Anna van der Breggen conquista l'oro iridato a crono © Boels-Dolmans
Anna van der Breggen conquista l'oro iridato a crono © Boels-Dolmans

Dygert cade, Anna ne approfitta

Mondiali di Imola, una caduta mette fuorigioco la statunitense mentre il secondo titolo iridato era ad un passo. Van der Breggen centra l’unico alloro che le mancava, 10a Bussi

La rassegna dei Campionati del Mondo di Imola 2020, organizzata a tempo di record visto che l’assegnazione ufficiale risale a circa tre settimane fa, ha preso il via oggi con la prova a cronometro della categoria donne élite: 51 le atlete in gara che si sono sfidate sullo stesso percorso di 31.7 chilometri su cui gareggeranno anche gli uomini domani. Il tracciato si è rivelato essere molto adatto alle specialiste: la prima metà di gara era tutta leggermente in salita fino all’intermedio dei 14.9 chilometri dove le atlete cambiavano direzione ed iniziavano a puntare nuovamente verso Imola per un finale molto veloce grazie anche al vento favorevole. Insomma, erano le condizioni ideali per tenere andature molto elevate e per superare agevolmente i brevi dislivelli presenti sul tracciato, a patto di essere arrivate qui con un’ottima condizione di forma.

E chi si è presentata al via con una gamba stellare è stata la campionessa uscente Chloe Dygert, dominatrice l’anno scorso a Harrogate quando aveva rifilato poco più di un minuto e mezzo ad Anna van der Breggen. La 23enne statunitense aveva i Giochi Olimpici di Tokyo come obiettivo principale di questo 2020 ed in corso d’opera ha dovuto rivedere i propri piani: l’intensità degli allenamenti non è mai venuta meno ma, a causa del lockdown e della cancellazione di numerosi eventi, Dygert non ha potuto effettuare alcuna gara UCI in questa stagione e non ha potuto quindi sfoggiare la propria maglia iridata, e chi pensava che questa potesse essere una forte limitazione si è dovuto ricredere già al primo intermedio. Dopo appena 14.9 chilometri Dygert aveva infatti già il miglior tempo assoluto con 26″ di vantaggio sulla svizzera Marlen Reusser e 36″ sulla sempre presente Anna van der Breggen.

Ma nel ciclismo gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo e come abbiamo visto al Giro Rosa un esito che sembra essere già scritto può essere stravolta all’improvviso: e oggi a farne le spese è stata proprio la lanciatissima Chloe Dygert che in una curva verso destra in discesa ha perso il controllo della propria bicicletta (forse a causa di una foratura?) ed è volata addirittura oltre il guard rail. Una caduta spaventosa ed un colpo di scena sportivo clamoroso: l’oro sembrava già assegnato, ed invece il finale si è trasformato in un appassionante duello tra Reusser e Van der Breggen che erano divise da soli 10″ nella prima metà di gara.

E ancora una volta a trarre profitto dalla sventura di un’avversaria è stata la neerlandese Anna van der Breggen che dopo il Giro Rosa è andato a prendersi anche questo Campionato del Mondo: la l’oro mondiale a cronometro era l’unico grande titolo che ancora le mancava in carriera dopo quattro secondi posti negli ultimi cinque anni, ma siamo sicuri che avrebbe preferito vincerlo in un altro contesto e non grazie alla caduta di una rivale. Tuttavia bisogna dire che Van der Breggen è andata davvero fortissimo nel secondo tratto di gara andando a far segnare un tempo di 40’20” a poco più di 47 km/h di media: la svizzera Marlen Reusser ha lasciato per strada tutto il vantaggio che aveva e ha perso ancora, chiudendo seconda a 15″ di distanza, ma può sicuramente essere soddisfatta di questa prestazione.

Per il quarto anno consecutivo sono almeno due le atlete dei Paesi Bassi sul podio finale del Mondiale a cronometro: il bronzo infatti è andato a Ellen van Dijk, convocata dopo l’infortunio di Annemiek van Vleuten, che soprattutto nella parte più veloce del percorso ha guadagnato parecchio su tutte le rivali per il terzo posto e ha chiuso a 31″ dalla connazionale; restano fuori dal podio Lisa Brennauer (quarta a 45″) e la sorprendente australiana Grace Brown (quinta a 1’01”). Per l’Italia è arrivato il buon decimo posto di Vittoria Bussi: partita molto forte nella prima parte, la detentrice del record dell’ora è calata un po’ nel finale finendo a 1’46” dalla vincitrice, quando l’anno scorso prese invece sei minuti e mezzo; per la toscana Vittoria Guazzini, una tra le più giovani in gara, venticinquesimo posto a 2’56”.

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile