Molto fango oggi a Dendermonde © Luc Claessen/Getty Sport
Molto fango oggi a Dendermonde © Luc Claessen/Getty Sport

É tornata la Macchina del Fango

Van Aert devastante nel diluvio di Dendermonde: Van Der Poel accusa quasi 3′. Brand inarrestabile e vicina alla Coppa del Mondo

Van Der Poel negli ultimi anni ha sancito un dominio netto e inappellabile, vincendo quasi tutte le gare alle quali ha preso parte; ma non è mai riuscito a imporsi in maniera così umiliante per i rivali come riesce, in alcune occasioni, a Wout Van Aert. Che è riuscito a far meglio di quanto riuscì in quell’epico mondiale di Valkenburg 2018, dove le condizioni erano tremende più o meno quanto oggi; a far la differenza sull’inedito circuito belga, terza tappa di Coppa del Mondo, più il meteo di un percorso in fin dei conti semplice e “veloce” in condizioni normali. Invece sotto la sferzante tempesta Bella, della quale il vento ha costretto ad alcune modifiche del percorso (l’eliminazione del ponte sospeso) che non hanno fatto che aumentare la componente podistica, è andato in scena uno spettacolo tutto al rallentatore, con atleti che han viaggiato a media di 15 km/h tra gli uomini e 11 km/h tra le donne. Quasi più veloce se si fosse corso direttamente a piedi.

Partenza: sembra giornata di Van Der Poel e Pidcock, e invece…
La partenza della prova non aveva dato adito a una definizione così netta delle gerarchie. I due campioni erano partiti come al solito scattanti sin dalla prima curva, anche se Van Aert si ritrovava, un po’ come nella prova di Zolder ieri, costretto a inseguire da inconvenienti (la bici di Van Kessel che va ad agganciarsi alla sua, ad esempio). Anche Tom Pidcock si manifestava piuttosto pimpante nel primo giro, specialmente nei tratti a piedi; ma è solo l’inizio. A lungo andare gli interminabili rettilinei fangosi, che in altre occasioni avrebbero esaltato la scorrevolezza di Van Der Poel, non hanno fatto altro che accentuare la potenza di Van Aert, il quale saltava i rivali a doppia velocità. E così mentre Pidcock affondava già nel secondo giro, per andare a concludersi in un mesto ritiro (così come Lars Van Der Haar, male sin dalla partenza), Van Aert faceva la selezione con l’attacco, avendo il solo campione del mondo a ruota, e più staccati i vari Toon Aerts, Quinten Hermans, Corné Van Kessel e Michael Vanthourenhout, nel ruolo ingrato di difensore della leadership di Coppa del Mondo.

Gara chiusa già al terzo giro. E Mathieu stringe i denti per il secondo posto
Già all’inizio del terzo giro è game over: affondati nel fango, tutti rallentano, ma Van Aert rallenta molto meno degli altri. Un caterpillar che metterà prima secondi e poi minuti di distanza dagli altri, mentre Mathieu Van Der Poel rivive l’incubo dell’Hotondcross 2019 ed in generale di tutte quelle gare così pesanti da annichilire la sua potenza, subendo anche il freddo che ha decisamente fatto forte differenza tra gli atleti.
A un certo punto è stata messa anche in discussione la seconda piazza di Van Der Poel; Toon Aerts rimontava posizioni e solo una caduta rallentava il suo sorpasso a Michael Vanthourenhout, che lo portava in terza posizione. Nell’ultimo giro il capitano della Telenet Baloise Lions ha dimezzato il distacco da Van Der Poel, il quale è giunto secondo a 2’49” (da quanto tempo non vedevamo tali distacchi a questi livelli??), mentre Aerts ha accusato 3’06”.
Michael Vanthourenhout perde con onore la testa della Coppa a favore di Van Aert, chiudendo quarto a 3’42”. Il campione belga Laurens Sweeck giunge a 3’58”, precedendo i due Tormans Corné Van Kessel (4’14”) e Quinten Hermans (4’22”), avvicinato dal giovane olandese Pim Ronhaar (4’29”) ai primi buoni risultati a livello élite. Come spesso capita nelle condizioni pesanti, Thijs Aerts segue nella buona prestazione il fratello chiudendo nono a 4’49”, e precedendo il da poco rientrato Gianni Vermeersch in top ten (5’04”).
Come si può intuire dai distacchi, in pochi hanno potuto godere del privilegio di concludere la gara a pieni giri, meno della metà; tra questi si evidenzia un volitivo Nicolas Samparisi, autore di una delle sue migliori gare in Coppa, arrivato 31esimo a 10’17”, in rimonta e non lontano dalla zona punti.  51esimo suo fratello Lorenzo Samparisi.

Lucinda Brand imbattibile, Honsinger si conferma donna da fango
Se la corsa maschile è stata brutale, la gara femminile si è rivelata una spietata lotta nel fango e contro il fango: essendo la prima gara molte le difficoltà emerse in un terreno talmente fangoso da inghiottire le atlete. Un terreno ancora una volta favorevole a Lucinda Brand, la quale ha ingaggiato un duello rusticano con Ceylin Del Carmen Alvarado; la campionessa del mondo ha però sofferto la pesantezza del percorso sulla lunga distanza, come d’altronde anche Denise Betsema (la quale ha concluso ottava) finendo staccata e saltata anche dall’americana Clara Honsinger, ancora una volta implacabile sui percorsi più estremi. Per Lucinda Brand terza vittoria su 3 in Coppa del Mondo; vincendo anche in casa ad Hulst potrebbe concludere la pratica. Dopo la Honsinger a 15″ e la Del Carmen Alvarado, giunge quarta a 40″ Fem Van Empel, anch’ella autrice di una grande rimonta; classe 2002 e tra le fila della Pauwels Sauzen, ne risentiremo parlare, precedute di poco Annemarie Worst e Sanne Cant, partita gagliarda ma poi spenta nel finale.  Chiudono vicine Alice Arzuffi ed Eva Lechner, rispettivamente 12esima a 2’21” e 13esima a 2’38”, mentre Silvia Persico è 44esima a 7’36”.

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