Gli attimi successivi alla caduta al Tour de Pologne © Israel Start-Up Nation
Gli attimi successivi alla caduta al Tour de Pologne © Israel Start-Up Nation

L’UCI lancia un protocollo per le commozioni cerebrali e altre misure per la sicurezza

Nella giornata di ieri l’Unione Ciclistica Internazionale ha pubblicato un nuovo importante protocollo per valutare e affrontare le commozioni cerebrali collegate allo sport, inoltre sono anche stati approvati dal Consiglio del Ciclismo Professionistico i principi generali di una serie di misure che avranno come obiettivo quello di rafforzare la sicurezza in corsa.

Il nuovo protocollo per le commozioni cerebrali, che si stima possano raggiungere fino al 9% degli infortuni, sarà applicato a tutte le discipline ciclistiche con particolare attenzione a strada e pista dove i rischi sono ovviamente maggiori: l’UCI raccomanda che il personale non medico (preparatori, direttori sportivi, meccanici e corridori su tutti) siano formati per riconoscere i segnali di una possibile commozione cerebrale dopo una caduta, come stordimento, mancanza di equilibrio, mal di testa, linguaggio confuso e alterazioni della vista.

Se saranno riscontrati alcuni di questi segnali, la diagnosi dovrà comunque essere confermata dal medico di gara che potrà e dovrà continuare a monitorare il corridore in ogni momento. Inoltre il protocollo indica in minimo 24-48 ore il tempo di riposo assoluto dopo una commozione cerebrale, mentre il ritorno alle competizioni dovrà avvenire almeno una settimana dopo la sparizione dei sintomi collegati alla diagnosi ricevuta (due settimana per gli juniores).

Per le altre misure di sicurezza, la palla passa adesso all’UCI che dovrà accogliere quanto determinato dal Consiglio del Ciclismo Professionistico in un gruppo di lavoro che vedeva presenti anche David Lappartient e rappresentanti di squadre, organizzatori e corridori, tra cui Philippe Gilbert e Matteo Trentin. Si va da un rafforzamento e da un’applicazione più rigorosa delle misure già esistenti, fino a standard universali per le transenne nei finali di corsa (in particolare dove si prevede un arrivo in volata) ed all’introduzione di nuovi supervisori dedicati esclusivamente alla sicurezza.

Inoltre si chiederà alla Commissione dei Materiali UCI di valutare a fondo tutto ciò che può causare problemi direttamente o indirettamente, come ad esempio i freni a disco o i portaborracce; ci saranno anche nuove regole per tutti i veicoli al seguito della corsa (elicotteri compresi) con la possibile introduzione di una specifica patente a punti. Per concludere allo studio ci sono anche nuove tecnologie che, attraverso provider esterni, possano permettere di analizzare i percorsi ed individuare eventuali passaggi a rischio già settimane prima della corsa.

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