Chantal Blaak fa sua la Strade Bianche © Getty Images
Chantal Blaak fa sua la Strade Bianche © Getty Images

Super Elisa, ma la Strade Bianche è all Blaak

Longo Borghini ci mette l’anima ed è seconda, ma lo squadrone SD Worx è imbattibile. Ottava Cavalli

La settima edizione della Strade Bianche femminile è stata più aperta di quanto non sia stata in passato; basti pensare che a 15 km dal termine dei 136 previsti, il gruppetto di testa era composto da ben quindici elementi, tutte di livello assoluto. Marianne Vos, Lotte Kopecky, Mavi García, Chantal Blaak, Ellen van Dijk, Annemiek van Vleuten, Cecilie Uttrup Ludwig, Kasia Niewiadoma, Sabrina Stultiens, Demi Vollering, Elisa Longo Borghini, Anna van der Breggen, Amanda Spratt, Ashleigh Moolman e Marta Cavalli, queste le battistrada.

Blaak e Longo Borghini ci provano subito dopo, nel tratto di asfalto immediatamente precedente all’ottavo settore sterrato, quello di Le Tolfe. Ed è qui, ad una dozzina di km dalla conclusione, che Van Vleuten aumenta il ritmo: l’unica a restare alla sua ruota è Vos, per una coppia che più nobile non si può. Tuttavia la leader del Team Jumbo-Visma decide di non collaborare con la campionessa europea in carica, per cui a 9 km dal termine si riforma un gruppo di testa di dodici unità – presenti tutte le sopracitate tranne García, Kopecky e Stultiens.

Non mancano gli scatti nella fase successiva: il più interessante viene lanciato a circa 6.5 km dalla fine da Chantal Blaak con Elisa Longo Borghini attenta a prenderne la scia. L’unica a cercare di ricucire è Niewiadoma ma la polacca, giustamente, una volta constatato che nessun’altra collabora si sposta, lasciando alle due attaccanti 20″ di margine al cartello dei meno 5 km. La campionessa italiana si incarica di effettuare il grosso del lavoro – anche per la presenza di tre compagne della Blaak, ossia Van der Breggen, Moolman e Vollering, nel plotoncino alle spalle.

L’azzurra e la neerlandese entrano nell’ultimo km con 15″ sulla solitaria Marta Cavalli e con quasi 25″ sul gruppetto Van der Breggen-Van Vleuten-Vos. Sulle arcigne pendenze di Via Santa Caterina Longo Borghini prova a forzare ma ai meno 500 metri, quando la strada sale al 16%, Blaak la scavalca e si invola; Elisa tenta di resisterle, ma è tutto vano.

Chantal Blaak va a cogliere un successo netto, l’ennesimo di una carriera ricca di soddisfazioni: la trentunenne vantava già il titolo mondiale di Bergen 2017 oltre la Ronde van Vlaanderen 2020, la Gent-Wevelgem 2016 e l’Amstel Gold Race 2018, solo per citare le principali affermazioni. Per i Paesi Bassi è il quarto centro di fila tra le Crete senesi, ennesimo segno di chi sia l’unica superpotenza del ciclismo femminile.

Al secondo posto a 7″ giunge Elisa Longo Borghini: la capitana della Trek-Segafredo dimostra per l’ennesima volta di essere la principale alternativa allo squadrone oranje. A mancarle sono stati pochi metri e, soprattutto, il supporto delle compagne (oggi Lizzie Deignan non è partita a causa di problemi di salute): giocare in due (con lei c’era Van Dijk) contro le quattro della SD Worx è impossibile per chiunque.

Il podio viene completato a 9″ da Anna van der Breggen: la campionessa del mondo in salita era la più forte di giornata – tanto che ha staccato la solitamente impeccabile Annemiek van Vleuten (Movistar Team), poi quarta a 11″, sullo strappo di Santa Caterina. Ma i doveri di squadra hanno giocato contro, per una volta, ad AvdB.

Quinta piazza a 11″ per la danese Cecilie Uttrup Ludwig (FDJ Nouvelle Aquitaine Futuroscope), sesta con lo stesso ritardo per la neerlandese Demi Vollering (SD Worx). Settima a 23″ una Marianne Vos (Team Jumbo-Visma) che è mancata nel momento clou: per l’ennesima volta la Strade Bianche rimane indigesta alla fenomenale trentatreenne. Ottava a 27″ una ottima Marta Cavalli (FDJ Nouvelle Aquitaine Futuroscope), il cui percorso di crescita è sempre più convincente. Nona a 30″ la polacca Kasia Niewiadoma (Canyon Sram), decima a 32″ la neerlandese Ellen van Dijk (Trek-Segafredo).

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile