Geoghegan Hart e Ganna in Piazza Duomo con Dave Brailsford © LaPresse
Geoghegan Hart e Ganna in Piazza Duomo con Dave Brailsford © LaPresse

Geoghegan Hart e Ganna, il Giro tocca il punto G

Le pagelle della Corsa Rosa appena conclusa: il duo Ineos da 10, Hindley e Almeida sorprendono, Nibali in calo, Démare domina le volate e Viviani stenta ancora

Tao Geoghegan Hart – 10 e lode
Ha iniziato il Giro d’Italia come gregario per Geraint Thomas e non appena ha ereditato il ruolo di capitano una foratura gli ha fatto perdere più di un minuto e mezzo sull’Etna: nonostante questo l’inglese non ha mollato e già da Roccaraso ha iniziato la sua rimonta; i capolavori sullo Stelvio e al Sestrière, in collaborazione con un sontuoso Rohan Dennis, hanno ribaltato in Giro tanto da fare sembrare la decisiva crono finale quasi una formalità. A 25 anni Tao entra quindi in una dimensione come corridore, ma dovrà anche dimostrare di saper riconfermarsi in una stagione “normale”.

Jai Hindley – 9
Un grande talento della categoria Under23 che, dopo due anni di apprendistato alla Sunweb, è finalmente sbocciato anche tra i professionisti. Sulle grandi salite alpine Hindley ha dimostrato di poter lottare alla pari con il poi vincitore Tao Geoghegan Hart pagando dazio solo a cronometro. Anche lui come l’inglese non era partito con i gradi di capitano, ma è cresciuto strada facendo ed alla fine può sicuramente essere soddisfatto di un bilancio che vede una tappa vinta, un giorno in maglia rosa ed il secondo posto in classifica. Jai ha 24 anni ed il futuro sembra essere tutto dalla sua parte.

Wilco Kelderman – 8
Il suo Giro d’Italia ruota tutto attorno a quello che è successo in quella decina scarsa di chilometri tra la fine della discesa dello Stelvio e l’inizio della salita dei Laghi Cancano: un blackout mentale nel vedersi “abbandonato” dalla squadra? Una crisi dovuta al freddo ed ai problemi con la mantellina in discesa? O semplicemente delle gambe non all’altezza?. Alla vigilia del Giro era accreditato come un possibile outsider ma strada facendo era diventato per molti il primo favorito: tutto però è saltato quel giorno e l’impressione è che nessuna tattica della Sunweb lo avrebbe potuto salvare.

João Almeida – 9
Una bellissima rivelazione di questo Giro d’Italia. Il giovane portoghese, un 22enne che mai aveva disputato un Grande Giro in precedenza, è partito con l’ottimo secondo posto nella crono di Palermo e prendendo poi la maglia rosa sull’Etna: per quindici tappe ha difeso il simbolo del primato con grinta e andando anche a recuperare abbuoni qua e là; lo difficoltà sullo Stelvio potevano far presagire una crisi più profonda, e invece Almeida non è mai crollato e tra Sestrière e Milano è andato a prendersi in quarto posto nella classifica finale.

Pello Bilbao – 7.5
Lo spagnolo della Bahrain-McLaren aveva disputato il Tour de France andando in crescita nelle ultime tappe, era stato poi convocato per i Mondiali dove era al via sia nella crono che nella prova in linea ed alla fine si è schierato anche alla partenza del Giro d’Italia: dopo quasi due mesi così intensi ci si poteva aspettare che crollasse da un momento all’altre, ed in alcune tappe ha dato quest’impressione, ed invece ha tenuto duro andando a prendersi un terzo posto di tappa ai Laghi di Cancano e addirittura il quinto in classifica generale.

Jakob Fuglsang – 5.5
Il sesto posto in classifica generale è il suo miglior risultato di sempre in un grande giro (migliora il 7° del Tour 2013), ma dal 35enne danese ci si aspettava qualcosa di più soprattutto dopo i ritiri di alcuni rivali. Se nell’arco delle tre settimane ha difficoltà croniche che ovviamente non possono essere superate, a spingerci verso un voto negativo è stato soprattutto il fatto che non abbia mai provato a mettersi in luce in qualche tappa con attacchi per provare almeno a portare a casa qualcosa di più concreto.

Vincenzo Nibali – 5
Un Giro d’Italia che sembra rappresentare alla perfezione quello che è stato il suo 2020 dopo la ripartenza delle gare in estate: Nibali è sempre lì, ma quando gli altri big accelerano gli manca il cambio di passo per stargli dietro. A quasi 36 anni è anche normale, non può essere lo stesso Vincenzo Nibali dei giorni migliori e difficilmente potrà svoltare in positivo nel 2021: prima di darlo per finito, però, aspettiamo di vederlo in una stagione normale, con una preparazione classica e soprattutto con una squadra più forte al suo fianco.

Domenico Pozzovivo – 6
A quasi 38 anni, dopo il terribile incidente avvenuto a fine 2019 e dopo ulteriori cadute e acciacchi riportati all’ultimo Tour de France, è stato bello vedere lo scalatore lucano lottare a ottimi livelli per due settimane, che avevano spinto molti a pensare che potesse anche mirare a qualcosa di grosso. Da Piancavallo sono poi iniziate le difficoltà maggiori per Pozzovivo che per soli 47″ ha mancato la top10 finale: grinta e determinazione gli valgono comunque una sufficienza a lui che non è mai stato un campionissimo.

Filippo Ganna – 10
C’erano tre cronometro in questo Giro d’Italia e Ganna le ha vinte tutte e tre facendo brillare la sua maglia iridata della specialità; oltre a questo c’è stata la splendida vittoria a Camigliatello Silano dove è andato in fuga e ha demolito in salita tutti i compagni d’avventura; in tutto questo poi non è mancata neanche una grande mole di lavoro in funzione di Tao Geoghegan Hart che è stata ripagata poi con la maglia rosa. Insomma, Filippo Ganna non poteva proprio chiedere di più a questo Giro d’Italia.

Diego Ulissi – 7.5
Agrigento e Monselice: altre due tappe vinte per il corridore toscano che in carriera è arrivato a quota otto come Pantani e Tacconi, o come Bettini, Trentin, Bartoli, Pozzato, Tafi, Chiappucci e Rebellin messi tutti assieme. Durante la corsa rosa Ulissi riesce sempre ad esprimere il meglio delle proprio potenziale e quando trova tappe con salitelle o strappi nei chilometri finali diventa praticamente infallibile, che sia uno sprint all’insù oppure in pianura.

Arnaud Démare – 9
Quattro volate disputate e quattro vittorie, a cui si aggiunge ovviamente anche la conquista della prima maglia ciclamino in carriera: un bilancio praticamente perfetto, che poteva essere migliorato solo se la squadra avesse lavorato nella tappa di Asti. Dal mese di agosto ad oggi Démare è stato il corridori più vincente in assoluto con ben 14 centri, ma oltre a gambe velocissime c’è anche un lavoro perfetto del treno della Groupama-FDJ con un Jacopo Guarnieri eccellente nel ruolo di pesce pilota.

Ruben Guerreiro – 7.5
Tante fughe e tanti attacchi per il 26enne portoghese della EF Pro Cycling che non ha fatto azioni fini a se stesse, ma è riuscito a tornare a casa con un bel bottino: la vittoria nella tappa di Roccaraso ha interrotto un digiuno che durava dal Campionato Nazionale su strada nel 2017, ed aver indossato fino alla fine la maglia azzurra della classifica dei gran premi della montagna ha fatto sì che vedessimo un po’ meno la nuova bizzarra maglia della sua squadra.

Peter Sagan – 6.5
Nelle prime due settimane ci siamo goduti un Peter Sagan voglioso di dare spettacolo e di andare a caccia di vittorie: per lo slovacco ben quattro secondi posti di tappa, di cui tre alle spalle di Démare, ma soprattutto la perla di Tortoreto, una vittoria con una fuga cercata di forza e che ha interrotto un’astinenza che durava dal luglio 2019; certo, da uno come lui ci si aspetta sempre qualcosa di più. Dopo la tappa di Monselice, in cui gli sono mancati pochi secondi per rientrare sul gruppo dei migliori, ha rinunciato a lottare per la ciclamino.

Elia Viviani – 4
Continua il periodo nerissimo del velocista veronese che anche in questo Giro d’Italia non è mai riuscito ad essere competitivo per la vittoria allo sprint: per lui un 5° posto a Villafranca Tirrena, poi due decimi posti a Brindisi e Rimini che non sono quello che ci si aspetta da uno come lui. Anche il nuovo treno targato Cofidis sembra faticare a trovare l’amalgama giusta, ma adesso è Elia che prima di tutto deve ritrovarsi: purtroppo però la prima opportunità sarà nel 2021.

Caicedo, Cerny, Dowsett, Narvaez, Tratnik – 6.5
Questi cinque corridori chiudono tutti il Giro d’Italia con una vittoria di tappa in fuga e soprattutto con azioni davvero pregevoli, a testimoniare che una tappa più essere divertente anche se non sono i migliori del gruppo a battagliare per la vittoria. Tutti promossi quindi e per un paio di loro che erano in scadenza di contratto c’è anche l’augurio che questo Giro sia stato utile a definire i programmi futuri.

Gaviria, Kruijswijk, Matthews, Thomas, Yates – s.v.
Purtroppo è lunga la lista dei protagonisti annunciati alla vigilia che hanno dovuto interrompere anzitempo il loro Giro d’Italia: per quattro di loro il motivo è stata una positività al Covid-19 che dovrebbe averli condizionati nel rendimento finché sono stati in corsa, Thomas invece è stato costretto al ritiro per una sfortunata caduta avvenuta in un tratto di trasferimento per una borraccia schiazzata via da una bici per le ondulazioni della strada.

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