Van Der Poel mostra i muscoli © Eurosport
Van Der Poel mostra i muscoli © Eurosport

Van Der Poel mostra i muscoli

Monstre più del solito la prestazione in Coppa del Mondo a Hulst per il Campione del Mondo. Betsema domina al femminile, Coppa già alla Brand

Eravamo rimasti allo “Shitty Trail” di Dendermonde, o almeno ci era rimasto Mathieu Van Der Poel, con la testa. La prova odierna ad Hulst l’avrà rimesso a posto col Karma? Forse sì, sarà che da qui al ritorno alle gare più importanti ci sono tre settimane buone di riposo, sarà per la terza vittoria in 3 giorni, dopo due settimane nelle quali ha corso 2 giorni su 3 (alla faccia della preparazione degli appuntamenti), ma l’impressione è che quella sconfitta sul fango gli bruciasse ancora tanto e nonostante si fosse già rifatto a Baal, andavano rimesse in chiaro alcune cose. Non è stato il “solito” Van Der Poel: non si è risparmiato, non si è accontentato. Ha tirato dritto sin dalla seconda tornata ed ha continuato a mantenere altissime le velocità, doppiando su un percorso corto ma veloce più della metà dei partecipanti: saranno difatti solo in 17 su 52 a potersi vantare ( e sì, sarebbe un vanto per chiunque), ad aver terminato la prova a pieni giri (tra le “vittime” di Van Der Poel i fratelli Samparisi, Nicolas 40esimo e Lorenzo 44esimo)

Altrove giornate storte: Van Aert distratto, Iserbyt ancora dolente
La gran prova di Van Der Poel è facilitata dalle controprestazioni altrui: a cominciare da Eli Iserbyt, che a Baal era sembrato già tornare sui livelli pre-infortunio a Zolder, al quale è bastato finire per terra in partenza per tornare a soffrire: il campione europeo abbandona dolorante al terzo giro. Non va granché bene neanche a Wout Van Aert: per il leader di Coppa un errore clamoroso nel secondo giro (al cambio bici “perde” la postazione e deve tornare indietro per recuperare la bici pulita), assieme a tanti piccoli errori qua e là che gli fanno perdere il treno di Van Der Poel, involatosi al secondo giro dopo aver fatto scambiare l’unico a provare a stargli dietro, Toon Aerts. Crollato il campione uscente della Coppa, vivremo un’interessante gara per il secondo posto e per la Coppa, con Van Aert che dovrà sudare non poco contro i principali outsider, Tom Pidcock e Michael Vanthourenhout; il biondo della Pauwels Sauzen cede nella seconda parte di gara, il britannico invece ingaggia un coraggioso duello per poi arrendersi solo all’ultimo giro. Per tutti, volano i minuti: 1’31” per Van Aert, 1’49” per Pidcock, e si sale a 2’41” per Vanthourenhout e 3’07” per Toon Aerts. Il secondo posto è comunque preziosissimo per il campione della Jumbo-Visma: con 125 punti in Coppa del Mondo mantiene a debita distanza Van Der Poel, che a 110 oltre a vincere in quel di Overjise dovrà sperare in un passo falso del rivale.

Superba Betsema, Brand vince la Coppa del Mondo
Copione diverso dal solito nella prova femminile: non Brand o Del Carmen Alvarado sul gradino più alto del podio, ma Denise Betsema, alla sua seconda vittoria in Coppa dopo Koksjide 2018; la Betsema era già riuscita a vincere in uno scontro diretto nello Scheldecross, ma oggi ha saltato uno scalino permettendosi distacchi enormi per l’equilibrio che c’è a livello femmile: più di un minuto rifilato a Lucinda Brand, la quale comunque non si lamenta, avendo messo in cassaforte oggi la Coppa del Mondo con una tappa di anticipo; la Betsema è riuscita a fare la differenza nel terzo dei sette giri previsti, e la Brand è riuscita solo a staccare la campionessa del mondo Ceylin Del Carmen Alvarado, giunta terza ad 1’09”, senza avvicinare l’atleta della Pauwels Sauzen che si conferma, casomai ce ne fosse bisogno, terza forza e principale outsider per il mondiale ormai vicino. Seguono Annemarie Worst (1’26”) e Blanka Vas (1’57”), non impressiona Marianne Vos alla prima uscita in maglia Jumbo-Visma che ha concluso 11esima, non lontana Alice Arzuffi 13esima a 3’34”. Due note di colore: la pattinatrice Anne Tauber, olandese anch’ella, vedendo cancellata la stagione causa Covid si sta riciclando più che dignitosamente nel cross, giungendo appena alle spalle della Arzuffi; 16esima anche Lotte Kopecky, campionessa belga su strada e velocista tra le migliori al mondo che si sta comportando bene nella sua prima annata col ciclocross: chissà che non ripeta il percorso della Brand.

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