Leonardo Canciani al Tour Colombia 2.1 con i ragazzi dell'Androni-Sidermec © Tour Colombia
Leonardo Canciani al Tour Colombia 2.1 con i ragazzi dell'Androni-Sidermec © Tour Colombia

Il ds Canciani presenta l’Androni per il Tour du Rwanda: «Tutti e 5 possono far bene»

I primi due mesi circa di gare hanno portato all’Androni-Sidermec un bottino di sette vittorie e tanti altri piazzamenti molto interessanti: ma, si sa, l’appetito vien mangiando e gli uomini di Gianni Savio vogliono proseguire questo ottimo momento di forma. La formazione campione d’Italia si appresta a fare il proprio debutto al Tour du Rwanda e per l’occasione è stato selezionato un quintetto sicuramente competitivo composto dai colombiani Daniel Muñoz e Jhonatan Restrepo e dagli italiani Davide Gabburo, Francesco Gavazzi e Simone Ravanelli: nelle otto tappe in programma ci sarà sicuramente modo di vedere protagoniste le maglie rosse e bianche, ma è il direttore sportivo Leonardo Canciani a raccontarci quello che possiamo aspettarci dai suoi ragazzi.

«Con gli atleti che abbiamo – spiega il tecnico che è reduce dalla trasferta al Tour Colombia – e vedendo i buoni piazzamenti ottenuti sia in Colombia che dal Trofeo Laigueglia, c’è sicuramente da aspettarsi un discreto risultato. Non so se riusciremo a vincere, ma qualche bel piazzamento lo faremo: poi ovviamente bisogna vedere le altre squadre, la Total, la Delko e anche le possibili sorprese delle squadre africane che ci daranno filo da torcere. Poi uno può aspettarsi tante cose e svegliarsi con nulla in mano, oppure come al Colombia siamo partiti pensando che sarebbe stato difficile fare una top10 e invece abbiamo chiuso nei 5 e con tanti bei risultati nelle tappe: qui paradossalmente sarà anche più difficile, perché il livello è un po’ più basso ma quando scende tu devi fare la corsa, non puoi lasciar fare agli altri».

Per Canciani si tratta della prima volta in Africa nel ruolo di direttore sportivo ed il fatto di correre in squadra composte da soli cinque elementi sarà un fattore da tenere in seria considerazione quando si definiranno tattiche e strategie: «La prima tappa sarà importante per vedere un po’ come si svilupperà la gara, tenere chiusa la corsa sarà molto difficile. Comunque in squadra non c’è un anello debole, tutti stanno andando bene, due o tre potrebbero fare classifica ma una vittoria di tappa è alla portata di tutti e cinque: sicuramente l’altura sarà un vantaggio per Muñoz e Restrepo, ma in questo gli italiani saranno alla pari con gli altri europei. L’anno scorso quando si è delineata la classifica, sono andate molte fughe: è lì che voglio che i miei ci siano ed allora, come dicevo, ci sarebbe campo aperto per tutti visto che possiamo giocarci uomini veloci allo sprint e altri che possono invece fare corsa dura».

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