Ancora un successo per Jhonatan Restrepo © Tour du Rwanda
Ancora un successo per Jhonatan Restrepo © Tour du Rwanda

Uno, dos, ResTrepo

Tour du Rwanda: terza vittoria di tappa del colombiano dell’Androni, il leader Tesfatsion perde terreno ma salva la maglia gialla. Domani crono sul Mur de Kigali

La sesta tappa del Tour du Rwanda 2020 ci ha detto che la lotta per la classifica generale è ancora più aperta di quanto si poteva pensare questa mattina: la pioggia ed una temperatura decisamente più mite rispetto ai giorni scorsi hanno reso anche più impegnativi i 127 chilometri tra Musanze e Muhanga, che già si presentavano ricchi di salite, discese, curve e controcurve. In questa tappa il leader Natnael Tesfatsion e la forte nazionale dell’Eritrea si sono difesi ma sono anche apparsi un po’ meno solidi di quanto mostrato in precedenza concedendo a diversi corridori di recuperare tempo e posizioni in classifica: nelle due tappe conclusive si percorreranno complessivamente 94 chilometri, ma i percorsi sono impegnativi e con sette corridori racchiusi in meno di tre minuti la lotta per il podio è ancora apertissima.

Nel frattempo però è arrivata un’altra vittoria di tappa per lo scatenato Jhonatan Restrepo, al terzo centro in questo Tour du Rwanda: il corridore dell’Androni-Sidermec aveva bisogno solo di una vittoria per sbloccarsi e qui nella corsa africana ha dimostrato di saper vincere con una sparata da finisseur nel finale (terza tappa), con una volata di gruppo compatto (quinta tappa) e anche andando i fuga per parecchi chilometri e regolando i compagni d’avventura (oggi). L’inizio di stagione di Restrepo è stato grandioso, ma adesso lo attendiamo al debutto in Europa per vedere se riuscirà a confermarsi vincente o comunque nelle prime posizioni anche in corse di più alto livello e prestigio.

Quintero attacca 80 km dall’arrivo
Da Musanze oggi si partiva con una trentina di chilometri tutti in costante e leggera ascesa, ma subito dopo il via ufficiale ad attendere i corridori c’era anche un tratto di 2300 metri in pavé, che non sarà stato il Carrefour de l’Arbre ma che era comunque abbastanza sconnesso da creare vibrazioni e difficoltà di guida del mezzo. Fin dai dalle primissime pedalate abbiamo avuto numerosi attacchi: la prima fuga degna di nota è stata quella di Didier Munyneza (Benediction), Jonaas Henttala (Novo Nordisk) e Paul Ourselin (Total) che sono usciti dal gruppo al chilometro 10, e sono stati ripresi 25 chilometri più avanti dopo aver raggiunto un vantaggio massimo di poco inferiore ai 40″.

A quel punto è stato il serbo Dusan Rajovic ad attaccare da solo in discesa ed a prendere un vantaggio di 55″, ma quando siamo giunti alla salita di prima categoria di Kukinyanda è iniziata la battaglia tra gli uomini più in forma di questo Giro del Ruanda: al chilometro 48, a 3 km dal gpm, è arrivato lo scatto del colombiano Carlos Julián Quintero che ha distrutto il plotone in tanti piccoli gruppetti. In cima a questa salita i corridori hanno incontrato una pioggia battente che ha reso molto più insidiosa la successiva discesa, 21 chilometri con un dislivello superiore ai 600 metri: le differenze che c’erano in cima alla salita si sono quindi dilatate ed al comando si è formato un gruppetto con Patrick Schelling (Israel), José Manuel Diaz (Nippo), Samuel Mugisha (Rwanda), Daniel Muñoz, Simone Ravanelli e Jhonatan Restrepo (Androni), Carlos Julián Quintero (Terengganu) ed il leader Natnael Tesfatsion (Eritrea).

Se ne vanno in tre, Tesfatsion sulla difensiva
Al termine della discesa i primi tre gruppetti si sono ricompattati andando a creare uno più ampio di una ventina di unità, ma la strada ha subito iniziato a salire nuovamente verso il traguardo volante di Ngororero: al chilometro 71 è scattato in contropiede ancora una volta il colombiano Quintero che si è portato dietro lo svizzero Schelling ed il corridore locale Samuel Mugisha. Da questo terzetto era rimasta fuori l’Androni, ma con un gran bel numero solitario Jhonatan Restrepo è riuscito a riportarsi sotto al chilometro 78: del quartetto di testa il più vicino al leader Tesfatsion era Quintero che partiva con 4’53” di ritardo, e l’Eritrea ha potuto così rifiatare un attimo facendo salire il gap oltre i 35″.

A quel punto, però, restava ancora da affrontare la salita più lunga ed impegnativa di giornata: in 20 chilometri si passava dai 1464 metri di Cyoma ai 2042 di Ryakarimira, ma prima del gpm c’erano anche un paio di tratti di discesa che aumentavano quindi il dislivello complessivo da affrontare. Al chilometro 94 all’ennesimo attacco di Quintero è stato il ruandese Samuel Mugisha a dover alzare bandiera bianca, mentre in testa alla corsa sono così rimasti i tre corridori che sono poi scollinati assieme e sono andati a giocarsi la vittoria di tappa. Da dietro invece ci sono stati attacchi e s’è formato un drappello con Diaz, Ravanelli, Hailemichael e Andemeskel, ma dal gruppo maglia gialla ha poi allungato anche il ruandese Moise Mugisha, secondo in classifica generale, con il leader Natnael Tesfatsion ormai in pieno atteggiamento difensivo per limitare i danni il più possibile.

Vince ancora Restrepo, ma la classifica ora è più incerta
I tre uomini al comando della tappa hanno pedalato nel finale con un buon accordo, anche perché tutti avevano interessi o per la tappa, o per la classifica generale: il primo obiettivo era guadagnare tempo e quindi anche nell’ultimo chilometro in leggera salita non ci sono stati attacchi. I battistrada se la sono quindi giocata in volata e l’esito è stato senza storia: Jhonatan Restrepo era troppo più veloce degli altri perché il successo fosse minimamente in discussione, Schelling e Quintero si sono quindi dovuti accontentare della seconda e terza posizione.

A 1’27” di ritardo sono arrivati nell’ordine José Manuel Diaz, Awet Andemeskel, Simone Ravanelli e Mulu Hailemichael, Moise Mugisha è arrivato ottavo a 1’43”, mentre il sudafricano Kent Main si è piazzato nono a 1’45”. Per Natnael Tesfatsion, che aveva accanto il compagno di squadra Henok Mulubrhan ed il connazionale Biniam Girmay, il ritardo finale è stato di 2’46”.

Come detto in avvio, quindi, la classifica generale si è notevolmente accorciata oggi. Natnael Tesfatsion resta in maglia gialla, ma il suo vantaggio sul 23enne ruandese Moise Mugisha (Skol Adrien Cycling Academy) si è ridotto a 1’08”: il beniamino di casa ci crede, sa di avere una grande opportunità e nelle interviste al termine della tappa di oggi non è nascosto dicendo chiaramente di volere quella maglia gialla. Attenzione però, perché dal terzo al settimo posto i distacchi non sono enormi: Quintero è a 2’07”, Schelling a 2’10”, Main a 2’21”, Ravanelli a 2’32” e Restrepo a 2’48”, e chissà che non sia proprio l’Androni ad approfittare di questa superiorità numerica, magari non domani con la cronometro di 4.5 km sul Muro di Kigali, ma domenica con una tappa breve ma piena di salite e strappi.

Visita lo store di Cicloweb!

Archivio

La vignetta di Pellegrini

L’angolo della polemica

Versione stampabile