La sfida maschile a Corridonia © Lanfranco Passarini
La sfida maschile a Corridonia © Lanfranco Passarini

Giro d’Italia Ciclocross, vittorie per Dorigoni e Baroni

Che lo spettacolo fosse garantito lo si era già dedotto dall’importante elenco degli iscritti, cospicuo non solo per numero (9 centurie il conteggio globale), ma anche per calibro dei nomi presenti. Che poi dal cielo giungesse la ciliegina sulla torta di un clima perfettamente consono al ciclocross non era affatto prevedibile (le previsioni assicuravano due opposti, o sereno o bufera) e ciò ha reso la festa di Corridonia ancora più bella. Nel cuore della provincia di Macerata, il CorridoMnia Shopping Park ha ospitato la seconda tappa del Giro d’Italia Ciclocross, organizzata dalla Bike Italia Tour con la regia dell’ASD Romano Scotti e la collaborazione del Club Corridonia sotto l’egida della Federazione Ciclistica Italiana.

È proprio la collaborazione la chiave di lettura del secondo appuntamento del GIC: sotto il profilo organizzativo, perché è l’affiatamento tra le diverse componenti di uno staff variegato e con la lungimirante spalla di Alfio Caccamo, patron di CorridoMnia, che si possono ottenere risultati così lusinghieri con relativo poco tempo per organizzare; sotto il profilo sportivo perché lo spirito di squadra si è spesso mostrato decisivo per la conquista della tappa o della maglia rosa. I numeri da record hanno costretto l’organizzazione a disporre un programma gara tanto estremo quanto inedito: 9 gare dalle 9 del mattino alle 16 del pomeriggio, riuscendo a chiudere, in perfetto sincronismo, con dieci minuti di anticipo. A garanzia della solidità della macchina organizzativa, che sta riuscendo a far fronte alla crescita esponenziale della disciplina, cui il Giro d’Italia Ciclocross ha contribuito in modo incisivo.

Uomini Open: La gara regina, quella degli uomini open (65 atleti al via) ha visto una lunghissima fuga della maglia rosa Jackob Dorigoni (Selle Italia Guerciotti Elite), mantenuta sempre entro limiti (apparentemente) riducibili dal vincitore uscente del GIC Cristian Cominelli (Scott). In realtà il lampo rosa altoatesino ha continuato imperterrito e irraggiungibile a spiccare nel verde del CorridoMnia shopping Park, conquistando la seconda vittoria della 12esima edizione. 1° Jackob Dorigoni (Selle Italia Guerciotti Elite) MAGLIA ROSA; 2° Christian Cominelli (Scott Racing Team); 3° Marco Pavan (D’Amico UM Tools).

«All’inizio ha piovuto un po’ e ho notato che la bici scivolava, se spingevo riuscivo a guadagnare, ma se volevo restare sul sicuro, e non rischiare nelle curve, perdevo; quindi ho lavorato ad elastico – ha detto Dorigoni illustrando la sua strategia – Ciò ha reso anche la gara molto interessante, perché io in testa dovevo andare a tutta, ma senza mai rischiare di cascar per terra. Dietro invece la prospettiva era tutta diversa. Il mio obiettivo, Covid permettendo, è mantenere la maglia rosa e puntare alle gare internazionali. Una maglia che dedico a chi mi sta vicino ogni giorno, mi fa sorridere ed essere felice».

Donne Open: Il primo giro ha fatto presagire un finale analogo a quello di Jesolo. Ma le gare di ciclocross non hanno mai nulla di scritto e questo lo sa bene Sara Casasola, che per un guasto meccanico, un contatto e una caduta cede il simbolo del primato all’abruzzese Gaia Realini, alla sua prima maglia rosa. E non certo per demerito della friulana, anzi, per merito di tutte. Il rimescolamento delle carte ha infatti fatto scattare un’oculata strategia in casa Guerciotti, in modo che la Casasola non riuscisse, seppur per una manciata di metri, a riagganciare il gruppo di testa. In due contro una (Rebecca Gariboldi), poi, non è nemmeno stato facile gestire l’alfiere del team Cingolani, autrice di una gara straordinaria, consegnata, con l’onore delle armi, solo alle ultimissime battute. Per le giallo-nere del team Guerciotti è apoteosi. Tappa a una e maglia all’altra? SI, ma senza nulla di scritto e predefinito: la decisione spetta a un deciso sprint che sentenzia secondo la più classica delle spartizioni ciclistiche. 1^ Francesca Baroni (Selle Italia Guerciotti Elite); 2^ Gaia Realini (Selle Italia Guerciotti Elite); 3^ Rebecca Gariboldi (Cingolani); 4^ Sara Casasola (DP 66 Giant SMP).

«É bellissimo tornare a vincere e io sono contenta di aver riscattato la gara di domenica scorsa, in cui non ero al massimo della condizione – commenta la tricolore Baroni – È stata una gara molto veloce e molto tattica. Abbiamo fatto un gran bel lavoro di squadra io e Gaia, temevamo molto le avversarie, sia Sara che Rebecca e non poteva andare meglio di così. Una doppietta giallo-nera da dedicare a tutta la famiglia della Selle Italia Guerciotti Elite, è sempre bello ritornare al Giro d’Italia Ciclocross e ritrovare tanti volti amici».

Timidissima – il contrario di quanto dimostra in sella – la rosa Gaia Realini: «É stato molto difficile e non pensavo di prendere la maglia rosa proprio oggi. È stata una gara dura e veloce; Sara (Casasola, ndr) è partita molto bene, poi ha avut un problema tecnico e noi abbiamo lavorato molto di squadra per non farla rientrare. Non è stato facile resistere ai suoi assalti e tenerla sempre a 5-10 secondi di distanza. È stata quella la chiave del successo. E se è vero che son piccolina, confrontarmi con le più grandi mi dà forza e tenacia per tirare fuori sempre il meglio».

Juniores Uomini: C’è un abruzzese, sempre più belga, che va come un treno. Forte e gentile, esattamente come la sua terra d’origine. Lorenzo Masciarelli (Callant Pauwels) è tornato in terra patria a dare spettacolo: non solo per le sue innegabili capacità, ma anche per ricomporre con Loconsolo e Carrer un terzetto che ha fatto fuoco e fiamme sin dalla categoria esordiente. Attentissimo a leggere la corsa, Masciarelli ha affondato la stoccata approfittando di un attimo di (impalpabile, in effetti) esitazione di Ettore Loconsolo e poi ha resistito e respinto al mittente gli assalti di Vittorio Carrer. Che, complice la maglia rosa Cancedda decisamente non a suo agio su questo percorso, è arrivato a un soffio dal vestire l’ambito simbolo del primato, aiutato da una efficace tattica coprente del sodale Loconsolo. Fino a quando è comparso, quasi dal nulla – autore di una azione da applausi – il veneto Enrico Barazzuol, che attaccando al punto giusto ha portato via a Carrer la seconda piazza e, soprattutto, la maglia rosa. Per un solo punto. Inutile cercare altre strade, la leva del 2003 continuerà a garantire spettacolo ancora molto a lungo. 1° Lorenzo Masciarelli (Callant Pauwels); 2° Enrico Barazzuol (team Rudy Project); 3° Vittorio Carrer (Team Bike Terenzi); 4° Ettore Loconsolo (Team Bike Terenzi).

«Sapevo che il circuito era molto veloce, quindi ancor più difficile da interpretare. È stata una gara bellissima, ho ponderato i rischi restando nella pancia del gruppo e così mi sono portato sin da subito in testa a fare l’andatura – spiega l’abruzzese di casa in Belgio – una volta che si rimane in gruppo nel cross è difficile mantenere la posizione, rischiando problemi nel tecnico o errori banali. Quando ho visto che dopo gli ostacoli Loconsolo ha avuto un attimo di esitazione ho guadagnato quei due metri necessari per involarmi e incrementare sempre più il mio vantaggio sino a una soglia di sicurezza. La mia prestazione è stata in crescendo grazie anche al forte tifo che ho sentito. Grazie a tutti, quindi, specialmente alla mia famiglia che mi sostiene in tutti gli sforzi».

Comunicato Stampa Giro d’Italia Cross

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile