Mads Pedersen con la sua maglia iridata © UCI/SWPix
Mads Pedersen con la sua maglia iridata © UCI/SWPix

Il Piano B per i Campionati del Mondo: c’è la Francia, ma l’Italia non è del tutto esclusa

Saltata la possibilità di vedere i Campionati del Mondo su strada del 2020 a Aigle-Martigny, a causa delle restrizioni per il coronavirus ancora prolungate dal governo della Svizzera, l’UCI si è affrettata a comunicare di essere alla ricerca di una nuova località, possibilmente europea, disponibile ad ospitare tutte o anche solo alcune gare iridate nello stesso periodo e magari anche su un percorso adatto allo stesso tipo di corridori di quello svizzero. Tra gli addetti ai lavori è partita una sorta di caccia per capire quali potrebbero essere le località interessate.

Secondo alcuni rapporti, in pole position sembra esserci la Francia che era già subentrata all’Italia nell’organizzazione dei Campionati Europei dopo la rinuncia del Trentino: se la rassegna continentale sarà in Bretagna a casa del presidente UCI David Lappartient, quella iridata potrebbe essere nel sud del paese. Ma nonostante le secche smentite di ieri del presidente Renato Di Rocco e del commissario tecnico Davide Cassani, l’Italia una piccola speranza ce l’ha ancora: secondo quanto riporta Il Giornale di Vicenza, ad inizio agosto (il sentore di un ritiro della Svizzera circolava già da tempo) ci sarebbe stato un incontro tra Lappartient, Di Rocco e Filippo Pozzato proprio per discutere di un Piano B in Veneto.

Certo, ad Aigle-Martigny ero stati assegnati i Mondiali 2020 proprio dopo che Vicenza ed il Veneto non erano riusciti ad ottenere le giuste garanzie economiche, ma se si potesse prospettare un progetto a costi minimi (e data la situazione e le tempistiche ristrettissime difficilmente può essere diversamente) allora ecco che l’Italia potrebbe tornare in ballo: in fondo nel nostro paese la situazione dei contagi da coronavirus è attualmente migliore che in Francia ed anche dal punto di vista politico a David Lappartient potrebbe convenire non accentrare tutto nella sua terra. E se non fosse il Veneto, chissà che non entrino in gioco, come riportato dalla Gazzetta dello Sport, anche la “solita” Emilia-Romagna (ma Cassani ieri non sembrava possibilista), il Piemonte o l’Abruzzo.

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile