Gli attimi successivi alla caduta al Tour de Pologne © Israel Start-Up Nation
Gli attimi successivi alla caduta al Tour de Pologne © Israel Start-Up Nation

Tour de Pologne, parlano i medici: «Fabio Jakobsen è in pericolo di vita»

La terribile caduta avvenuta negli ultimi metri della prima tappa del Tour de Pologne ha causato ovviamente problemi per molti dei corridori coinvolti. Inizialmente la situazione peggiore sembrava quella relativa allo sfortunato membro della giuria posizionato al di là delle transenne; tuttavia, stando alle ultime notizie, le sue condizioni non sono gravi e sta relativamente bene, con quelle che paiono ferite superficiali.

Discorso diverso, invece, per Fabio Jakobsen: il corridore della Deceuninck-Quick Step ed è stato trasportato all’ospedale di Sosnowiec. Queste le parole della dottoressa Barbara Jerschina rilasciate ai media polacchi e riportate dal sito naszosie.pl : «Abbiamo fatto tutto il possibile, Fabio presenta un trauma cranio-cerebrale molto grave, ha lesioni al palato e ha perso molto sangue. Il cuore ha sempre funzionato bene e ha avuto un corretto livello di saturazione dell’ossigeno. Il tratto respiratorio superiore è stato schiacciato ma siamo riusciti ad intubarlo. È in pericolo di vita, tutti noi speriamo che possa vincere questa battaglia».

Per quanto riguarda gli altri corridori coinvolti, lo spagnolo Eduard Prades (Movistar Team) ha subito un colpo alla scapola e ha una ferita alla schiena e passerà la notte in osservazione in ospedale, così come faranno i francesi Marc Sarreau (Groupama-FDJ) e Damien Touzé (Cofidis). Solo abrasioni, invece, quelle riportate da Jasper Philipsen (UAE Team Emirates).

A titolo di cronaca, Groenewegen è stato squalificato e messo fuori corsa – l’UCI ha fatto sapere che ritiene il comportamento del velocista della Jumbo-Visma inaccettabile e ha presentato il caso alla commissione disciplinare in modo che possano venire adottate le sanzioni commisurate alla gravità del fatto, la vittoria della tappa è stata attribuita a Fabio Jakobsen.

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