Il gruppo al Giro d'Italia © LaPresse - Fabio Ferrari
Il gruppo al Giro d'Italia © LaPresse - Fabio Ferrari

Quando si tornerà a gareggiare? Tre scenari, ma non prima di luglio

Il ciclismo, come tutti sappiamo, è fermo causa pandemia di coronavirus e la pausa che, in seguito alla decisione dell’UCI, dura da due settimane, si protrarrà ancora a lungo. Ma quanto durerà questo forzato stop? Una prima risposta giunge da Renato Di Rocco, non tanto stavolta nel ruolo di presidente della Federciclismo quanto in quello di vicepresidente dell’Unione Ciclistica Internazionale, di cui è responsabile della commissione strada.

In un’intervista rilasciata a RaiSport, il dirigente delinea tre ipotesi: «Lavoriamo seguendo le indicazioni delle autorità sanitarie – ha spiegato – ma abbiamo individuato tre possibili scenari: riprendere dal 1° luglio, dal 15 luglio oppure dal 1° agosto. Siamo pronti ad anticipare o a rinviare la ripartenza rispetto ai tre scenari indicati ma lo faremo sempre dando almeno un mese agli atleti per allenarsi e prepararsi al meglio».

Con quale corsa ripartire, però, è un ulteriore tema di discussione: Gli organizzatori del Tour de France – spiega Di Rocco – si sono presi fino al 15 maggio, ma la soluzione migliore sarebbe avere un grande giro al mese, con Tour e Vuelta nelle loro date originarie». Il Giro d’Italia, invece, «è l’evento con più seguito tra quelli rinviati e il ciclismo deve ripartire proprio dagli appuntamenti più importanti sul piano mediatico ed economico» rivela il presidente FCI, che non esclude l’ipotesi di disputare la Corsa Rosa a ottobre. Per quanto riguarda il resto del calendario, assieme ai grandi giri la priorità verrà assegnata alle classiche monumento, che avranno precedenza sulle altre corse da riposizionare.

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