Primoz Roglic esulta al Tour de l'Ain © ASO
Primoz Roglic esulta al Tour de l'Ain © ASO

Un giorno in preTour

Tour de l’Ain, la Jumbo sfalda la Ineos sui Monti del Giura, Bernal resta solo contro tutti e Roglic lo batte. Conti terzo, Quintana cresce, Aru si fa benvolere. Domani superfinale

Se doveva essere un piccolo anticipo di Tour de France, ce lo siamo gustato fino in fondo: la seconda tappa del Tour de l’Ain portava il gruppo da Lagnieu a Lélex Monts-Jura per un tracciato lungo 140.5 km tutto sviluppato sui monti del Giura. Quello che ci si aspettava era un primo confronto ad alto livello tra i due megateam che attendiamo protagonisti alla Boucle, ovvero la Ineos di Bernal-Thomas-Froome e la Jumbo-Visma degli sfidanti Roglic-Dumoulin-Kruijswijk-Bennett. Non siamo rimasti delusi da quanto visto, in una tappa che alla fine ha premiato Primoz Roglic, il quale ha conquistato sia la vittoria parziale (quella che ieri gli aveva soffiato sul più bello Andrea Bagioli) sia la testa della classifica proprio davanti a Bernal.

Jaakko Hänninen (AG2R La Mondiale), Joey Rosskopf (CCC Team), Simon Guglielmi (Groupama-FDJ), Nils Politt (Israel Start-Up Nation) e Julien Bernard (Trek-Segafredo) sono stati i fuggitivi del giorno, partiti dopo 15 km e passati da un vantaggio massimo di poco superiore ai 4′ ma destinati a sfumare con la loro azione sulle ultime salite di giornata (ben 5 i Gpm in programma, più altri saliscendi vari). Sulla Côte de Giron, terz’ultima scalata del giorno, a poco meno di 50 km dal traguardo è emerso dal gruppo Romain Sicard (Total Direct Énergie), mettendosi da solo in caccia dei primi, i quali in quel momento avevano ancora un paio di minuti di margine; ma il francese è stato ripreso dal plotone nel fondovalle ai -35. Sulle prime rampe del Col de Menthières, ai -30, Politt è stato il primo dei fuggitivi a mollare, subito imitato da Bernard; ma gli altri non sono durati troppo di più e il gruppo li ha ripresi inesorabilmente tra i -28 e i -26.5, quando anche Hanninen ha mollato per ultimo. Mancavano a quel punto 5 km al Gpm e il trenino Jumbo-Visma martellava senza pause, al punto che il leader della classifica Andrea Bagioli (Deceuninck-Quick Step) perdeva contatto tra gli altri. E quegli “altri” erano tantissimi e anche di notevole blasone: nel drappello non c’erano a quel punto più di una decina di uomini, con George Bennett, Steven Kruijswijk e Primoz Roglic a cui rispondevano Egan Bernal, Geraint Thomas e Jonathan Castroviejo, in un anticipo di quello a cui potremo facilmente assistere sulle salite del Tour de France, ovvero la lotta senza quartiere tra Jumbo e Ineos. Coi rappresentanti dei due squadroni anche Nairo Quintana (Arkéa), Bauke Mollema (Trek-Segafredo) ma non Richie Porte, e Valerio Conti (UAE Emirates) ma non Fabio Aru; il sardo restava nel secondo gruppetto, Chris Froome (Ineos) molto più indietro così come Tom Dumoulin (Jumbo).

Ai -25 ha mollato Thomas, ai -24 Conti e Castroviejo, mentre Bennett continuava implacabile il suo ritmo: la tenaglia Jumbo su Bernal diventava realtà. Allo scollinamento ai -21 Conti e Castroviejo sono transitati a 20″ dai primi, distanza non incolmabile e infatti sono rientrati in discesa (ai -16), mentre João Almeida (Deceuninck) ha mancato di poco l’aggancio perché quando ai -12 vedeva la coda del gruppetto la strada ha ricominciato a salire verso il traguardo, e quindi ciao João.

Steven Kruijswijk non ha perso neanche un secondo ed è scattato al primo centimetro di salita, e Castroviejo ha messo al servizio di Bernal le ultime stille di energia, mentre Egan cercava invano collaborazione in Quintana: ma Nairo, in recupero dopo l’infortunio di qualche settimana fa (e parso in crescita rispetto alla corsa del Mont Ventoux), era giustificato nel tenere un atteggiamento conservativo. Ai -8.5, con Kruijswijk avanti 10-15″, Castroviejo ha finito gli argomenti e si è spostato. Bernal allora si è messo sotto in prima persona e nel giro di un chilometro ha annullato l’azione del rosso olandese. Fatica per Conti e Bennett che hanno a quel punto perso contatto, salvo poi rientrare su una successiva spianata ai -7. GB si è rimesso a tirare e si è riproposta più o meno la situazione della precedente salita, solo che su pendenze ormai ben più dolci, tanto che il secondo gruppetto è riuscito a riavvicinare i battistrada tra i quali più nessuno aveva azzardato scatti. In questo secondo drappello un tenacissimo Fabio Aru condivideva la fatica con Almeida, Castroviejo, Jan Hirt (CCC) e Jesús Herrada (Cofidis).

Ai -2 Kruijswijk ha nuovamente aumentato l’andatura (proprio per scongiurare il rientro degli inseguitori) e con ciò ha preparato il terreno per la stoccata di Roglic, arrivata puntuale ai 300 metri. Con uno sprint irresistibile, proprio un suo atout in questi frangenti, il campione sloveno ha preceduto Bernal e un volitivo Conti. Buco per Quintana (quarto a 1″) e Kruijswijk (quinto a 6″), e problema al pedale per Mollema, superato in dirittura da quelli del secondo gruppo, ovvero nell’ordine Herrada e Aru (settimo) a 14″, Almeida a 15″, Castroviejo e Hirt a 19″. Tra l’altro l’intoppo di Mollema ha in qualche modo danneggiato anche Conti che gli stava a ruota.

Primoz Roglic prende la testa della classifica con 10″ su Bernal, 12″ su Conti, 18″ su Quintana, 23″ su Kruijswijk, 31″ su Herrada e Aru, 32″ su Almeida, 36″ su Hirt e 39″ su Mollema; domani il Tour de l’Ain si conclude con il piatto forte di questa edizione, la terza tappa con partenza a Saint-Vulbas e arrivo in cima al Grand Colombier (preceduto da Selle de Fromentelle e Col de la Biche). 144.5 km che daranno il responso definitivo sulla breve corsa transalpina ma soprattutto ci daranno altri elementi in attesa dei più importanti appuntamenti a venire.

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