (Caja Rural-Seguros RGA), con Sergei Chernetski (Gazprom-RusVelo) e Stephen Bassett (Rally Cycling) ultimi ad arrendersi al passo del laziale. Questo quartetto va a riassorbire a 21.7 km dalla fine i battistrada, dai quali si sono staccati i soli Fuentes e Tipper.

Tutta la Bahrain, Mark Cavendish compreso, si sacrifica per la causa di Bauhaus ma il tedesco scollina ai meno 20 km con 1'20" di ritardo dalla testa della corsa. Tuttavia, con Bole, Haussler e Tratnik al suo fianco, il drappello della maglia verde inizia a guadagnare, tanto che ai meno 10 km, dopo essere rientrati su un gruppetto a bagnomaria tirato da Astana, Burgos e NTT, il ritardo è inferiore ai 30".

Conscio dell'occasione più unica che rara, Alberto Rui Costa scatta in pianura ai meno 8 km in compagnia del solo Fabien Doubey; la coppia, interessata a smuovere la graduatoria, entra negli ultimi 5 km con una quindicina di secondi sul gruppo dove, oltre ai gregari Arkéa-Samsic, Bahrain e NTT, lavora in prima persona lo stesso Bauhaus. Il bel testa a testa prosegue sino ai meno 2.5 km, quando il duo viene raggiunto.

Una caotica volata, con tanto di scivolata in una pozzanghera (!) in una rotonda ai meno 700 metri, vede Nacer Bouhanni partire lungo ma riuscire a vincere; per il ventinovenne francese del Team Arkéa-Samsic è la prima affermazione con la maglia della compagine bretone. Buona seconda posizione per Niccolò Bonifazio (Total Direct Energie), che dimostra ancora di avere uno stato di forma più che interessante.

Completano la top ten Yevgeniy Gidich (Astana Pro Team), Damiano Cima (Gazprom-RusVelo), Ivo Oliveira (UAE Team Emirates), Adrien Garel (B&B Hotels-Vital Concept), Orluis Aular (Caja Rural-Seguros RGA), Stephen Bassett (Rally Cycling), Vladislav Kulikov (Gazprom-RusVelo) e Phil Bauhaus (Bahrain-McLaren).

Grazie all'abbuono, i due litiganti Bauhaus e Costa vengono superati in classifica generale proprio da Nacer Bouhanni, che ora guida con 2" sul tedesco e 5" sul portoghese. Domani cala il sipario sulla prima edizione della prova araba con la Princess Nourah University-Al Masnak di 144 km, di fatto completamente pianeggiante.

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