Van Der Poel e Alaphilippe mangiano letteralmente la polvere nel tratto di Monte Sante Marie © Getty Images Sport
Van Der Poel e Alaphilippe mangiano letteralmente la polvere nel tratto di Monte Sante Marie © Getty Images Sport

Mathieu e gli altri big messi KO dal caldo

Le pagelle della Strade Bianche: in condizioni anomale fioccano le sorprese in negativo. Van Der Poel termina in crescendo, Deceuninck scombussolati, Sagan spento

Wout Van Aert – 10
Nessuno più di lui meritava questo successo, per tante ragioni: per la tenacia e la perseveranza dimostrata nelle precedenti edizioni delle Strade Bianche, che lo hanno visto salire sul podio; per il calvario nel quale è entrato un anno fa col terribile incidente al Tour, dal quale ha cominciato a uscire solo 6 mesi dopo senza trovare sfogo in una stagione delle classiche che anelava; perché un corridore così meritava di arricchire il suo palmares con una grande classica. Oltre alle gambe, di suo Wout ci ha messo un pizzico di intelligenza tattica in più rispetto alle precedenti esperienze, attaccando sì, ma nei momenti opportuni e senza gli eccessi di generosità che lo hanno spesso contraddistinto su strada.

Davide Formolo – 8,5
È sempre più nitido il marchio di uomo di riferimento tra i corridori italiani nelle classiche più dure, testimoniato anche dal tricolore, ma soprattutto dell’analoga seconda piazza ottenuta l’anno scorso alla Liegi: è questa la dimensione di Davide Formolo e fa piacere che il veronese l’abbia finalmente compreso. Ma il risultato odierno è comunque una piacevole sorpresa: difficile immaginare di meglio all’esordio assoluto in una corsa così unica e soggettiva. Un Formolo che ha corso bene, spingendo l’azione in maniera decisiva sul tratto delle Sante Marie ed evitando di disperdere energie nelle successive situazioni di gara. La differenza tra lui e Van Aert, quel plus di gambe e tenacia del fenomeno belga.

Maximilian Schachmann – 7,5
Corridore scaltro, era lo “spauracchio” del gruppo dei migliori, colui che più di altri avrebbe potuto sfruttare le situazioni di gara per primeggiare in Piazza del Campo. Ma, per sua sfortuna, nessuno è stato “fesso”, specie Formolo che quando sono rimasti in due ha evitato di sacrificarsi in favore del campione tedesco per chiudere. Altro podio di prestigio condiviso con Formolo dopo l’ultima Liegi-Bastogne-Liegi, per un corridore ancora giovane (26 anni) ed in crescita esponenziale, considerando che già a marzo aveva dominato sin dalla prima tappa la Paris-Nice: un successo di prestigio nelle classiche è per lui questione di tempo.

Alberto Bettiol – 7,5
Torna a partecipare alla corsa di casa rinnovato nello spirito dopo il “battesimo” da campione dell’ultimo Fiandre. Il senese si è presentato con una rinnovata convinzione e determinazione, lasciando intendere senza troppi giri di parole di voler vincere. Ha corso difatti da leader, ed ha corso anche bene: il 4° posto è un ottimo risultato considerando che Bettiol è uno di quei corridori che necessita di mettere gare sulle gambe per arrivare al 100%. Guardando lo scatto non convincente sulle Tolfe e la crisi finale negli ultimi chilometri, si direbbe difatti che a dispetto del risultato questo non fosse il miglior Bettiol che si possa desiderare. Se manterrà le motivazioni per i prossimi obiettivi potrebbe fare del 2020 un’ottima stagione.

Jakob Fuglsang – 6,5
A giudicare da come si è mosso sul settore Sante Marie, quando ha tentato addirittura di andar via in solitaria, ma anche dalla facilità di azione che ha mostrato sul Colle Pinzuto, è sembrato che Fuglsang avesse non la vittoria in tasca forse, ma una netta superiorità sugli avversari. D’altronde è il corridore perfetto per questa gara: combina le doti da corridore per le Ardenne con la disinvoltura sui tratti sterrati ereditata dalla sua esperienza giovanile di biker. Ma una gara all’1 agosto, con 36° e la giornata forse più afosa dell’estate italiana finora, può rivelarsi imprevedibile per tutti: sulle Tolfe va in crisi nera e conclude a quasi 3′ da Van Aert. Ma lo aspettiamo affamato tra sei mesi.

Greg Van Avermaet – 6
Gli anni passano per il capitano della CCC e l’impressione già da un paio d’anni è che sia ormai entrato nella fase calante della carriera. Detto ciò, ha corso faccia a faccia coi migliori e non si è perso l’azione principale, salvo poi dimostrare sul tratto di Colle Pinzuto di non avere le gambe per fare risultato. Sempre più difficile che la Strade Bianche entri nel suo (notevole) albo d’oro.

Zdenek Stybar – 6
L’impressione è che il campione ceco, vincitore nel 2015, abbia perso l’attimo o qualcosa di simile nel momento chiave della corsa: perché la gamba, a giudicare dall’inseguimento svolto con corridori in giornata di grazia, ma non trascendentali come Michael Gogl Brent Bookwalter (7 a entrambi) e del buon finale che l’ha visto chiudere sesto a 4′, era quella che consentiva di giocarsi le proprie carte con i primissimi. Immagine di una giornata nella quale la Deceuninck – Quick Step (5) ha perso la bussola come raramente è capitato di recente, oltre che i suoi pezzi, con Mikkel Frølich Honoré, terzo e ultimo dei suoi al traguardo, che tirava all’inizio delle Sante Marie poco prima che il suo capitano e campione uscente Julian Alaphilippe (4,5), rientrato da una caduta, andasse alla deriva, arrivando a 15′ assieme ad un altro vincitore del passato, Philippe Gilbert (5).

Mathieu Van Der Poel – 5,5
La Strade Bianche è troppo dura per il dominatore del ciclocross mondiale? Forse sì, osservando la prova odierna. Van Der Poel ha provato a tenere il passo dei migliori sulle Sante Marie ma ha ceduto, quasi subito; tuttavia non è naufragato, e pur correndo di rimessa è riuscito a riprendere il terzo gruppo, giungendo alla fine 15esimo a 10′. Una prestazione che testimonia una condizione buona, che lo rende ancora uno dei favoriti, se non il principale, per la Milano-Sanremo che (speriamo) si disputerà tra una settimana. Con Van Der Poel arriva anche il due volte vincitore Michal Kwiatkowski (5), in principio coi migliori a Sante Marie per poi cedere abbastanza presto il passo.

Peter Sagan – 4
Pre-lockdown si era avuta più volte l’impressione di avere a che fare con un corridore poco motivato e quasi finito. Questa abulica Strade Bianche, che non l’ha visto neanche tagliare il traguardo a Piazza del Campo, non fa che confermare foschi timori. Certo, neanche il miglior Sagan ha mai dimostrato di digerire del tutto questa corsa (e forse ha qualche rimorso per il successo ottenuto nel 2013 dal compagno Moser).

Vincenzo Nibali – s.v.
Pessima ripartenza per lo squalo dello stretto: fora due volte nelle fasi centrali ed infine cade, facendosi male alla mano sinistra. È decisamente abbastanza per capire che non è giornata e gettare la spugna. Destino simile per l’epico vincitore 2018 Tiesj Benoot, il quale ha perso troppo tempo per una foratura nel tratto di Lucignano di Asso ed ha speso troppe energie nella coda del gruppo sullo sterrato, un’esperienza che lui ha definito “tra le più pazze della carriera”.

Simon Pellaud – 7,5
Premio combattività per lo svizzero, 120 km in fuga, ultimo dei corridori attivi nelle prime fasi a cedere al ritmo dei più forti e capace comunque di giungere al traguardo dentro il tempo massimo. Un voto che va esteso all’Androni Giocattoli – Sidermec per il modo più che onorevole col quale ha affrontato la prova, portando più di metà dei suoi effettivi all’arrivo, contando un ottimo Josip Rumac (arrivato con Alaphilippe e Gilbert), Davide Gabburo e Simone Ravanelli.

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