Sam Bennett sprinta alla Vuelta a España © Getty Images
Sam Bennett sprinta alla Vuelta a España © Getty Images

A Ejea l’unico caballero è Sam Bennett

L’irlandese vince la quarta tappa della Vuelta con una splendida volata in rimonta su Philipsen; terzo Mareczko, sesto Moschetti. Roglic sempre in rosso

Superate le prime tre tappe in cui i protagonisti sono stati coloro che si giocheranno poi la vittoria finale, la Vuelta a España 2020 proponeva oggi la prima tappa dedicata ai velocisti in gara: la partenza era fissata a Garray mentre l’arrivo era posto a Ejea de los Caballeros dopo 191.7 chilometri privi di gran premi della montagna, ma non di potenziali insidie; fin da questa mattina, infatti, in gruppo c’era il timore che le possibili raffiche di vento che potevano movimentare assai una giornata altrimenti ideale per riprendere un po’ il fiato dopo un avvio di Vuelta decisamente inusuale.

Anche oggi la fuga di giornata è partita subito al primo chilometro di corsa senza incontrare resistenze da parte del gruppo. Stavolta i coraggiosi attaccanti erano il britannico Harry Tanfield (AG2R-La Mondiale), gli spagnoli Luis Angel Maté (Cofidis) e Jesús Ezquerra (Burgos-BH), ed il sudafricano Willie Smit (Burgos-BH) che anche ieri aveva tentanto la sorte con un attacco fin dalle prime pedalate ufficiali. Il quartetto non rappresentava una minaccia per la classifica generale e dopo soli 10 chilometri di corsa aveva già 3’40” di vantaggio sul gruppo maglia rossa dove gli uomini della Team Jumbo-Visma hanno chiaramente fatto capire che se fosse stato per loro, oggi la fuga avrebbe potuto avere buon esito.

Quando Ezquerra, Maté, Smit e Tanfield hanno toccato i quattro minuti di vantaggio, da dietro sono entrate in azione le squadre dei velocisti: la prima a mettersi a tirare in gruppo è stata la Deceuninck-QuickStep dell’irlandese Sam Bennett, poi è toccato anche alla Bora-Hansgrohe del tedesco Pascal Ackermann ed alla Trek-Segafredo che in questa Vuelta punta sugli sprint del giovane italiano Matteo Moschetti. Il lavoro congiunto di queste tre squadre ha fatto sì che il vantaggio dei quattro attaccanti si stabilizzasse attorno ai due minuti e mezzo. Attorno a metà percorso, però, la musica è cambiata perché tutti gli uomini di classifica hanno iniziato a portarsi nelle prime posizioni assieme ai rispettivi compagni di squadra e questo ha provocato un sensibile aumento dell’andatura e del nervosismo per il possibile rischio che si formassero dei ventagli.

A circa 100 chilometri dall’arrivo è stata la Movistar a provare un’azione di squadra: sfruttando un tratto di leggerissima discesa, il plotone ha affrontato una decina di minuti di corsa a più di 68 km/h di media, ma questo non è bastato a creare dei frazionamenti, eccezion fatta per pochi uomini nelle retrovie. In questa fase il gruppo si era riportato a soli 25″ dai quattro battistrada e, vedendo che nonostante tutto non si riuscita a creare selezione, c’è stata una brusca frenata: il destino di Ezquerra, Maté, Smit e Tanfield sembrava già segnato, ma i fuggitivi non hanno mollato e hanno potuto invertire la tendenza tornando a guadagnare terreno fino a riportarsi a due minuti a 50 chilometri dalla conclusione.

Terminato il pericolo vento, in testa al gruppo sono riapparse le squadre dei velocisti: Deceuninck-QuickStep, Bora-Hansgrohe, Trek-Segafredo e anche la UAE Team Emirates (per Philipsen) hanno ripreso a lavorare come già era stato nella prima parte di tappa. Al traguardo volante ai meno 25 chilometri i battistrada si sono divisi con Tanfield e Smit al comando, ma subito dopo in un tratto di salita il sudafricano della Burgos BH è partito tutto solo per provare a resistere il più possibile al rientro del plotone che in quel frangente era segnalato a circa 30″; l’azione solitaria di Smit non è comunque durata molto perché ai meno 14 chilometri il gruppo si è definitivamente ricompattato e ha iniziato ad organizzarsi per la volatona finale.

Nel finale la velocità è nuovamente salita vertiginosamente e negli ultimi 2000 metri è stato il treno della Deceuninck-QuickStep ad entrare in testa in blocco per lanciare Sam Bennett: il cosiddetto “Wolf Pack” si è un po’ fatto sorprendere all’ultima curva e ha provato ad approfittarne il belga Jasper Philipsen, ma pur perdendo qualche posizione Bennett è riuscito a lanciarsi benissimo, ha chiuso il piccolo buco che aveva guadagnato il corridore della UAE e negli ultimi 50 metri lo ha superato andando a cogliere la sua terza vittoria di tappa in carriera alla Vuelta e la settima di questo 2020. Philipsen ha quindi chiuso secondo e fa molto piacere vedere l’italiano Jakub Mareczko al terzo posto, un buon piazzamento per lui in una frazione che effettivamente si adattava alle sue caratteristiche di sprinter puro; il tedesco Pascal Ackermann ha chiuso quarto, con il giovane Gerben Thiijssen quinto e l’altro italiano Matteo Moschetti sesto. Nessuna novità in classifica generale con Primoz Roglic sempre in maglia rossa.

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