Magnus Cort Nielsen esulta alla Vuelta a España © Photo Gómez Sport
Magnus Cort Nielsen esulta alla Vuelta a España © Photo Gómez Sport

Roglic ci prova, ma finisce Cort

Nella 16a tappa della Vuelta a España la Ineos tira a lungo, ma alla fine è volata ristretta: vince Magnus, Primoz guadagna altri 6″ di abbuono

Avere come terzultima tappa di un Grande Giro una frazione di 162 chilometri con un gran premio della montagna di seconda categoria seguito da uno di prima categoria, farebbe pensare ad una buona occasioni per gli scalatori e per gli uomini di classifica: ma questa 16a tappa della Vuelta a España, da Salamanca a Ciudad Rodrigo, aveva un profilo abbastanza ingannevole, almeno sulla carta. Il Puerto El Portillo era infatti una salita abbastanza irregolare di 13.8 chilometri in cui la pendenza media complessiva era solo del 4.4%, mentre il Puerto El Robledo era stato classifica di prima categoria pur essendo “solo” un’ascesa di 6 km al 6.5% e con il gpm posizionato a circa 35 chilometri dal traguardo: insomma, niente di così selettivo. Ma un grosso fattore di pericolo oggi era il forte vento, che poteva creare qualche problema ai corridori.

Con un arrivo in salita ed uno in volata nel weekend conclusivo, la tappa rappresentava per molte squadre e per molti corridori l’ultima occasione di andare a caccia di un successo parziale con una fuga da lontano. In particolare la giornata odierna era stata “puntata” dalla Burgos-BH che fin dai primi chilometri ha avuto un atteggiato tattico tutti improntato all’attacco: al chilometro 15 è scattato Ángel Madrazo a cui si è unito subito il colombiano Juan Felipe Osorio. I due uomini in maglia viola hanno preso un margine di vantaggio di un minuto, e vedendo che nel gruppo non c’era reazione sono partiti altri contraccanti: il primo a muoversi Rémi Cavagna (Deceuninck-Quick Step) a cui si sono uniti anche Robert Stannard (Mitchelton-Scott), Kobe Goossens (Lotto Soudal) ed un terzo uomo della Burgos-BH, lo spagnolo Jesús Ezquerra. S’è mosso invece con troppo ritardo Julén Amezqueta (Caja Rural) che, per non sbagliare, era stato seguito dal sudafricano Willie Smit, anche lui della Burgos.

I due battistrada ed i quattro inseguitori si sono ricompattati al chilometro 31 e così s’è formata la fuga di giornata di sei corridori, tre della Burgos-BH (Ezquerra, Madrazo e Osorio) e poi un uomo a testa per Deceuninck-QuickStep (Cavagna), Mitchelton-Scott (Stannard) e Lotto Soudal (Goossens). Nel primo tratto di corsa prevalentemente pianeggiante i fuggitivi sono arrivati ad avere più di cinque minuti di vantaggio ed in gruppo sono state nuovamente la Bora-Hansgrohe e la UAE Team Emirates a portarsi in testa a tirare pensando ad una possibile rivincita del finale di ieri con Pascal Ackermann e Jasper Philipsen a giocarsi la vittoria in una volata di un gruppo più o meno ristretto. Fino alle prime rampe del Puerto El Portillo il distacco tra fuga e gruppo è rimasto congelato attorno ai cinque minuti ma, mentre davanti perdeva irrimediabilmente contatto il colombiano Osorio, dietro le cose stavano per cambiare.

Nell’ultimo chilometro della salita di El Portillo nel gruppo c’è stata una netta accelerazione portata dalla Ineos-Grenadiers, non tanto per fare selezione prima del gpm quando per prendere posizione in vista di un forcing lungo la successiva discesa. L’azione di Van Baarle e Amador non ha sorpreso Primoz Roglic che è sempre stato molto attento a ruota di Richard Carapaz, ma anche tutti gli uomini di classifica non hanno avuto particolari problemi a seguire il ritmo: la discesa di El Portillo, infatti, era molto tortuosa ma era caratterizzata più che altro da tornanti in sequenza che obbligavano i corridori a frenare e rilanciare, non l’idea per chi vuole creare dei frazionamenti grazie al coraggio e all’abilità di affrontare le curve a grande velocità. Il lavoro della Ineos ha comunque fatto crollare il vantaggio di Cavagna, Ezquerra, Goossens, Madrazo e Stannard che a 50 chilometri dall’arrivo si sono ritrovati con appena 1’45” da difendere.

Nell’avvicinamento alla salita di El Robledo tra i fuggitivi ha perso contatto Ezquerra e quindi davanti sono rimasti solo in quattro con Madrazo unico rappresentante della Burgos-BH; nel gruppo maglia rossa, invece, il Team Ineos ha continuato a tenere alta l’andatura ed a recuperare secondi nei confronti di Cavagna, Goossens, Madrazo e Stannard. Sulle rampe più dure del Puerto El Robledo sono rimasti al comando della tappa solo Rémi Cavagna e Robert Stannard che poi hanno raggiunto il gran premio della montagna con soli 25″ di vantaggio su un gruppo maglia rossa formato da una sessantina circa di unità: stavolta in discesa è stata la Movistar a prendere in mano le operazioni portando la squadra in blocco nelle prime posizioni del plotone principale e accelerando il ritmo. In questo tratto, in località Serradilla del Llano, c’era anche il traguardo con abbuoni, ma sono stati Stannard e Cavagna a passare in testa e nel gruppo non c’è stata battaglia per quel secondo che ancora restava in palio per il terzo posto.

Nei chilometri conclusivi della tappa il gruppo ha tenuto il gap dalla testa della corsa nell’ordine dei 15″ ed il distacco è rimasto stabile anche quando Rémi Cavagna è rimasto da solo ai meno 17 chilometri: il francese della Deceuninck-QuickStep è sempre un osso duro in queste situazione di corsa, in più il vento a favore ha messo entusiasmo a questo ottimo passista che ai meno 7 chilometri aveva 20″ di vantaggio sul gruppo tirato da Movistar e Mitchelton. Solo negli ultimi 5 chilometri la strada si è fatta più favorevole agli inseguitori e Cavagna si è quindi dovuto arrendere quando mancavano appena 2100 metri alla conclusione: un’altra beffa per la Deceuninck-QuickStep che anche ieri aveva visto sfumare una possibile vittoria con Mattia Cattaneo proprio nel finale.

A 1400 metri in un tratto di leggera salita il francese Bruno Armirail ha provato ad anticipare la volata e, pur senza andare molto lontano, ha mandato un po’ in tilt i mini treni della Movistar e della Jumbo-Visma e così Alejandro Valverde si è trovato a lanciare lo sprint da molto lontano. Al murciano della Movistar sono inevitabilmente mancate le gambe negli ultimi 50 metri, ma a quel punto il danese Magnus Cort Nielsen era già lanciatissimo verso la seconda vittoria personale di questo 2020 e la terza della EF Pro Cycling in questa edizione della Vuelta a España. Ma in una volata così non poteva che lanciarcisi anche il leader Primoz Roglic che, rimontando negli ultimi metri è riuscito a prendersi la seconda posizione e quindi il relativo abbuono in palio; l’ordine d’arrivo ha poi visto Rui Costa declassato per sprint irregolare e quindi al terzo posto è stato promosso Dion Smith con Alejandro Valverde quarto e Richard Caparaz quinto. Con il senno di poi, potremmo dire che il lavoro odierno della Ineos Grenadiers sia stato controproducente.

In classifica generale Primoz Roglic ha quindi guadagnato 6″ su tutti i rivali che possono essere importanti in vista della tappa di montagna di domani: lo sloveno della Jumbo-Visma ha adesso 45″ su Richard Carapaz e 53″ su Hugh Carthy, un margine non di sicurezza ma comunque leggermente migliore di quanto non fosse questa mattina.

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