In maglia bianca, Tadej Pogacar domina a Prati di Tivo © RCS
In maglia bianca, Tadej Pogacar domina a Prati di Tivo © RCS

A Tadej la battaglia, ma la T-A non è finita

Prestazione impressionante di Pogacar a Prati di Tivo, Van Aert encomiabile in difesa perde poco più di 40″. Debacle per gli Ineos

Doveva essere battaglia a Prati di Tivo, e così è stato: tutti i big della Tirreno-Adriatico si dono dati battaglia senza esclusione di colpi sull’arrivo in salita abruzzese, tutti contro il leader Wout Van Aert che si è difeso onorevolmente su un terreno a lui non congeniale, perdendo la battaglia ma non la guerra. A vincere è invece Tadej Pogacar, il campione uscente del Tour de France che ha piazzato un attacco deciso a meno di 6 km dall’arrivo, al quale il solo Simon Yates è riuscito, seppur tardivamente, a rispondere, arrivando a una manciata di secondi dal campione sloveno.

La tappa, partita da Terni e lunga 148 km aveva visto al comando a lungo una fuga composta da uomini volitivi, ma poco adatti a un arrivo in salita: Marco Canola (Gazprom-Rusvelo), Benjamin Thomas (Groupama – FDJ), Emil Vinjebo (Qhubeka-Assos), Mattia Bais (Androni Giocattoli) e Mads Würtz Schmidt (Israel Start Up Nation). Sul Passo Capannelle restano in 3, con Canola e Vinjebo che cedono, infine è il solo Würtz Schmidt che resta al comando sulla salita, in attesa dell’inevitabile rimonta dei big.

Con Wout Van Aert che può solo difendersi, la Ineos-Granadiers s’incarica di impostare in modo impegnativo l’ultima salita, con Filippo Ganna che rintuzza un attacco iniziale di Giulio Ciccone (Trek-Segafredo). È il preludio all’attacco di Egan Bernal, che avviene a 7,5 km all’arrivo, ma Tadej Pogacar è lesto alla sua ruota ed il colombiano non ha energie per fare la differenza. Subito dopo il traguardo volante di Pietracamela, con Geraint  Thomas in avanscoperta, Tadej Pogacar sferra l’attacco decisivo, facendo subito il vuoto e guadagnando terreno sulla maglia azzurra. Che continua insistentemente ad andare del suo passo, ignorando il nuovo tentativo di scatto di Bernal  e degli altri vari uomini di classifica. Che verranno tutti ripresi: solo un frizzante Simon Yates, fuori classifica dopo la seconda tappa, riesce a lanciarsi all’inseguimento di Pogacar.

Gli ultimi 3 km regalano ancora conferme e sorprese: saltano Julian Alaphilippe e Vincenzo Nibali, poi anche Thomas e Bernal perdono contatto dal gruppetto comandato da Van Aert. Simon Yates arriva a ridosso di Pogacar, ma lo sloveno non lo lascia avvicinare e lo batte di 6″. Nell’ultimo km un esausto Van Aert viene saltato dagli inseguitori rimasti, con Sergio Higuita  (Ef Education – Nippo) che si classifica terzo a 29″ regolando Mikel Landa (Bahrain – Victorius) e Nairo Quintana (Arkéa – Samsic) a 31″, João Almeida (Deceuninck – Quick Step) giunge a 35″, e le sorprese di giornata Matteo Fabbro (Bora-Hansgrohe), finalmente all’altezza dei big in salita, ed il neoprofessionista inglese Simon Carr (Ef Education Nippo) a 42″. Wout Van Aert giunge nono a 45″, con Simon Fuglsang (Astana) alle sue spalle, il duo Bernal-Thomas a 58″ e Romain Bardet (DSM) ad 1’17”.  Ad  1’27” Geoffrey Bouchard (Ag2r Citrôen) accompagna Damiano Caruso (Bahrain-Merida) e Vincenzo Nibali, Alaphilippe paga 1’44”, Thibaut Pinot affonda a quasi 5′.

La nuova generale vede Tadej Pogacar saldamente al comando, con 35″ su Van Aert ed Higuita, 38″ su Landa, 41″ su Quintana e gli altri non troppo lontani. E chissà che la tappa di domani dei muri marchigiani, con circuito a Castelfidardo, non suggerisca idee pazze a Wout Van Aert, magari con l’ausilio di Van Der Poel che oggi ha “riposato”.

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