Sam Bennett vince alla Vuelta a Burgos © Getty Images
Sam Bennett vince alla Vuelta a Burgos © Getty Images

Vuelta a Burgos, vittoria per distacco di Sam Bennett. 3° Nizzolo, 4° Cimolai

La quarta tappa della Vuelta a Burgos, la Bodegas Nabal-Roa de Duero di 163 km, è stata caratterizzata dalla fuga di sei elementi: protagonisti gli italiani Damiano Cima (Gazprom-RusVelo) e Riccardo Verza (Kometa Xstra), il sudafricano Willie Smit (Burgos BH) e gli spagnoli Txomín Juaristi (Euskaltel-Euskadi), Alejandro Ropero (Kometa Xstra) e Diego Pablo Sevilla (Kometa Xstra).

Nessuna fatica per le squadre dei velocisti a controllare gli attaccanti – dai quali Juaristi si sfila a circa 70 km dal traguardo; ai meno 50 km, infatti, il gap del plotone tirato da Bahrain McLaren e Groupama-FDJ ammonta a 2’30”. A 32 km dalla fine dall’ammiraglia della Kometa, formazione Continental italo-spagnola gestita da Ivan Basso e Alberto Contador, viene deciso di dare brio alla tappa; Ropero e Sevilla allungano, con il solo Cima che resiste mentre Smit si rialza, imitato da Verza.

Quando la corsa sta per entrare negli ultimi 20 km e il margine sul plotone è di poco superiore ai 30″ Sevilla piazza un nuovo scatto; se Cima opta per non impegnarsi ulteriormente in avanscoperta, Ropero prosegue e va ad aggiungersi al compagno di squadra, iniziando una sorta di cronocoppie che dura sino ai meno 12 km quando vengono ripresi dal famelico gruppo. Una caduta, fortunatamente senza conseguenze, coinvolge David De la Cruz (UAE Team Emirates), Francisco Galván (Kern Pharma), Tom Van Asbroeck (Israel Start-Up Nation) e Simone Velasco (Gazprom-RusVelo) a 10 km dalla fine; il gruppo si spezza, ma chi è davanti rallenta, consentendo il rientro pressoché di tutti gli attardati.

L’aumento della velocità giunge ai meno 3 km, con Bora, Groupama e Israel davanti; sono i francesi a vincere questa lotta prima che il duo Archbold-Mørkøv porti i Deceuninck in testa nel tortuoso tornante a destra che anticipa l’ultimo km. Proprio qui si verifica la caduta a centro strada di Jacopo Guarnieri (Groupama-FDJ); il piacentino, che stazionava in terza ruota, costringe diversi avversari, fra cui Gaviria, ad arrestarsi, lasciando a quanti hanno trovato il pertugio giusto via libera.

In una situazione caotica come questa Sam Bennett decide di prendere il toro per le corna: il campione irlandese scatta a 900 metri dal termine in un tratto di pendenza al 4/5%. La sua mossa coglie di sprovvista tutti quanti: con uno sforzo non indifferente l’alfiere della Deceuninck-Quick Step prosegue la sua azione senza soste, andando a tagliare il traguardo a braccia alzate e in perfetta solitudine.

Nella volata per il secondo posto a 5″ Arnaud Démare (Groupama-FDJ) regola Giacomo Nizzolo (NTT Pro Cycling) e Davide Cimolai (Israel Start-Up Nation). Seguono Lionel Taminiaux (Bingoal-Wallonie Bruxelles), Biniyam Ghirmay (Nippo Delko Provence), Jon Aberasturi (Caja Rural-Seguros RGA), Martin Laas (Bora-Hansgrohe), Alex Edmondson (Mitchelton-Scott) e Rick Zabel (Israel Start-Up Nation).

La classifica generale non cambia, con Remco Evenepoel (Deceuninck-Quick Step) che mantiene la vetta con 18″ sul neozelandese George Bennett (Team Jumbo-Visma). Domani la cinque giorni iberica si chiude con il secondo arrivo in salita di questa edizione; la Covarrubias-Lagunas de Neila di 158 km termina con la classica ascesa di 4.8 km al 9.9% di pendenza media verso l’omonima località turistica. Rampe molto esigenti, ma questo Evenepoel può vincere su ogni terreno.

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