Jonas Vingegaard vince a San Marino © GS Emilia
Jonas Vingegaard vince a San Marino © GS Emilia

VingegHard Rock le suona ancora a tutti

Il leader della Coppi e Bartali vince anche a San Marino e rafforza il suo primato in classifica. Podio per Romo e Schultz, decimo al traguardo Antonio Tiberi

Non può ancora festeggiare perché l’ultima tappa di domani, sabato 27 marzo, ha una conformazione tale da prestarsi a invenzioni in grado di ribaltare una classifica particolarmente corta, certo è che l’impronta di Jonas Vingegaard sulla 36esima Settimana Internazionale Coppi e Bartali già adesso è pesante. Dopo aver vinto la seconda frazione con arrivo a Sogliano al Rubicone, il danese della Jumbo-Visma ha conquistato il successo anche nella quarta tappa, 154,8 km da San Marino a San Marino, consolidando la maglia di leader della gara organizzata dal Gs Emilia. Lo ha fatto grazie a una lettura tattica perfetta e a uno spunto letale nell’arrivo in salita: per il 24enne è il quarto successo in carriera (gli altri due li aveva ottenuti il 25 febbraio nella quinta tappa dell’UAE Tour e al Giro di Polonia 2019).

Vingegaard ha preceduto lo spagnolo Javier Romo (Astana Premier Tech), l’australiano Nicholas Schultz (BikeExchange), il britannico Ethan Hayter (Ineos Grenadiers), il belga Mauri Vansevenant (Deceuninck-Quick Step), lo spagnolo Juan Ayuso Pesquera (Colpack-Ballan), il belga Ben Hermans (Israel Start-Up Nation), l’eritreo Natnael Tesfatsion (Androni-Sidermec), il colombiano Sergio Henao (Qhubeka Assos) e Antonio Tiberi (Trek-Segafredo). In classifica il 24enne della Jumbo-Visma ha 7″ di vantaggio su Schultz e 11″ su Hayter. Al termine delle 4h26’37” di gara (media 34,835 km/h), si rafforza la sensazione che Vingegaard possa avere dinnanzi a sé un futuro importante. E, col tempo dalla sua parte, potrebbe maturare il desiderio di chiedere anche di più a se stesso, al di là di quanto potrà ottenere nelle brevi gare a tappe.

Lo si pensa, dopo aver visto il finale di oggi. All’inizio dei 9 km dell’ultimo giro davanti ci sono due spagnoli, Oier Lazkano (Caja Rural) e Héctor Carretero (Movistar). Hanno una manciata di secondi di vantaggio sul gruppo formato da una quarantina di corridori, ai -4 vengono ripresi. Ci si studia, si attende il momento propizio: ai 1500 metri parte Romo, Vingegaard risponde e con lui altri atleti. Il danese della Jumbo-Visma è il più attivo, pedale bene, ma non affonda il colpo, mentre Hermans prova ad accelerare. Vingegaard rimane incollato alla ruota del belga, ai 200 metri dà la stoccata e va a vincere beffando Romo. La Coppi e Bartali è più vicina, ma non ancora sua: dovrà ripetersi domani.

Poca pianura e quasi 4mila metri di dislivello: la quarta tappa della corsa del Gs Emilia sulla carta si prestava allo spettacolo, che non è mancato. La fuga di giornata viene propiziata da Manuele Boaro (Astana), Edoardo Zardini (Vini Zabù) e dallo spagnolo Txomin Juaristi (Euskaltel-Euskadi): vi entrano anche l’argentino Eudardo Sepúlveda (Androni), l’israeliano Guy Niv (Israel), Antonio Nibali (Trek), il portoricano Abner González (Movistar), Cristian Scaroni (Gazprom-RusVelo), lo spagnolo Mikel Azparren (Euskaltel), il colombiano Alej Osorio (Caja Rural-Seguros RGA), l’ungherese Marton Dina (Eolo-Kometa) e il colombiano Johnatan Cañaveral (Bardiani CSF Faizanè). Per Zardini, Nibali e Osorio, dopo la fuga di ieri, è la seconda giornata in avanscoperta. Al km 40 il vantaggio massimo: 4′. Al primo Gpm di San Marino transitano, in ordine, Dina, l’italiano della Trek-Segafredo, Sepúlveda e Zardini. Dopo due ore la media è di 34,2 km/h, a tirare il gruppo la Jumbo-Visma, cui si unisce la Movistar. Al km 95 il vantaggio dei fuggitivi è sceso a 1’40”.

Davanti ci provano, ma in gruppo l’andatura cresce, così Osorio decide di tentare l’assolo, senza successo. Il colombiano, assieme a Cañaveral e Zardini, rilancia, ma dopo una manciata di km si riforma il gruppo di testa che prosegue compatto, prima di perdere alcuni componenti. Il terzo e ultimo Gpm è appannaggio di Nibali, che precede Osorio e Zardini. A poco più di 20 km dal traguardo i fuggitivi sentono sul collo il fiato del gruppo, inizia una bagarre di scatti e controscatti, tentativi destinati a esaurirsi con un nulla di fatto; tra i protagonisti anche Kevin Colleoni (BikeExchange). Ai -4 il gruppo torna compatto, Vingegaard studia la situazione con sagacia: attende, attacca, lascia il segno. Il sigillo di Jonas.

Generale: detto delle prime tre posizioni, al quarto posto con un distacco di 14″ Romo, quindi Hermans a 15″, il colombiano Iván Sosa (Ineos) a 16″, il belga Mauri Vansevenant (Deceuninck) a 21″, il danese Mikkel Honoré (Deceuninck) a 26″, Colleoni a 39″ e Sergio Henao a 43″. Domani il gran finale: 166,2 km da Forlì a Forlì. Per 7 volte sarà ripetuta la spettacolare ascesa di Rocca delle Caminate di 3.5 km al 6.4%, con pendenze costantemente al 7/8% nella parte centrale. La prova della verità per Vingegaard.

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