La gioia di Fabio Jakobsen a Lagos © Volta ao Algarve
La gioia di Fabio Jakobsen a Lagos © Volta ao Algarve

Volta ao Algarve, come nel 2019 vince Jakobsen. Battuti Viviani e Trentin

L’edizione 2020 della Volta ao Algarve, la Portimão-Lagos di 195.6 km, è stata caratterizzata da una lunga fuga a tre nata nei primissimi km: protagonisti gli spagnoli Diego López (Fundación-Orbea) e Álvaro Trueba (Atum General-Tavira-Maria Nova Hotel) oltre al portoghese Pedro Paulinho (Efapel). Da segnalare la non partenza, causa malanni di stagione, per il belga Kenneth Vanbilsen (Cofidis) e per il neerlandese Dylan van Baarle (Team Ineos).

Il gruppo non si è dannato l’anima, pur tenendo sempre a portata i coraggiosi della prima ora, i quali non possiedono mai più di 3’15”. Senza il minimo impegno, il plotone è andato ad annullare l’attacco iniziale a 33 km dal traguardo, con López che può consolarsi con la leadership nella graduatoria dei gpm.

Con Bora Hansgrohe, Cofidis e soprattutto Deceuninck-Quick Step tutto scorre tranquillo, con l’attesa generale rivolta alla preparazione della preannunciata volata. Ma, come spesso capita nel mese di febbraio, c’è qualcuno che non ha la minima intenzione di correre nell’ombra; quel qualcuno è Tim Wellens, che a 21 km dal termine, in un breve dentello, decide di piazzare l’attacco secco tra la sorpresa di tutti.

Assieme al belga della Lotto Soudal restano solamente il padrone di casa João Almeida (Deceuninck-Quick Step) e il francese Olivier Le Gac (Groupama-FDJ); dopo poco si aggiunge alla lista anche Michal Kwiatkowski (Team Ineos), in seguito imitati da Alberto Rui Costa (UAE Team Emirates), Rohan Dennis (Team Ineos), Simon Geschke (CCC Team) e Guillaume Boivin (Israel Start-Up Nation).

La prima parte del gruppo reagisce e rientra, ma da qui inizia una fase decisamente caotica: particolarmente attiva è il CCC Team, al pari di un Vincenzo Nibali che, al debutto con la divisa della Trek-Segafredo, non si risparmia a centro plotone. Medesimo discorso che vale per Remco Evenepoel, ma oggi il belga è in versione stopper. Tornati sulle strade più ampie, il gruppo si rimpolpa quasi totalmente ed inizia la sfida tra i treni; da segnalare anche il lavoro, nella Alpecin-Fenix, di Mathieu van der Poel che si sacrifica tirando col vento in faccia per il capitano di giornata Sacha Modolo.

Ad approcciare il km conclusivo in testa è il Team Sunweb seguito da un Michal Kwiatkowski che si spende per tirare la volata a Ben Swift, ma il campione britannico parte da lontanissimo e non è un fattore. Il primo velocista a partire è Elia Viviani, ma il campione europeo deve subire la rimonta di Fabio Jakobsen. Esattamente come accaduto nel 2019, sul traguardo di Lagos è lo sprinter della Deceuninck-Quick Step a prendersi il successo in maniera netta, centrando così la seconda gioia dell’anno.

Alle spalle del campione neerlandese si piazzano due italiani, ossia il già citato Elia Viviani (Cofidis), che ancora non riesce a esultare con i nuovi colori, e Matteo Trentin (CCC Team). Seguono Alexander Kristoff (UAE Team Emirates), Jon Aberasturi (Caja Rural-Seguros RGA), Cees Bol (Team Sunweb), Roger Kluge (Lotto Soudal), Davide Cimolai (Israel Start-Up Nation), Daniel Hoelgaard (Uno-X Norwegian Develpoment Team) ed Edward Theuns (Trek-Segafredo).

Domani la carovana vivrà una frazione ben più esigente: dopo il via da Sagres l’ondulato tracciato porta sino al tradizionale Alto da Fóia, insidiosa ascesa di 7.4 km al 5.9% che spesso riduce ad una dozzina gli elementi che possono battagliare per conquistare la camisola amarela.

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