Jasper Philipsen supera Pedersen e Ackermann © BinckBank Tour
Jasper Philipsen supera Pedersen e Ackermann © BinckBank Tour

Philipsen inaugura col sorriso il BinckBank Tour. Gruppo spezzato da una megacaduta nel finale

Una tappa che doveva concludersi in volata, e così è stato, con il successo di Jasper Philipsen, che si è regalato il secondo successo stagionale dopo quello colto un mesetto fa al Tour du Limousin. Il belga ha bruciato Mads Pedersen e un avventato Pascal Ackermann, ma il tema che ha accentrato tutte le attenzioni è stata una caduta ai 4.5 km che ha stravolto tutte le posizioni in gruppo e che non mancherà di incidere pesantemente nella classifica del BinckBank Tour, la corsa belgiolandese che caratterizzerà questa settimana preGiro (e pre-classiche-del-nord).

La 1a tappa di questo BinckBank Tour 2020, la Blankenberge-Aardoie di 132.1 km, si è svolta per gran parte sotto una pioggia autunnale che diventerà probabilmente una costante delle prossime gare tra Belgio e Olanda. La fuga ha visto protagonisti due soli uomini, Thimo Willems (Sport Vlaanderen-Baloise) e Ludovic Robeet (Bingoal-Wallonie Bruxelles); il primo a muoversi è stato Robeet dopo una quindicina di chilometri di gara, quindi più avanti si è portato su di lui anche Willems, e i due hanno raggiunto un vantaggio massimo di quasi 3′, ma sono sempre stati a distanza di sicurezza dal gruppo. Ai -21, con vista sul Chilometro d’Oro, Sep Vanmarcke (EF) ha accelerato dal plotone e ha ripreso i due battistrada che ormai erano comunque nel mirino; subito dopo è arrivato il resto del gruppo, pronto alla pugna per gli abbuoni del citato Golden Km, tra i -19 e i -18. I primi 3″ se li è aggiudicati Mathieu Van der Poel (Alpecin-Fenix), quindi il suo compagno Dries De Bondt ha tentato l’allungo per il secondo bonus, ma è stato anticipato nella volatina da Mike Teunissen (Jumbo-Visma), quindi un rivolgimento prima del terzo sprint ha portato al successo di Yves Lampaert (Deceuninck-Quick Step).

Appena prima dell’ultimo passaggio dal traguardo, ai -16, c’è stato il contropiede di Amund Grøndahl Jansen (Jumbo) e Adrien Petit (Total-Direct Énergie), la Bora-Hansgrohe ha dato sulle prime l’impressione di poter controllare senza problemi, ma di fatto i due hanno messo insieme una quindicina di secondi, per cui si è reso necessario l’intervento anche di altri team veloci (Mitchelton-Scott, Trek-Segafredo, EF) per andare a chiudere sulla coppia, raggiunta ai -8. Ai -6 un estemporaneo tentativo di Sean De Bie (Bingoal) ha rappresentato un nuovo break sul copione previsto del volatone, e ancora peggio ha fatto una caduta laocoontica ai 4.5 km: Guillaume Boivin (Israel Start-Up Nation) si è arrotato con un collega, è andato a terra su un tratto di strada stretta, in tanti sono miracolosamente riusciti a evitarlo, ma da un certo punto in avanti i corridori sono andati giù, accatastandosi l’uno sull’altro e fungendo da tappo per la seconda parte del gruppo.

Davanti son rimasti in meno di 40, ai 2500 metri hanno raggiunto De Bie, quindi la Trek ha preso il pallino del gioco, ma il tempo per organizzarsi e la Bora è riemersa a lanciare Pascal Ackermann: il problema del tedesco è stato che è partito un po’ lungo, e non è riuscito a respingere il violento ritorno di un paio di avversari, alla sua destra Mads Pedersen (Trek), alla sinistra Jasper Philipsen (UAE Emirates), e proprio quest’ultimo è andato a prendersi la vittoria, sul danese e sullo stesso Ackermann. Al quarto posto si è piazzato Danny Van Poppel (Circus-Wanty Gobert), seguito da Stefan Bissegger (EF), dall’accoppiata Sunweb Alberto Dainese-Nils Eekhoff, da Lorrenzo Manzin (Total) e dagli Alpecin Mathieu Van der Poel e Tim Merlier.

Alla spicciolata sono poi arrivati più o meno tutti i corridori attardati nella caduta, molti dei quali ammaccati, alcuni anche in maniera abbastanza evidente: è il caso di Oliver Naesen (AG2R La Mondiale), giunto all’arrivo con una gamba penzoloni, sospinto da Dries De Bondt (anch’egli acciaccato); o di Stijn Steels (Deceuninck), che sulle prime pareva lamentare una frattura al polso. Philipsen è ovviamente il primo leader della classifica.

Domani la classifica assumerà già una certa fisionomia, dato che la seconda tappa sarà una cronometro di 10.9 km a Vlissingen. Completamente pianeggiante, ma accanto al mare, per cui occhio alle folate.

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile