Alexander Vlasov sul podio alla Mont Ventoux Dénivelé Challenge © Agence Zoom - James Startt
Alexander Vlasov sul podio alla Mont Ventoux Dénivelé Challenge © Agence Zoom - James Startt

Vlasov respinge Porte sul Mont Ventoux, Aru promettente quinto

Fiera battaglia nella Mont Ventoux Dénivelé Challenge, 179 km da Vaison-La-Romaine al Col des Tempêtes (lungo il Ventoux appunto) e vittoria per il 24enne Alexander Vlasov che ha resistito al furente ritorno di Richie Porte nei chilometri finali della mitica salita. Promettente la prestazione di Fabio Aru, che si conferma più composto in bici che in passato, e che alla lunga ha avuto un esito migliore di altri importanti protagonisti in gara (su tutti Quintana e López).

La fuga del giorno si è composta nei primi chilometri con 8 uomini: Carmelo Urbano (Caja Rural-Seguros RGA), Lewis Askey (Groupama-FDJ), Jose Gonçalves (Nippo Delko One Provence), Juan Felipe Osorio (Burgos-BH), Alessandro Monaco (Bardiani CSF Faizanè), Garikoitz Bravo (Euskaltel-Euskadi), Marlon Gaillard (Total Direct Energie) e Robert Scott (Canyon dhb p/b Soreen); vantaggio massimo di 5’15” al km 60 e azione controllata a distanza da Astana, Arkéa Samsic e Trek-Segafredo. Al primo passaggio sul Mont Ventoux, Bravo ha staccato i compagni di fuga ed è riuscito a transitare da solo in testa (ai -77), ma alle sue spalle il gruppo era in rapido avvicinamento, a poco più di due minuti di distacco. Il plotone ha via via recuperato i vari fuggitivi e per ultimo il basco, a 18 dal termine, ai piedi della scalata finale.

Sulle rampe del Ventoux il primo a provare l’evasione dal gruppo è stato Julen Amezqueta (Caja Rural), con Simone Petilli (Circus-Wanty Gobert) ai -15; poi si è mosso Edward Ravasi (UAE Emirates), quindi ai -10 è stato Pierre Latour (AG2R La Mondiale) a fare la sua mossa. Sull’attacco del francese, Miguel Ángel López ha visto spegnersi la luce e si è staccato, ad onta del gran lavoro che l’Astana aveva fatto fin lì. Ai -9 su Latour si è portato Guillaume Martin (Cofidis, Solutions Crédits), a rinforzare l’azione del connazionale, mentre nel gruppo non restavano che una decina di uomini. Tra questi Nairo Quintana e Fabio Aru. Proprio il sardo della UAE è scattato ai -8 insieme al giovane Harold Tejada (Astana), ma non ha chiuso il buco sui battistrada.

Ai -7.5 Martin ha staccato Latour, e a sorpresa López è riuscito a rientrare sul gruppetto buono. Intanto l’azione di Martin proseguiva molto convinta ed efficace, e il margine dell’uomo Cofidis ha toccato il mezzo minuto sul gruppo; ai -4.5 Alexander Vlasov (Astana) è partito fortissimo e si è portato su Latour, staccandolo rapidamente, ma soprattutto ha chiamato la reazione di Richie Porte (Trek) e Nairo Quintana (Arkéa), mentre in questo caso Aru non è stato prontissimo. Ai -4 Porte ha aumentato il ritmo e ha lasciato sul posto Quintana, mettendo nel mirino i primi due, che intanto si erano ricongiunti. Ma Vlasov è stato più rapido dei progetti di Richie, e ai -3 ha staccato Martin involandosi verso la vittoria; quando, poco dopo, l’australiano della Trek ha preso e mollato Guillaume, i buoi erano già scappati dalla stalla per lui: a lungo Porte ha tenuto il giovane russo nel mirino, ma senza più riuscire a colmare il gap.

Alle spalle dei primi, un Quintana non ancora al top subiva il ritorno del gruppetto Aru, da cui più avanti ancora il sardo sarebbe emerso per andare a conquistarsi un piazzamento confortante. All’arrivo Alexander Vlasov ha preceduto di 18″ Richie Porte, di 59″ Guillaume Martin e di 1’29” Pierre Latour. Fabio Aru ha chiuso al quinto posto a 1’38”, e alle sue spalle sono transitati Harold Tejada a 1’43”, Kenny Elissonde (Trek) a 1’51”, Nairo Quintana a 1’57”, Jesús Herrada (Cofidis) a 2’15”, Valentin Madouas (Groupama) a 2’32”. Dodicesimo Miguel Ángel López a 2’54”, sedicesimo Giovanni Carboni (Bardiani) a 3’48”, 19esimo Edward Ravasi a 4’50”.

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