Partenza di una gara allievi © Gussagonews
Partenza di una gara allievi © Gussagonews

Il ciclismo che sarà: la riorganizzazione delle categorie

Lo stop forzato per il coronavirus imporrà degli interventi sostanziali a livello giovanile: ecco alcune proposte

Sono passati più di 40 giorni dall’ultima corsa professionistica, ma il blocco si estende a quasi due mesi se pensiamo alla categoria dilettantistica; dagli juniores in giù, invece, la stagione non è nemmeno cominciata. E ci vorrà ancora molto per poter tornare a correre: anche in questo caso sono le categorie dei più giovani quelle più sensibili, dato che la ripresa, se e quando ci sarà, partirà dai professionisti: insomma l’ipotesi che per le categorie giovanili la stagione salti del tutto non è da escludere. E anche se dovesse andar meglio, non si potrà che parlare di una stagione compromessa, nella quale il percorso di crescita delle ragazze e dei ragazzi è andato a farsi benedire. Pensiamo solo ai salti di categoria: difficile, se non impossibile per i responsabili di una qualunque squadra scegliere con criterio le matricole da portare in rosa per la nuova stagione.

Sarà dunque non solo necessario, ma inevitabile pensare a una soluzione efficace per il 2021: qualcuno si è già espresso in tal senso. Davide Cassani ha proposto di creare una categoria cuscinetto, da nominare G7, per tutti i giovanissimi che quest’anno avrebbero dovuto correre nella categoria G6: in questo modo tutte le altre categorie, dagli esordienti agli Under 23, scalerebbero di un anno in avanti, recuperando l’anno perduto.


Non solo la proposta Cassani: ecco i possibili scenari
È stato uno dei nostri lettori, che ringraziamo pubblicamente, a darci un contributo stimolante sul tema: Ruggero Rovelli, classe 1965, è stata un valido corridore fino alla categoria dilettanti, ed è rimasto a contatto con l’ambiente. Le sue osservazioni partono proprio dalla proposta di Cassani, che nella sostanza giova a tutti, ma ha una falla: l’inserimento di una categoria inedita, il G7 per l’appunto, che andrebbe pensata in poco tempo e in forma inusuale, caricando d’impegno gli organizzatori delle kermesse giovanili che dovranno pensare ad una categoria in più e su distanze più lunghe di quelle a cui sono abituati.

Di seguito, Ruggero propone due possibili alternative

La prima proposta consiste parte da un assunto: a risentire del “salto” di stagione sono principalmente le categorie nelle quali si comincia a fare sul serio, dagli allievi in su. E fa leva su una regola già esistente, che permette la presenza nella categoria Juniores anche di atleti di 19 anni, fino al momento in cui gli stessi ottengano 10 punti di valorizzazione: da allora tali ragazzi devono partecipare solo alle gare delle categoria under 23. L’idea è di estendere questo meccanismo anche alla categoria allievi, la prima “sensibile” per la quale il passaggio alla categoria successiva in una squadra strutturata non è cosa scontata.

Il vantaggio principale sta nel fatto che tale modifica sarebbe quasi del tutto trasparente rispetto ai regolamenti UCI che verranno (altro tema di dibattito imminente); lo svantaggio, ma più complessità se vogliamo, sta nel costruire un regolamento tale da rendere le categorie fluide il giusto: nella prossima annata una scelta simile si tradurrebbe in una “traslazione” delle categorie di un anno, con la categoria allievi composta eccezionalmente da tre annate. Si pone un bivio: permettere ai ragazzi più meritevoli di “passare” nel corso della stagione o anche non usufruire del vantaggio (es. un diciassettenne può scegliere se cogliere tra allievi e juniores), con tutto ciò che ne consegue in termine di gestione delle squadre, oppure “bloccare” categorie per sette anni fino a tornare allo status quo iniziale. In ogni caso, la modifica regolamentare è proposta come permanente se vincolata ai punteggi di valorizzazione, in maniera tale da consentire anche agli allievi di usufruire in futuro dei stessi benefici degli juniores.

La seconda proposta è più semplice e rivoluzionaria al tempo stesso: inserire una categoria promozionale G Zero per i bambini di 6 anni. Simile nella forma alla proposta di Cassani, diversa nella sostanza: le categorie che conosciamo restano le stesse, con gli stessi regolamenti, ma slittano tutte di un anno in avanti. Da parte di Rovelli, la proposta è intesa come permanente, per venire incontro all’aumento della longevità degli sportivi, ma è molto difficile che una richiesta del genere venga recepita a livello internazionale (per dire, Remco Evenepoel non avrebbe potuto correre tra i professionisti nella passata stagione). Difatti il principale precedente del genere in Italia (Federazione degli Sport Invernali 2012-2013) è avvenuto per conseguenza di un cambiamento a livello internazionale.

Come la Federazione sta affrontando la situazione
In questo momento, la gestione delle categorie per il 2021 non è in cima alla lista delle priorità della Federciclismo, dato che siamo ancora in regime di blocco totale (a differenza di quanto avviene in altri paesi come il Belgio). Poco male, dato che per il 4 maggio è previsto il ritorno allo sport all’aperto in solitaria e non si tornerà a gareggiare prima di luglio; l’obiettivo è di riavviare l’attività anche in luoghi circoscritti, in primis i velodromi. Ci attende un futuro fatto di riunioni e discussioni infinite, la speranza è che l’ambiente, non solo quello italiano, non insegua la chimera di costruire un futuro identico al suo recente passato e anzi, guardi a questo fosco presente come un’opportunità per correggere alcune falle di sistema.

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