Filippo Ganna impegnato nella crono di San Benedetto alla Tirreno-Adriatico © LaPresse
Filippo Ganna impegnato nella crono di San Benedetto alla Tirreno-Adriatico © LaPresse

Un colpo in Ganna

Tirreno-Adriatico, il campione italiano domina la cronometro di San Benedetto del Tronto. La generale a Yates davanti a Thomas e Majka

Mancano solo undici giorni a venerdì 25 settembre, giorno in cui a Imola verrà assegnata il titolo mondiale della cronometro élite maschile. Undici giorni che separano il movimento ciclistico italiano dall’inseguire un sogno mai realizzato, quello di conquistare la maglia iridata della specialità. Adriano Malori ci andò vicino nel 2015, fermandosi a 9″ dall’oro, per un argento che seguì a quello ottenuto nel 1994 da Andrea Chiurato.

Stavolta la pattuglia azzurra si presenta con le carte in regola per salire sul gradino più alto del podio: merito di un Filippo Ganna in condizione semplicemente stratosferica. Con l’assenza forzata di Evenepoel e le non ancora confermate presenze di molti reduci del Tour (da Roglic a Dumoulin, per proseguire con Asgreen e Küng – Van Aert invece c’è, e sarà una brutta gatta da pelare), il verbanese sarà al via della manifestazione emiliana per puntare ad ascoltare l’inno. Dopo ciò che ha realizzato oggi alla Tirreno-Adriatico, non si tratta più di una semplice speranza.

Crono finale a San Benedetto, sfortuna per Dowsett
Il classico tracciato di 10050 metri della cronometro conclusiva tra le strade di San Benedetto del Tronto si presenta diverso solo nelle condizioni meteo, rispetto a quello che normalmente si trova a marzo: al posto del timido sole di fine inverno, sulla costa adriatica fanno capolino gli ultimi scampoli d’estate, temperatura compresa. Vento alle spalle nella prima parte, cui segue, nel ritorno, l’ovvio vento contro: è in questa fase, dunque, che si fanno le differenze.

Il primo a scendere dalla pedana di partenza alle 13 in punto è uno specialista del tic toc come Matthias Brändle: il campione austriaco della Israel Start-Up Nation si esprime in un interessante 11’30”, tempo che in passato sarebbe valso anche il podio. Per un suo compagno di squadra, anch’egli amante delle cronometro, va decisamente peggio: partito forte, nella seconda parte Alex Dowsett è vittima di un inconveniente meccanico che lo porta all’ultimo posto, unico a finire fuori tempo massimo.

Ganna distrugge la concorrenza e il record di Cancellara
Per quasi mezzora l’austriaco non teme rivali fino allo statunitense Lawson Craddock (EF Pro Cycling) e al polacco Maciej Bodnar (Bora Hansgrohe), che lo insidiano rispettivamente in 11’32” e 11’34”. 11’34” è il tempo anche di due portacolori della Mitchelton-Scott come il mantovano Edoardo Affini e l’australiano Michael Hepburn, partiti forte ma calati alla distanza rispetto a Brändle.

Alle 13.39 parte Filippo Ganna: ovviamente attesissimo, l’azzurro conferma le ottime impressioni mostrate nelle precedenti sette frazioni. 4’30” il tempo all’intermedio per l’alfiere della Ineos Grenadiers, 20″ meglio di Brändle, che esonda nella seconda parte: mulinando un rapporto impossibile per gli altri, il campione italiano della specialità si esprime in un fantasmagorico 10’42”, a 56.636 km/h.

Si tratta di una prestazione al di là di ogni immaginazione, basti pensare che il vecchio primato del tracciato marchigiano apparteneva a Fabian Cancellara, il cui 11’08” del 2016 era giunto, ovviamente, in altre condizioni meteo. Tuttavia quel Cancellara, all’ultima stagione della carriera, era in versione deluxe, dato che dieci giorni prima si era preso la Strade Bianche, in un anno che lo vide campione olimpico della specialità.

Gran prova di Campenaerts, ma Ganna è irraggiungibile. Dennis discreto
A testimonianza della sublime prova di Ganna giungono i risultati di diversi specialisti partiti dopo di lui: il plurititolato under 23, il danese Mikkel Bjerg (UAE Team Emirates), si esprime in 11’26”, l’esperto neerlandese Jos van Emden (Team Jumbo-Visma) non dispiace in 11’21”. Meglio ancora va il recordman dell’ora Victor Campenaerts: il belga della NTT Pro Cycling, vincitore un anno fa, paga 8″ all’intermedio per poi transitare al traguardo in un eccellente 11′ tondi, che gli avrebbe dato un comodo successo in passato. Stavolta, però, di mezzo c’è il corazziere della Ineos Grenadiers.

L’armata britannica ha risultati opposti da due molto attesi: Rohan Dennis è il più vicino (5″ di ritardo) al compagno di squadra all’intermedio, ma il campione del mondo fatica nel finale concludendo in 11’08”, quindi ben distante da Campenaerts. Neppure si impegna, invece, per Chris Froome in 12’15”. Non mancano nei minuti seguenti alcuni inserimenti in top ten, come quello del belga Nathan Van Hooydonck (CCC Team) in 11’22”, dello svedese Tobias Ludvigsson (Groupama-FDJ) in 11’15”, dello sloveno Jan Tratnik (Bahrain McLaren) in 11’21”, del francese Benjamin Thomas (Groupama-FDJ) in 11’16” e dell’australiano Michael Matthews (Team Sunweb) in 11’24” – quest’ultimo sta crescendo in vista del Mondiale in linea.

Van der Poel non si risparmia, Fuglsang testa la gamba
Vincitore della tappa di ieri e fresco dalla rinuncia all’appuntamento iridato, Mathieu van der Poel non si risparmia e lotta contro gli specialisti di giornata: il neerlandese della Alpecin-Fenix con 11’28” si piazza momentaneamente in undicesima piazza. A farlo rinculare nei minuti seguenti sono solo in due, ossia lo statunitense Will Barta (CCC Team) in 11’25” e il francese Bruno Armirail (Groupama-FDJ) in 11’24”.

Come accaduto nel resto della Tirreno, Vincenzo Nibali sfrutta la cronometro come allenamento: il messinese della Trek-Segafredo va attorno a metà classifica in 11’58”. Si impegna maggiormente il suo probabile avversario del Giro, ossia Jakob Fuglsang (Astana Pro Team), che chiude in 11’35”; il danese è un altro di quelli che, a Imola, avrà gli occhi della concorrenza addosso e il cammino di avvicinamento pare quello corretto.

Kelderman fa un doppio balzo, Woods in versione vacanziera
Diversamente dai colleghi, i migliori 10 della generale partono a distanza di 2′ l’uno dall’altro – in precedenza il tempo era dimezzato: l’australiano Jack Haig (Mitchelton-Scott) delude in 11’55”, il vicentino Gianluca Brambilla (Trek-Segafredo) fa quel che può in un esercizio sfavorevole in 12’01”, il britannico James Knox (Deceuninck-Quick Step) si difende in 11’47”, il canadese Michael Woods (EF Pro Cycling) passeggia in 12’22”.

La musica cambia con Wilco Kelderman: il neerlandese del Team Sunweb va forte soprattutto nella seconda fase e in 11’29” fa meglio dei diretti concorrenti, come Fausto Masnada. Il bergamasco della Deceuninck-Quick Step in 11’53” paga in particolar modo nel ritorno; fa meglio di lui il russo Alexander Vlasov (Astana Pro Team) ma il suo 11’41” non gli consente comunque di venir scavalcato da Kelderman in classifica.

Thomas va forte e scavalca Majka, Yates si difende bene
La lotta per il podio è ristretta a tre elementi: da abilissimo cronoman, Geraint Thomas si conferma, avanzando ulteriormente la candidatura in vista del Giro. Il gallese della Ineos Grenadiers paga 15″ all’intermedio da Ganna e, nella seconda parte, è uno di quelli che meno perde dall’azzurro; il vincitore del Tour de France 2018 con 11’10” va al quarto posto di tappa.

Questa notizia è indigesta per Rafal Majka: il polacco della Bora Hansgrohe, secondo al mattino, tenta di difendersi ma non può nulla contro il rivale diretto. Il suo 11’45” non è malaccio, ma non è sufficiente per confermare la posizione. Va invece molto bene Simon Yates: difendendosi alla grande, il britannico della Mitchelton-Scott disputa una cronometro attenta e il suo 11’32” vale un diciottesimo posto da non disprezzare.

Vince la tappa Filippo Ganna (Ineos Grenadiers), con il suo 10’42” che promette di restare a lungo imbattuto; quella del piemontese è l’unica gioia italiana di un’edizione della Tirreno-Adriatico altrimenti alquanto sottotono. Alle spalle del ventiquattrenne si piazzano Victor Campenaerts (NTT Pro Cycling) a 18″, Rohan Dennis (Ineos Grenadiers) a 26″, Geraint Thomas (Ineos Grenadiers) a 28″, Tobias Ludvigsson (Groupama-FDJ) a 33″, Benjamin Thomas (Groupama-FDJ) a 34″, Jos van Emden (Team Jumbo-Visma) a 39″, Nathan Van Hooydonck (CCC Team) e Jan Tratnik (Bahrain McLaren) a 40″, Michael Matthews (Team Sunweb) a 42″.

La classifica a Yates, sul podio Thomas e Majka
La classifica generale finale vede, per la prima volta, la vittoria di un corridore della Gran Bretagna: se sul gemello Adam un anno fa si era abbattuto il ciclone Roglic, che per 31 miseri centesimi gli impedì il successo, stavolta per Simon Yates la storia è diversa. Il capitano della Mitchelton-Scott sale sul podio con Geraint Thomas, distante 19″, e Rafal Majka, primo non brit a 29″.

Doppio balzo per Wilco Kelderman, che da sesto diventa quarto a 56″ dal vincitore. Seguono Alexander Vlasov a 58″, Fausto Masnada a 1’18”, James Knox a 1’41”, Michael Woods a 2’12”, Gianluca Brambilla a 3’02” e Jack Haig a 3’10”, riuscito a difendere per un solo secondo la top ten dall’assalto di Sam Oomen (Team Sunweb).

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