Fernando Gaviria vince al Giro della Toscana © Bettiniphoto
Fernando Gaviria vince al Giro della Toscana © Bettiniphoto

Nella città della Vespa Gaviria va come una moto

Giro della Toscana, a Pontedera volata portentosa del colombiano. Battuti Stannard e Hayter

Nuova versione per il Giro della Toscana; niente, almeno per quest’anno, scalate al Monte Serra, sostituite con un tracciato di 182.9 km pressoché pianeggiante, se si eccettuano alcuni strappetti non lunghi né arcigni. Pontedera è l’epicentro, ospitando sia la partenza che l’arrivo, della quinta edizione della corsa sotto la gestione dell’UC Pecciolese, che ha avuto il merito di prendersi carico di organizzare una prova storica, nata nel lontano 1923.

Otto in fuga, il gruppo controlla
Partenza attorno alle 10.45 e, già dopo una manciata di km, si forma la fuga che caratterizza la giornata: gli otto attaccanti sono gli spagnoli Mikel Iturria (Euskaltel-Euskadi) e Cristián Rodríguez (Caja Rural-Seguros RGA), il neozelandese Connor Brown (NTT Pro Team), lo svizzero Filippo Colombo (Svizzera), il colombiano William Muñoz (Colombia Tierra de Atletas), il danese Mathias Norsgaard (Movistar Team) e due italiani, il senese Guido Draghi (D’Amico Um Tools) e il pesarese Raffaele Radice (Sangemini Trevigiani Mg.Kvis).

Il gruppo inizialmente lascia fare, concedendo loro un margine massimo di 4’30” attorno al km 30, ma poi la UAE Team Emirates del grande favorito Fernando Gaviria prende in mano la situazione, riducendo il gap a 3’20” al km 50. Il pomeriggio scorre via tranquillo, senza nessun scossone di sorta; dietro controllano, davanti pedalano regolari, entrando negli ultimi 60 km del tracciato con poco più di 4′ dalla loro.

Conci e Finetto ci provano a Peccioli
Lo zampellotto verso Palaia, a circa 55 km dalla conclusione, vede la fuga perdere due elementi, dato che si staccano irrimediabilmente Draghi e Muñoz; con Riabushenko a tirare per la UAE aiutato da Henao per la Ineos Grenadiers, il plotone quasi dimezza il ritardo, entrando negli ultimi 50 km con 2’30” di distacco. Salendo verso Peccioli, a 30 km dall’arrivo, attacca Nicola Conci: il trentino della Trek-Segafredo, stavolta in corsa con la maglia azzurra della nazionale, si avvantaggia assieme a Mauro Finetto (Nippo Delko Provence).

Sfruttando la momentanea assenza di una squadra intenzionata a lavorare, la coppia guadagna qualche secondo, ma ai meno 25 km preferiscono rialzarsi e attendere il primo drappello inseguitore composto da circa quindici elementi, su sui presto si porta il resto del gruppo. Collaborazione sempre totale, invece, tra i sei davanti, che entrano negli ultimi 20 km con 1’15” sul gruppo e 1’10” sull’israeliano Omer Goldstein (Israel Start-Up Nation), lanciatosi a bagnomaria.

Mosca e Moscon vanno all’attacco, si torna tutti assieme
Tra i battistrada, il più pimpante è Norsgaard: il possente scandinavo prova un’accelerazione ai meno 19 km assieme al biker Colombo, che fa sì che Iturria molli la presa. L’ultimo passaggio del gruppo a Peccioli, ai meno 17 km, vede un nuovo attacco in gruppo, sempre da parte della nazionale italiana; ancora una volta è un tesserato Trek, segnatamente Jacopo Mosca, che accelera assieme, quasi fosse una barzelletta, a Gianni Moscon. Il trentino della Ineos Grenadiers, al rientro dopo un mese lontano dalle corse, appare imballato ma resiste in compagnia del piemontese, andando a comporre una coppia di inseguitori.

I due italiani vedono alle loro spalle una quindicina di contrattaccanti, ricco di maglie Mitchelton-Scott; sul passo degli australiani i due italiani e Colombo, staccatosi dalla fuga ai meno 13 km, vengono ripresi ai meno 11 km, andando ad annullare la fuga poco più tardi. Nel gruppo di testa pedalano, tra le ruote veloci, Battistella, Ghirmay e Smith; ma il plotone principale, tirato soprattutto dalla Lotto Soudal, riporta ad una situazione di gruppo compatto a 8500 metri al termine.

Volata portentosa di Gaviria, battuti Stannard e Hayter
Come da previsioni della vigilia, sarà dunque volata, nonostante alcuni tentativi coraggiosi – il più duraturo quello di Iñigo Elosegui, giovane neopro’ spagnolo del Movistar Team, partito ai meno 4.5 km e riassorbito 1700 metri più tardi. Ineos Grenadiers, Lotto Soudal e Nippo Delko Provence sono le squadre più attive, anche all’interno dell’ultimo km. Ma, uscendo come proiettile, una maglia della UAE Team Emirates crea la sorpresa.

Appena entrati negli ultimi 350 metri, Fernando Gaviria parte di gran carriera; l’unico che cerca di tenere la ruota del colombiano è Andrea Pasqualon, ma il vicentino ha un momento di impasse meccanica che gli fa perdere il momento. Troppo tardi, invece, per tutti gli altri; nessuno si avvede e così quei metri guadagnati consentono al ventiseienne di cogliere la sesta vittoria del 2020, la terza dopo al ripartenza.

Con lui salgono sul podio l’australiano Robert Stannard (Mitchelton-Scott) e il britannico Ethan Hayter (Ineos Grenadiers), quarto l’eritreo Binyiam Ghirmay (Nippo Delko Provence), quinto lo svizzero Stefan Bissegger (EF Pro Cucling), sesto e miglior italiano Luca Pacioni (Androni Giocattoli-Sidermec). Completano la top ten Jurgen Roelandts (Movistar Team), Florian Vermeersch (Lotto Soudal), Andrea Pasqualon (Circus-Wanty Gobert) e Imerio Cima (Gazprom-RusVelo). Sbaglia invece la volata Nacer Bouhanni; il francese, posizionato bene, perde l’attimo ed esce fuori dai 10.

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