Julian Alaphilippe vince davanti a Mathieu van der Poel e Wout van Aert © LaPresse
Julian Alaphilippe vince davanti a Mathieu van der Poel e Wout van Aert © LaPresse

Alaphilippe rimette in ordine qualche gerarchia

Nella 2a tappa della Tirreno-Adriatico il campione del mondo vince davanti a Van der Poel e Van Aert: per la prima volta sono tutti e tre sullo stesso podio; e quarto è Pogacar

La seconda giornata della Tirreno-Adriatico proponeva ai 175 corridori in gara una tappa di quelle che si possono considerare tipiche proprio della Corsa dei Due Mari: percorso abbastanza lungo, 202 chilometri, molto ondulato negli ultimi 50 chilometri e con un finale non troppo impegnativo ma che tirava tutto all’insù negli ultimi 7 chilometri verso Chiusdino; sulla carta era quindi una di quelle tappe ideali per chi è venuto in Italia per prepararsi in vista della Milano-Sanremo e delle classiche successive, ma il tracciato obbligava anche gli uomini di classifica a tenere gli occhi ben aperti, per gli abbuoni in palio, per le possibili imboscate e per il rischio di perdere qualche secondo nel finale a causa di buchi o frazionamenti del plotone.

Ed è proprio in corrispondenza del cartello dei 50 chilometri al traguardo che in gruppo si è iniziata a sentire la tensione della corsa: fino a quel momneto la Jumbo-Visma aveva imposto un ritmo abbastanza regolare per tenere sotto controllo i sei fuggitivi di giornata. I coraggiosi di oggi erano Simon Pellaud (Androni Sidermec), Marcus Burghardt (Bora Hansgrohe), Vincenzo Albanese e John Archibald (Eolo Kometa), Simone Velasco (Gazprom Rusvelo) e Pieter Vanspeybrock (Intermarché Wanty): gli italiani Albanese e Velasco si erano visti all’attacco da lontano anche ieri dandosi battaglia per la maglia dei gran premi della montagna, e la marcatura è proseguita anche oggi sebbene alla fine nessuno dei due sia riusciti a marcare punti.

Ai meno 50 chilometri, infatti, iniziava la salita di Casciano, non valida come gpm, ma su cui il gruppo ha aumentato il ritmo se non altro perché tanti volevano tenere le posizioni d’avanguardia: a farne le spese sono stati tanti velocisti, compreso Peter Sagan che dopo il Covid è ancora in ritardo di condizione, e soprattutto il vantaggio dei sei battistrada che si è ridotto a poco più di 20″. I fuochi d’artificio, però, sono partiti poco dopo sull’ascesa di Poggio alla Croce, salita non lunghissima ma che si è rilevata decisamente impegnativa: annullata la fuga iniziale, infatti, a 35 chilometri dall’arrivo c’è stato l’attacco di Egan Bernal, seguito da Kasper Asgreen e Jasper De Buyst in modalità di stopper. Qui si è aperta una fase concitata con tanti corridori che hanno provato ad uscire dal gruppo, mentre Wout van Aert è rimasto tranquillo per non sfaldare la squadra al suo fianco che aveva già perso diversi elementi.

Il ritmo elevato ma regolare della Jumbo-Visma ha fatto sì che questo tentativo venisse annullato, ma proprio in vista del gpm di Poggio alla Croce è stata ancora la Ineos a smuovere le acque con un attacco di Pavel Sivakov a cui si sono accodati corridori di primissimo piano come il campione uscente Simon Yates, il portoghese Joao Almeida e lo spagnolo Mikel Landa. Questi quattro corridori sono partiti quando mancavano 31 chilometri all’arrivo e hanno sfruttato il tratto di falsopiano successivo alla salita per prendere un margine di vantaggio quantificato in 20″: accanto al capoclassifica Wout van Aert erano rimasti solo Tobias Foss e Timo Roosen, che hanno fatto un grande lavoro per contenere il distacco che ad un certo aveva anche superato i 30″, ma i due gialloneri da soli non potevano bastare per riportarsi su Almeida, Landa, Sivakov e Yates.

La salita finale di Chiusdino iniziava a 7 chilometri dall’arrivo ed è qui che in testa al gruppo sono apparse le maglie della UAE Team Emirates, ma anche il lavoro dei compagni di Tadej Pogacar non è bastato ad andare a riprendere lo scatenato quartetto al comando della tappa. Tra i fuggitivi il primo a cedere a circa 3 chilometri è stato Simon Yates che poi ha perso anche le ruote del plotone, mentre Pavel Sivakov e Joao Almeida hanno dato spettacolo scattandosi in faccia a ripetizione: ad avere la meglio è stato il portoghese della Deceuninck-QuickStep che ai 1200 metri s’è involato tutto solo, dando modo al compagno di squadra Julian Alaphilippe di restare nelle prime posizioni del gruppo ma senza doversi esporre il prima persone. L’azione di Almeida è stata molto decisa ed al triangolo rosso l’ago della bilancia dei giochi per la vittoria pendeva dalla sua parte: ma i giochi non erano ancora finiti, ed ancora una volta è stata la Ineos Grenadiers a far cambiare volto a questa seconda tappa della Tirreno-Adriatico.

Dentro all’ultimo chilometro, nel gruppo dei favoriti c’è stata la progressione di Geraint Thomas che è partito lungo per andare a chiudere su Joao Almeida, ma che di fatto si è ritrovato a tirare una gran volata a Julian Alaphilippe e Wout van Aert che lo seguivano a ruota: a quel punto il campione del mondo si è ritrovato nella situazione di corsa ideale per le sue caratteristiche e per lui è stato praticamente un gioco da ragazzi togliersi tutti di ruota con una violenta accelerazione, andando a superare di slancio il compagno di squadra quando mancavano meno di 100 metri all’arrivo. Dopo i secondi posti al Tour de la Provence ed alla Strade Bianche, per il talento francese della Deceuninck-QuickStep è arrivato il primo successo stagionale ed è una risposta a Mathieu van der Poel e Wout van Aert che avevano timbrato nei giorni scorsi. Se il buongiorno si vede dal mattino, alla Milano-Sanremo ci aspetta una scalata del Poggio assolutamente esplosiva.

E l’ordine d’arrivo di oggi è per certi versi storico perché alle spalle di Julian Alaphilippe troviamo in seconda Mathieu van der Poel, partito da lontano e uscito in grande rimonta negli ultimi metri, e poi in terza Wout van Aert: è la prima volta che questi tre giganti occupano contemporaneamente tutte le posizioni del podio di una corsa e la sensazione è che da qui a breve potrebbe succedere altre volte. La classifica stellare è impreziosita anche dal quarto posto di Tadej Pogacar con Alex Aranburu, Robert Stannard, Joao Almeida, Greg van Avermaet, Tim Wellens e Giulio Ciccone a completare la top10. Ad eccezione di Simon Yates (1’22”) e Thibaut Pinot (9’08”), tutti i big della classifica sono arrivati assieme con lo stesso tempo: Wout van Aert ha conservato la maglia blu di leader con 4″ di vantaggio su Julian Alaphilippe, 8″ su Mathieu van der Poel, 11″ su Pavel Sivakov, 13″ su Mikel Landa e 14″ su tutto il resto del gruppo. E domani a Guardo Tadino avremo un altro arrivo con una leggera pendenza a salire…

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