Stefano Garzelli © Facebook
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Garzelli ci mette la faccia: “Manuela, tutto in regola”

L’italiano ha gestito la trattativa tra la Fundación e la Mitchelton-Scott, e conferma: “Il contratto di cessione della società è firmato, è valido e noi andiamo avanti”. Ma il patron australiano Ryan continua a opporsi

A movimentare il sonnacchioso giugno ciclistico 2020, nell’attesa che tornino le gare (se torneranno come previsto…), c’è stato e c’è un grosso movimento di mercato, diventato nel giro di poche ore un «affaire«. La Mitchelton-Scott cambia nome e diventa “Fundación Manuela“, e cambia forse nazionalità, cambia proprietà, cambia tutto. Anche la maglia, presentata nei giorni scorsi e destinata a esordire il 28 luglio alla Vuelta a Burgos.

Dietro al clamoroso passaggio di mano del team australiano (e in futuro spagnolo), Francisco Huertas, imprenditore andaluso che ha dato vita alla citata Fundación Manuela, una onlus che ambisce ad aiutare i bisognosi, intitolata alla figlia dell’uomo d’affari, morta per problemi di salute ad appena due giorni dalla nascita.

Inutile negare che la figura di Huertas ha subito innescato un giro di voci, in quanto non risultano grandi corrispondenze pubbliche rispetto all’attività imprenditoriale del granadino, e il fatto che sia una onlus (quindi un’associazione senza scopo di lucro) a sponsorizzare un team World Tour, con budget milionari in doppia cifra, ha fatto drizzare più di un’antenna: sarà solvibile questa onlus?

A dare una clamorosa accelerata al vortice di dubbi, l’uscita di Gerry Ryan ieri: lo storico patron del team australiano ha smentito che l’affare – nonostante fosse già stato annunciato – sia effettivamente concluso.

A questo punto niente di meglio che dare la parola a Stefano Garzelli, direttamente coinvolto nel progetto Fundación Manuela. Talmente coinvolto da aver chiuso la sua collaborazione con RaiSport, testata per cui ha svolto in questi ultimi anni il ruolo di commentatore tecnico (oltre che di supporto in cabina di regia), al fine di dedicarsi anima e corpo alla gestione del team.

«Voglio chiarire tutto il prima possibile, c’è di mezzo la mia immagine oltre che quella della Fundación Manuela. Le parole di Gerry Ryan ieri sono state una doccia fredda, e del tutto ingiustificate se stiamo ai fatti: l’accordo c’è eccome, è concluso, firmato e regolare. E per quanto ci riguarda, noi andiamo avanti», dice tutto d’un fiato al telefono il vincitore del Giro d’Italia 2000.

Ci puoi riassumere dall’inizio la vicenda, e in particolare il tuo coinvolgimento nel progetto?
«Sono stato contattato direttamente da Francisco Huertas con l’obiettivo di avvicinare un team di primo piano in vista dell’ingresso di Fundación Manuela nel World Tour a partire dal 2021. Ho sentito i rappresentanti di alcuni team, e in questo giro di consultazioni sono arrivato, tramite il mio vecchio amico Alvaro Crespi, al management della Mitchelton-Scott. L’idea, ripeto, era di rilevare la licenza nel 2021. Ma loro hanno subito rilanciato, chiedendoci se per caso fossimo interessati a subentrare già nel 2020 in qualità di sponsor».

La trattativa ha quindi subìto un’accelerazione.
«Ci siamo confrontati con Huertas e abbiamo accettato l’idea di anticipare di qualche mese l’ingresso nel ciclismo di vertice. In meno di un mese di serrati incontri (per via telematica) con la controparte, abbiamo raggiunto un accordo. E il 5 giugno è stato firmato il contratto, valido a tutti gli effetti, tra il gruppo di Huertas e la New Global Cycling Services, società di Shayne Bannan con sede in Svizzera, la quale gestisce il team».

Quali erano i termini dell’accordo?
«Ne parlo al presente: i termini prevedono che la sponsorizzazione inizi dalle prime gare dopo la pausa Covid-19, e che prosegua per tutto il 2020. In questi mesi tutti gli stipendi a corridori e staff saranno ovviamente pagati. Dal 1° gennaio 2021 quindi la proprietà della società passerà direttamente a Francisco Huertas, e la licenza diventerà spagnola. C’è una clausola: è previsto che fino al 2025 Shayne Bannan resterà nello staff in qualità di general manager, e fino alla stessa data Alvaro Crespi (financial manager), Matthew White (direttore sportivo) e Kevin Tabotta (performance director) manterranno i rispettivi ruoli; oltre a ciò, tutto l’organico di ciclisti e addetti sarà confermato per il 2021».

Si può parlare dell’entità del budget previsto?
«Dico solo che tutte le cifre sono ben definite nel contratto, e che abbiamo presentato tutta la documentazione richiesta in termini amministrativi».

Dopodiché, ad annuncio fatto, Gerry Ryan manifesta la sua opposizione.
«Il 12 giugno aveva anche fatto un comunicato in cui ringraziava la Fundación Manuela. Ora questa retromarcia. Vi assicuro che anche l’attuale management del team, da Bannan a Crespi, è rimasto a dir poco sbigottito di fronte a questa novità. Avevamo già calendarizzato una serie di riunioni tecniche, già per parlare del 2021 oltre che della stagione in corso. Hotel prenotati, date fissate, e poi maglia progettata e presentata, mezzi “spellicolati” e pronti a essere rivestiti coi nuovi colori… infine, questa doccia fredda per tutti, noi e loro».

Ma perché Ryan avrebbe dovuto cambiare idea?
«Non lo so e non riesco a immaginarlo. Beninteso, non critico nessuno, però è importante chiarire subito ogni cosa. Abbiamo fatto tutto a regola d’arte, bene al 1000%, con chiarezza e trasparenza. In prima persona ho portato avanti la trattativa, so bene di cosa parlo. E non sono uno scemo, non ho chiuso la mia collaborazione con la Rai per un abbaglio. Onestamente al momento io e le altre persone coinvolte nel progetto siamo abbastanza sotto shock. Resta però il fatto che c’è un contratto firmato e valido, e noi abbiamo tutte le carte in regola per andare avanti, come intendiamo fare».

Sono previste penali a vostro favore nel contratto, in caso di inadempienze della controparte?
«La squadra è al 100% di Bannan, Bannan decide di vendere a Huertas, l’accordo è valido e noi procederemo sulla strada tracciata».

Può essere che sia la figura di Francisco Huertas a porre dei dubbi in Ryan?
«Non lo conoscevano anche al momento di iniziare la trattativa?».

Magari hanno avuto nuove informazioni negli ultimi giorni, che abbiano messo in discussione l’idea di solidità economica del soggetto spagnolo…
«Io parlo per me e per quanto attiene alla parte sportiva, e ripeto ancora che tutto è a posto. Ogni richiesta di approfondimenti è stata onorata, tutto è stato dettagliato nel corso della trattativa, e le garanzie necessarie sono state offerte. Dal mio punto di vista Huertas è stato credibile in ogni passaggio. Se poi Ryan ha saputo qualcosa di nuovo sul suo conto, che lo dica apertamente. E se voi giornalisti avete qualche domanda sulle attività dell’imprenditore andaluso, rivolgetevi direttamente a lui, per conto mio non ho ragioni per dubitare della sua figura».

Alle nette parole di Stefano Garzelli fa da contraltare un nuovo comunicato del team australiano, che annuncia che tutto proseguirà come prima, il nome della squadra resterà Mitchelton-Scott fino a fine anno, gli stipendi saranno pagati per intero (finora c’erano state delle decurtazioni), e per il 2021 si cercherà un nuovo sponsor.

Come evolveranno i rapporti tra Shayne Bannan (proprietario della società di gestione del team, ceduta a Huertas) e Gerry Ryan (proprietario di fatto della squadra, e orientato a continuare a far da sé) lo scopriremo nelle prossime puntate di questo appassionante feuilleton di inizio estate. Di sicuro qualcuno in questa vicenda si scotterà.

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