Il fotofinish della 9a tappa della Vuelta 2020
Il fotofinish della 9a tappa della Vuelta 2020

Bennett, per vincere usa la testa (nel modo giusto)

Vuelta a España, ad Aguilar de Campoo l’irlandese taglia il traguardo davanti ad Ackermann, ma viene declassato per un paio di testate. Sorride il tedesco, quinto Mareczko

Una meritata giornata di transizione per gli uomini di classifica e un gradito terreno dei caccia per i velocisti. La nona tappa della Vuelta a España accontenta tutti: in un percorso sinora decisamente esigente, l’odierna Castrillo del Val-Aguilar de Campoo di 157.7 km è il giusto intermezzo. Distanza breve e profilo facile, tanto che non c’è alcun gpm da affrontare tra le strade della Castilla y León. Le uniche palpitazioni giungono, in buona sostanza, dopo una quindicina di minuti dall’arrivo.

Due volenterosi in fuga, il gruppo li lascia fare
Partenza alle 13.34, giusto nei pressi della base militare nominata in odore del leggendario della Reconquista Cid Campeador, e subito due dei 157 corridori ancora in gruppo decidono di scattare. Sono lo spagnolo Aritz Bagües (Caja Rural-Seguros RGA) e il colombiano Juan Felipe Osorio (Burgos-BH), che puntano a mettere in mostra le rispettive maglie. Il gruppo, felice, lascia fare e già al km 10 il gap supera quota 3’20”, toccando il massimo a 4’30” dopo 25 km.

Il pomeriggio prosegue via tranquillo, con Bahrain McLaren, Deceuninck-Quick Step, Ineos Grenadiers e Total Direct Energie che lavorano senza troppa convinzione, data l’esiguità della fuga e del vantaggio. Gli unici momenti significativi riguardano due cadute: la prima, attorno al km 55, vede coinvolto Héctor Sáez (Caja Rural-Seguros RGA), che finisce violentemente a terra e riparte, dopo aver sostituito il casco frantumato. Quindi, una dozzina di km più tardi, è il turno di Dorian Godon (AG2R La Mondiale), che subito cambia bici e torna nel plotone.

Attaccanti ripresi ai meno 22 km, in un pomeriggio tranquillo per tutti
Al traguardo volante di Herrera de Pisuerga (km 92.4) non c’è la minima battaglia: Bagües passa per primo davanti a Osorio mentre nel gruppo, che giunge dopo 3′, non c’è il minimo interesse di catturare il secondo di abbuono ancora in palio – per la cronaca va a Dylan van Baarle. La corsa entra negli ultimi 50 km con la coppia di testa in possesso di un vantaggio di 2’45”, che scende rapidamente a 1’45” ai meno 40 km. Il primo transito sotto il traguardo, ai meno 35 km, il ritardo è crollato a soli 47″, complice l’inizio del lavoro della Bora Hansgrohe.

Consci di andare troppo forte, i tedeschi si spostano per cui, nei km seguenti, si torna ad una situazione di gruppo allargato su tutta la sede stradale. Tuttavia la fuga è stata annullata a 22 km dal termine, poco prima di un pericoloso passaggio su un ponticello stretto che, fortunatamente, non provoca problemi. Il passo è talmente blando tanto che, ai meno 13 km, Primoz Roglic deve fermarsi per una foratura: lo sloveno non ha la minima fretta per ripartire e ha modo di rientrare senza forzare e senza l’aiuto dei compagni.

Ackermann parte, Bennett lo brucia e vince. Sesto Mareczko
L’andatura aumenta ai meno 6 km, con Bora Hansgrohe e Lotto Soudal che prendono le redini, conducendo la carovana nella curva a 180° ai meno 1400 metri. Sono due gli uomini dei tedeschi che iniziano il km finale, con Ackermann protetto alla loro ruota e che lancia lo sprint ai meno 180 metri. Alla propria destra l’ex campione teutonico viene sfida e superato presto da Sam Bennett, che si distende al meglio andando a conquistare un successo netto.

Per l’irlandese è la seconda vittoria in altrettanti sprint della Vuelta, dopo quella di venerdì scorso, nonché l’ottava del 2020. Per la Deceuninck-Quick Step quella odierna rappresenta un momento importante, dato che si tratta della centesima affermazione nella storia dello squadrone nei grandi giri.

Seconda piazza per Pascal Ackermann (Bora Hansgrohe), terza per il belga Gerben Thijssen (Lotto Soudal), finalmente recuperato in pieno dopo la terrificante caduta nell’autunno 2019 alla 6 Giorni di Gand. Quarto il tedesco Max Kanter (Team Sunweb), quinto il belga Jasper Philipsen (UAE Team Emirates) e sesto il bresciano Jakub Mareczko (CCC Team), partito da lontanissimo nel suo sprint e riuscito a rimontare solo fino qui: un peccato, perché l’impressione è che potesse persino dare fastidio al vincitore, se in posizione di sparo perfetta. Completano la top ten il francese Alexis Renard (Israel Start-Up Nation), lo spagnolo Jon Aberasturi (Caja Rural-Seguros RGA), il francese Lorrenzo Manzin (Total Direct Energie) e l’australiano Robert Stannard (Mitchelton-Scott).

Ma la giuria cambia il verdetto: irlandese declassato, esulta Ackermann
Tuttavia il podio protocollare non inizia subito e, quando parte, vede subito la sfilata delle maglie. Il motivo? A causa di un reclamo avanzato da un altro team, la giuria ha deciso di visionare attentamente la preparazione della volata dove Bennett viene beccato in fallo: per due volte l’irlandese colpisce con altrettante testate il lettone Emils Liepins della Trek-Segafredo, reo di volersi piazzare nel treno Deceuninck.

La decisione, che arriva dopo un lungo conciliabolo, è netta: retrocessione all’ultimo posto del gruppo per Sammy B e vittoria che va a Pascal Ackermann, al settimo successo stagionale. Nella top ten, come ovvio, scalano tutti di una posizione – Mareczko quindi diventa quinto e decimo è il sudafricano Reinardt Janse van Rensburg (NTT Pro Cycling).

Classifica invariata, domani a Suances probabile replica per le ruote veloci
La classifica rimane immutata: Richard Carapaz (Ineos Grenadiers) indossa la maglia rossa con 13″ su Primoz Roglic, 28″ su Daniel Martin, 44″ su Hugh Carthy, 1’54” su Enric Mas, 3’28” su Felix Grossschartner ed Esteban Chaves, 3’35” su Alejandro Valverde, 3’40” su Marc Soler e 3’47” su Wout Poels.

Domani, dopo un trasferimento non banale, nuova opportunità per i velocisti – due giorni di fila, non par vero! La Castro Urdiales-Suances di 185 km si dipana in buona parte lungo la costa della Cantabria, con l’incognita vento da tenere in conto. L’ultimo km tira all’insù, attorno al 4%, con gli ultimi 120 metri pianeggianti in rettilineo.

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